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1 Giugno - Oria

Omaggio floreale a P. Annibale

Anche quest’anno, martedì 1 Giugno, i bambini della nostra scuola e dell’asilo nido hanno ricordato l’opera di Sant’Annibale Maria Di Francia, partecipando ad un corteo che dalle sezioni ci ha condotto presso il quadro addobbato per l’occasione da Sr. Dolores e Sr. Sherly, raffigurante l’immagine del fondatore che è stata disposta sul prato antistante la nostra struttura. La vocazione e la missione delle Figlie del Divino Zelo e dei Padri Rogazionisti nasce dall’esperienza umana, spirituale del Santo che, sotto la guida dello Spirito Santo, ha vissuto tra i piccoli e i poveri del quartiere Avignone in Messina. Il nostro Padre Fondatore, da giovane, cercava continuamente la presenza di persone capaci di costruire un mondo migliore, che si potessero avvicinare ai bisogni dei più deboli, dei bambini. Ora, come allora, continua la sua opera, nei nostri centri di accoglienza e nelle nostre scuole. I bambini hanno partecipato con fervore, preparando nei giorni precedenti cuori di cartoncino rosso su cui le insegnanti hanno scritto ciò che i piccoli chiedevano a Sant’Annibale. Tutti i bambini hanno offerto un fiore e la loro preghiera personale. Un momento suggestivo, che ci ricorda quanto ancora, a distanza di molti anni, sia attuale il carisma del nostro Fondatore. Sr. Dolores alla fine ha offerto caramelle a tutti i bambini. La coordinatrice educativo-didattica Daniela Franco

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo