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1 Giugno - Oria

Omaggio floreale a P. Annibale

Anche quest’anno, martedì 1 Giugno, i bambini della nostra scuola e dell’asilo nido hanno ricordato l’opera di Sant’Annibale Maria Di Francia, partecipando ad un corteo che dalle sezioni ci ha condotto presso il quadro addobbato per l’occasione da Sr. Dolores e Sr. Sherly, raffigurante l’immagine del fondatore che è stata disposta sul prato antistante la nostra struttura. La vocazione e la missione delle Figlie del Divino Zelo e dei Padri Rogazionisti nasce dall’esperienza umana, spirituale del Santo che, sotto la guida dello Spirito Santo, ha vissuto tra i piccoli e i poveri del quartiere Avignone in Messina. Il nostro Padre Fondatore, da giovane, cercava continuamente la presenza di persone capaci di costruire un mondo migliore, che si potessero avvicinare ai bisogni dei più deboli, dei bambini. Ora, come allora, continua la sua opera, nei nostri centri di accoglienza e nelle nostre scuole. I bambini hanno partecipato con fervore, preparando nei giorni precedenti cuori di cartoncino rosso su cui le insegnanti hanno scritto ciò che i piccoli chiedevano a Sant’Annibale. Tutti i bambini hanno offerto un fiore e la loro preghiera personale. Un momento suggestivo, che ci ricorda quanto ancora, a distanza di molti anni, sia attuale il carisma del nostro Fondatore. Sr. Dolores alla fine ha offerto caramelle a tutti i bambini. La coordinatrice educativo-didattica Daniela Franco

Semi di Parola

Festa di Tutti i Santi - Beati i misericordiosi (Mt 5,1-12).
Il vangelo delle Beatitudini che si proclama nella Festa di Tutti i Santi, viene indicato come un programma di vita per incamminarsi sulla via della santità, che è indicata anzitutto per i battezzati ma che, come si dice nel linguaggio dei documenti della chiesa da Papa Giovanni in poi, è altrettanto percorsa da tutti gli uomini (e le donne) di buona volontà. Se guardiamo al loro contenuto, infatti, non c’è nessun riferimento ad atteggiamenti ed etichette religiose, ma sono altrettante caratteristiche che possono ritrovarsi in ogni essere umano che cammina sulla via della giustizia. Al centro di esse è posta quella caratteristica che ci rende simili a Dio: la misericordia, che è il suo primo attributo nella tradizione spirituale ebraica, cristiana e musulmana. La Genesi presenta la tentazione fatta dal serpente ad Eva come la possibilità di diventare dio mangiando il frutto proibito. Ma i progenitori dell’umanità lo intendevano come un’acquisizione di potere e forza per schiacciare i propri simili, mentre Dio stesso ci ha donato la possibilità di essere simili a lui conformandoci a Gesù, colui che ha incarnato le beatitudini, e con l’atteggiamento più proprio di Dio che è appunto la misericordia: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il padre vostro celeste”, dice Gesù in un altro passo. Mi piace citare, a questo proposito, un passo significativo de “Il mercante di Venezia” di Shakespeare: “Per sua natura la misericordia non è un obbligo, cade dal cielo sulla terra in basso come la pioggia gentile. È due volte benedetta: benedice colui che la esercita e colui che la riceve; essa ha il suo trono nei cuori dei Re. La misericordia è un attributo dello stesso Dio. Il potere terreno appare più simile a quello di Dio quando la misericordia tempera la giustizia. Noi chiediamo misericordia (a Dio) e quella stessa preghiera insegna a noi tutti a compiere atti di clemenza”. Questo hanno fatto i santi, battezzati o meno, ed è questo che dobbiamo augurare a tutti noi in questo buio tempo in cui, ancora una volta, chi si crede un dio esercita violenza invece che misericordia, nella vita di tutti giorni e nel governo dei popoli.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo