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5 aprile - Roma

Pasquetta 2021!

Oggi, tutti insieme, suore e bambini, abbiamo preparato il barbecue nel bel giardino dietro la nostra casa!!! Tutta la famiglia si è adoperata per preparare al meglio il tutto. È stata una giornata fantastica! Poi con le sorelle della casa generalizia abbiamo condiviso la gioia della resurrezione di Gesù, trascorrendo insieme, nel segno della fraternità, un momento conviviale. È vero il dolce arriva alla fine come dice il proverbio "Dulcis in fundo" e l'arrivo delle sorelle della casa generalizia è stato un momento meraviglioso momento finale. Condividere insieme qualcosa significa proprio moltiplicare la fraternità. Ringraziamo il Signore per la sua presenza e per averci permesso di vivere una giornata speciale!

Semi di Parola

III Domenica di Pasqua (Lc 24,35-48) – anno B
Quando abbiamo paura anche Cristo può spaventarci come chi vuole darci un abbraccio e noi abbiamo invece la sensazione che sia uno dei tanti che vuole farci male. Quando siamo troppo felici possiamo pensare che tutto sia troppo bello per essere vero e che prima o poi verrà fuori una fregatura nascosta. Forse è questo il motivo per cui Gesù per convincere i suoi discepoli di essere realmente Lui compie un gesto significativo: "Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho". Sembra paradossale, ma Gesù per farsi credere chiede di guardare dentro le sue ferite. Dovremmo forse anche noi trovare il coraggio di fare la stessa cosa. Guardare nella nostra debolezza ci farà scoprire la potenza nascosta e imprevedibile della Pasqua. Perché la Grazia di Dio agisce proprio nella nostra debolezza. Delle volte Cristo non lo riconosciamo nella nostra vita perché pensiamo che se ci fosse noi non saremmo così deboli, così feriti, così fragilmente umani, ma se trovassimo il coraggio di guardare al fondo della nostra debolezza e delle nostre ferite ci accorgeremmo che Egli è proprio lì, e lì vorrebbe essere riconosciuto, accolto e amato. Ma riuscire a fare questo è un dono, per questo il vangelo conclude dicendo: "Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture". Il dono della fede è il dono di saper riconoscere in ciò che ci sembra un fallimento e una ferita i segni più convincenti della verità della Pasqua.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

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