Ultime Notizie

18 febbraio 2021 - Oria

Auguri Suor Angela Denora per i suoi 90 anni!

Presso il Centro San Benedetto di Oria si sono festeggiati i 90 anni della carissima Suor Angela. Al pranzo non poteva mancare una bellissima torta per festeggiare questo importante traguardo in compagnia di suor Arlene e di tutte le suore. Nel pomeriggio, momento di grande festa che ha visto la partecipazione di tutti i bambini del Centro Diurno, i minori della Comunità Educativa e le ragazze della Comunità Dopo di Noi che hanno consegnato a Suor Angela i loro pensierini e cantato allegramente Tanti Auguri. Ancora augurissimi a Suor Angela, ringraziamo il Signore per questi 90 anni in cui si è dedicata con Zelo e Amore a tutte le nostre opere, certi che vorrà donarle ancora tanti anni. La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

IV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Beati i poveri in spirito (Mt 5,1-12).
Forse non c’è, tra gli insegnamenti di Gesù, un’affermazione più fraintesa di quella che dà inizio alle Beatitudini, altrettanto male interpretate soprattutto da parte di chi voleva tenere a bada i poveri, promettendo il paradiso in cambio dello starsene a proprio posto in questo mondo. Chi sono i poveri in spirito? In certe interpretazioni antiche era un modo per dire che anche i ricchi possono essere beati, a patto che siano interiormente distaccati dai loro beni mettendone una parte a disposizione dei bisognosi. Nel nostro linguaggio, invece, se prendiamo la frase alla lettera, sembrerebbe riguardare chi non ha una spiccata intelligenza. E in tal senso sembra esser un buon avvio per presentare le categorie che seguono fatte per lo più di persone che mancano di qualcosa o vivono una situazione di svantaggio nei confronti di chi può esercitare forza e violenza. In realtà il povero in spirito è chi è consapevole della propria fragilità esistenziale e si affida a chi realmente è l’origine della sua vita, cioè Dio. Siccome però ci sono molti, soprattutto quelli che detengono un potere, che sono convinti di avere il pieno controllo sulla propria vita e su quella degli altri, ne nasce la convinzione che esso vada difeso e accresciuto a spese dei propri simili, che diventano vittime designate della violenza dei primi. Tutte le situazioni elencate da Gesù, in qualche modo sono vissute da lui stesso che è stato solidale con chi era schiacciato dal potere e dalla violenza; lui, tuttavia, definisce beato chi vive queste situazioni perché ha la certezza che Dio è dalla loro parte: il regno dei cieli promesso all’inizio e alla fine non significa la magra consolazione di un paradiso sperato da chi è disperato, ma il fatto che Dio sostiene la vita di coloro che si impegnano per promuovere il bene di fronte al male dilagante (come non ricordare Alex Pretti, nuova vittima simbolica della violenza dei potenti?). L’ultima beatitudine è indirizzata a chi dice di seguire Gesù e significa questo: solo impegnandosi concretamente accanto a chi vive cercando di resistere al male con il bene si può essere veramente suoi discepoli. Se si vuole sperimentare, cioè, quella beatitudine promessa da Dio è necessario sapere da che parte stare: non dalla parte di chi esercita un potere violento, anche se dice di difendere i valori sacri del cristianesimo, ma da quella di chi subisce il male, sia perché è vittima indifesa sia perché è in lotta per la giustizia, anche se non lo fa per l’appartenenza esplicita ad una chiesa.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo