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15 Ottobre - Messina

Convegno di studio: cultura, fede, santità.

La storia della Basilica Antoniana nel centenario della sua fondazione” all’Aula Magna Rettorato dell’Università degli Studi di Messina fra i Relatori: Suor Antonia Sgrò: La bellezza degli affreschi nella Basilica di Sant’Antonio di Messina Iconografia, segno di bellezza L’arte pittorica della Basilica si Sant’Antonio di Messina “… credo che l’importanza di questi affreschi stia proprio nel prezioso messaggio rogazionista che essi custodiscono e trasmettono a tutti noi che visitiamo il Tempio e che, ci stupiamo ancora di tanta luminosa e mistica bellezza. … … lo scopo non è quello di abbellire ma di farsi custodi, nel tempo, di un significato, di trasmettere all’osservatore un messaggio: l’intuizione del Rogate, l’ ORO DEL ROGATE. …”

Semi di Parola

Festa di Tutti i Santi - Beati i misericordiosi (Mt 5,1-12).
Il vangelo delle Beatitudini che si proclama nella Festa di Tutti i Santi, viene indicato come un programma di vita per incamminarsi sulla via della santità, che è indicata anzitutto per i battezzati ma che, come si dice nel linguaggio dei documenti della chiesa da Papa Giovanni in poi, è altrettanto percorsa da tutti gli uomini (e le donne) di buona volontà. Se guardiamo al loro contenuto, infatti, non c’è nessun riferimento ad atteggiamenti ed etichette religiose, ma sono altrettante caratteristiche che possono ritrovarsi in ogni essere umano che cammina sulla via della giustizia. Al centro di esse è posta quella caratteristica che ci rende simili a Dio: la misericordia, che è il suo primo attributo nella tradizione spirituale ebraica, cristiana e musulmana. La Genesi presenta la tentazione fatta dal serpente ad Eva come la possibilità di diventare dio mangiando il frutto proibito. Ma i progenitori dell’umanità lo intendevano come un’acquisizione di potere e forza per schiacciare i propri simili, mentre Dio stesso ci ha donato la possibilità di essere simili a lui conformandoci a Gesù, colui che ha incarnato le beatitudini, e con l’atteggiamento più proprio di Dio che è appunto la misericordia: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il padre vostro celeste”, dice Gesù in un altro passo. Mi piace citare, a questo proposito, un passo significativo de “Il mercante di Venezia” di Shakespeare: “Per sua natura la misericordia non è un obbligo, cade dal cielo sulla terra in basso come la pioggia gentile. È due volte benedetta: benedice colui che la esercita e colui che la riceve; essa ha il suo trono nei cuori dei Re. La misericordia è un attributo dello stesso Dio. Il potere terreno appare più simile a quello di Dio quando la misericordia tempera la giustizia. Noi chiediamo misericordia (a Dio) e quella stessa preghiera insegna a noi tutti a compiere atti di clemenza”. Questo hanno fatto i santi, battezzati o meno, ed è questo che dobbiamo augurare a tutti noi in questo buio tempo in cui, ancora una volta, chi si crede un dio esercita violenza invece che misericordia, nella vita di tutti giorni e nel governo dei popoli.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo