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29 Agosto - Marino

Festa della Madonna della Guardia

La festa della Madonna della Guardia viene solennizzata in tutte le Comunità della Provincia, pregando anche per la Madre Isabella M., Superiora della Provincia, che in questo giorno festeggia il suo compleanno. Diverse le manifestazioni di auguri e le espressioni augurali da parte delle Comunità e di diverse Consorelle della Provincia e da ogni nazione dell’Istituto. Nel pomeriggio nella sede della Provincia, il Consiglio della Provincia organizza la celebrazione della S. Messa presieduta dal Parroco, don P. Massari, l’omaggio floreale all’immagine della Madonna presente in giardino, e la cena all’aperto. Sono presenti la Madre generale, parte del Consiglio generale e delle consorelle della casa generalizia, i minori e un gruppo di consorelle della comunità.

Semi di Parola

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze (Mt 22,1-14).
Ci sono alcune parabole nei vangeli che sono accompagnate da una spiegazione che ne facilita la comprensione. Altre, non spiegate, suscitano perplessità per i messaggi apparentemente contraddittori che contengono. Questa degli invitati al banchetto di nozze è una di quelle: essa è riportata anche in Luca, dove però manca la parte finale riguardante l’abito nuziale. Perché Matteo presenta due atteggiamenti contrastanti da parte del padrone che prima fa chiamare chi capita e poi si indispone verso chi non è vestito nel modo giusto? Per i suoi primi ascoltatori non c’era contraddizione nel racconto sapendo che un invito a nozze implicava una serie di doveri, per non offendere chi invitava, tra cui il vestir bene e che richiedeva un po’ di tempo di preparazione. Il messaggio sta però nello scioglimento dei simboli: chi sono i personaggi in questione? Sia in Matteo che in Luca si allude al fatto che i primi destinatari del vangelo (il popolo ebraico) non ha accolto la predicazione del vangelo, per cui ci si è rivolti ai pagani. Ma l’importante, nella prospettiva di Matteo, non è solo rispondere ma anche come si risponde. Altrove, nello stesso vangelo, Gesù dice: “Non chiunque dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà di Dio che è nei cieli”. L’abito è, quindi, il simbolo delle proprie scelte etiche: la risposta autentica non sta nell’assumere delle convinzioni teologiche speculative, come, ad esempio, credere nei dogmi cristiani; questo è solo un primo passo e neppure il più necessario. La risposta vera sta nel vivere la propria vita improntata all’etica del vangelo, tutta orientata ad un atteggiamento accogliente, non giudicante e di servizio nei confronti dei propri simili. Il bilancio finale, ci verrà ricordato tra qualche domenica, sarà basato su quanto di bene o di male abbiamo fatto a chi porta l’immagine di Colui in cui diciamo di credere. Un messaggio, quindi, assolutamente chiaro e non contraddittorio: Dio ci chiama, attraverso Gesù, a partecipare alla festa con Lui, indossando l’unico abito richiesto per l’occasione, che è l’amore verso il prossimo. D’altronde pure san Paolo, ingiustamente frainteso riguardo al rapporto tra fede e opere, ha detto che l’unica cosa che conta è la fede che agisce attraverso l’amore. Il resto non conta nulla.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo