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06 Gennaio 2021

Amici di Madre Nazarena e la befana a Messina

CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ’ “ARRIVA LA BEFANA” L’Associazione “Amici Madre Nazarena Majone”, promuove, insieme ad una associazione milanese questa iniziativa solidale per le famiglie bisognose con bambini della nostra città. Purtroppo quest’anno per i motivi che tutti conosciamo la consegna dei pacchi regalo ai nostri piccoli amici, non potrà avvenire nel tradizionale giorno dell’Epifania, mercoledì 06/Gennaio/2021, ma nel rispetto della normativa anti-Covid, avverrà giovedì 07/Gennaio/2021 alle ore 9,30 in Piazza Lo Sardo, 24 (ex Piazza del Popolo) Centro vocazionale Figlie del Divino Zelo, sede dell’Associazione. Tutti i volontari dell’Associazione con questo regalo ai più piccoli augurano loro e alle loro famiglie un inizio anno di pace e serenità. Girolamo La Monica Presidente Associazione ”Amici Madre Nazarena Majone” Messina

Semi di Parola

Battesimo del Signore – Anno A- Questi è il Figlio mio, l’amato (Mt 3,13-17).
Il battesimo di Gesù viene presentato dagli evangelisti come il momento in cui viene rivelata la sua identità di Messia e Figlio di Dio da parte di una voce celeste. In quella frase viene sintetizzata tutta la Scrittura di Israele, quello che i cristiani chiamano Antico Testamento e che viene visto come profezia della venuta del Messia. In questa frase, infatti, viene riecheggiato il Salmo secondo dove si dice: “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato”. Ma si sente anche l’eco di un passo di Isaia su un misterioso Servo inviato da Dio per una missione in favore del popolo e di tutte le nazioni e che dovrà molto soffrire: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio”. Infine, c’è un velato riferimento all’episodio in cui Dio chiede ad Abramo di sacrificargli il figlio Isacco: “Prendi il tuo figlio, l’amato”. Con un’unica frase sintetica, chi legge il vangelo vede dispiegarsi davanti a sé tutte le Scritture che gli ebrei dividono in tre parti: la Legge, da cui è tratto l’episodio del sacrificio di Isacco, i profeti, da cui è tratta la figura del Servo, e gli Scritti, da cui è tratto il Salmo. Il Vangelo ci dice che tutte le attese di Israele e le promesse di Dio sono giunte al compimento nella persona di Gesù che non si presenta però come un uomo santo o potente, ma in compagnia di tanti peccatori ed emarginati che vanno da Giovanni a farsi battezzare. Il tentativo di Giovanni di non battezzare Gesù esprime tutto l’imbarazzo di chi sa che è un fatto realmente accaduto, perché Gesù storicamente è stato un seguace di Giovanni il Battista; ma dice anche l’imbarazzo di chi, tra i cristiani, è tentato di vedere l’appartenenza a questo gruppo come una forma elitaria di spiritualità, per separarsi da un’umanità fatta di fallimenti e debolezze. Il vangelo ci vuole ricordare chi è il Maestro e il Signore: colui che ha sempre camminato e solidarizzato con i deboli, i peccatori, gli emarginati, fino a condividerne la sorte con una morte infamante e vergognosa, attraverso il supplizio della croce. Ogni volta che i cristiani o le chiese sono tentati di presentarsi come i puri e i santi della storia, la vita di Gesù, a cominciare dal suo battesimo tra i peccatori, ci ricorda che la strada da seguire è quella di immergerci nelle contraddizioni dell’umanità senza pretendere di ammaestrare ma camminando semplicemente accanto.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo