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07/06/2026

Cronaca del Quarto Giorno di Capitolo

Solennità del Corpus Domini La giornata capitolare di oggi, domenica del Corpus Domini, si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta da don Faustino, parroco della Parrocchia San Barnaba di Marino, alla cui diocesi appartiene la nostra Provincia. Nell’omelia, il celebrante ha offerto una chiave semplice e profonda per entrare nel mistero che oggi la Chiesa celebra: il movimento dell’Eucaristia è un dinamismo che coinvolge tutta la vita del credente — andare, ricevere, tornare per donare. Un ritmo che trasforma, perché ciò che si riceve è un dono immenso: Cristo stesso, Pane vivo per la vita del mondo. Dopo la colazione — alla quale è stato ospite lo stesso don Faustino — l’assemblea ha ripreso i lavori secondo l’agenda prevista. La mattinata è iniziata con la preghiera in sala capitolare, seguita dalla lettura e approvazione del verbale della giornata precedente. Successivamente, le capitolari si sono suddivise nei gruppi di lavoro per condividere le riflessioni sulla 1ª area, dedicata alla vita consacrata. Il confronto è stato ricco, attento, segnato dal desiderio comune di leggere la realtà con sincerità e di individuare passi concreti per un rinnovamento fedele al carisma. Prima del pranzo, in assemblea sono state presentate le proposte operative emerse dai gruppi, che hanno portato alla formulazione delle prime delibere. A pranzo abbiamo accolto con gioia i laici che oggi pomeriggio e domani mattina parteciperanno ai lavori capitolari relativi alla 2ª area, dedicata proprio al cammino condiviso con loro. Al termine del pranzo, un gesto fraterno ha rallegrato l’assemblea: sr Lorena, della comunità di Campobasso, ha offerto un gelato artigianale, accolto con gratitudine e festa. Nel pomeriggio, alle 15.30, i lavori sono ripresi con la votazione delle delibere relative alla prima area. Successivamente, l’assemblea ha accolto i rappresentanti dei laici che collaborano con noi a diverso titolo nelle opere e nei cammini dí spiritualità. Insieme a loro si è passati al lavoro personale sulla scheda dedicata al percorso verso una condivisione sempre più fraterna del carisma. Poi, nuovamente in gruppi, sono stati raccolti i passi concreti che domani verranno presentati in assemblea e che serviranno a formulare ulteriori delibere. Alle 19.00, la giornata ha ritrovato il suo respiro spirituale con la preghiera del Vespro e l’adorazione eucaristica per la novena del Sacro Cuore. Con la cena, vissuta in un clima semplice e fraterno, si è conclusa un’altra giornata intensa di ascolto, condivisione, progettazione e crescita, orientata a costruire insieme un futuro rinnovato nella luce del Rogate.

Semi di Parola

XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Simile al lievito (Mt 13,24-43).
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”». Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come, dunque, si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo