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29 Agosto - Marino

Festa della Madonna della Guardia

La festa della Madonna della Guardia viene solennizzata in tutte le Comunità della Provincia, pregando anche per la Madre Isabella M., Superiora della Provincia, che in questo giorno festeggia il suo compleanno. Diverse le manifestazioni di auguri e le espressioni augurali da parte delle Comunità e di diverse Consorelle della Provincia e da ogni nazione dell’Istituto. Nel pomeriggio nella sede della Provincia, il Consiglio della Provincia organizza la celebrazione della S. Messa presieduta dal Parroco, don P. Massari, l’omaggio floreale all’immagine della Madonna presente in giardino, e la cena all’aperto. Sono presenti la Madre generale, parte del Consiglio generale e delle consorelle della casa generalizia, i minori e un gruppo di consorelle della comunità.

Semi di Parola

II Domenica dopo Natale - Il verbo si fece carne (Gv 1,1-18).
Il cuore di questo inno-meditazione che apre il Vangelo di Giovanni è un’affermazione paradossale: la Parola si è fatta carne, una persona concreta con un nome preciso: Gesù di Nazaret. È questo il fondamento e il vertice della fede cristiana di ogni tempo: un ebreo vissuto duemila anni fa sotto il dominio della superpotenza di allora, Roma, è la manifestazione definitiva di quel Dio che ha cominciato a parlare attraverso la creazione prima e poi nella storia di un piccolo popolo. Quell’uomo è cresciuto alimentandosi con le parole dei profeti e proprio da loro ha imparato a non tacere di fronte alle ingiustizie, mettendosi fattivamente accanto alle vittime dell’ingiustizia, spesso compiuta in nome di Dio o della ragion di Stato. Dicendo che la Parola si è fatta carne, l’evangelista non fa solo un’affermazione teologica per quanto profonda ma indica uno stile, un modo di essere: Dio non si limita a parlare ma, come è già accaduto con la parola creatrice, immediatamente capace di far essere le cose, così nella vita di Gesù la Parola ascoltata è diventata azione in modo continuato, fino al dono della propria vita, che gli è stata sottratta da chi si sentiva attaccato nei propri privilegi ma che gli è stata ridata in modo definitivo da quel Dio che ascolta il grido degli oppressi. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi seguaci che non basta invocare Dio per essere cittadini del suo Regno ma è necessario compiere verso i propri simili il bene che Dio indica nella sua Legge. Di per sé basta compiere quel bene rivelato da Dio e che Gesù ha ricordato nella parabola del giudizio finale delle pecore e dei capri; ciò significa che ogni uomo che non solo ha compiuto il bene ma ha manifestato una grande statura etica nella storia umana (si pensi a Socrate o a Budda e tanti altri) è un riflesso di quella Parola che di volta in volta si “incarna” nella parte migliore dell’umanità. Tuttavia, la fede cristiana dice qualcosa di più: tutto il bene che l’uomo può compiere e che si oppone al male che altrettanto drammaticamente viene compiuto non avrebbe un significato certo se attribuito solo a un Dio invisibile che non si è mai mostrato e del quale l’uomo, con la conoscenza sempre più grande, può fare tranquillamente a meno. Solo credendo che quel Dio invisibile si è reso visibile realmente e non solo metaforicamente nell’ebreo Gesù di Nazaret, possiamo pensare che il bene a cui aspiriamo non è la proiezione illusoria dei nostri desideri ma l’unico fondamento reale dell’obbligo umano a compiere il bene. Se Dio non si è fatto realmente carne non ciò che è eticamente necessario diventa criterio delle scelte ma solo ciò che conviene e che è esattamente lo spirito di quello che una volta si chiamava capitalismo ma che ora è diventato solo cupio dissolvi, desiderio inconscio di autodistruzione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo