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29 aprile / 1° maggio - Marino

Workshop carismatico: lo Zelo del Rogate

23 sorelle, nella sede di Marino, partecipano alla seconda edizione del workshop carismatico, curato dalle sorelle del Centro Studi della Provincia NSG, e in diverse attività si collegano on line anche alcune consorelle dal Rwanda. La presentazione dei testi comprende lo zelo: educativo, nella comunità, con i poveri e nel lavoro pastorale. Oltre alla riflessione personale, lavori di gruppo, momenti di scambio e condivisione come la cena culturale, un video: Suggestioni fdz: lo zelo per immagini, un festival attraverso le nostre culture, c’è stata la tavola rotonda finale: “Comunità- educazione – pastorale – poveri. Come esprimiamo lo zelo oggi in Italia filtrato dalla nostra cultura.” Di profonda emozione alla celebrazione dei Vespri del 1° giorno, l’unzione con l’olio carismatico: olio benedetto di Fiumara Guardia misto con l’essenza di gardenia.

Semi di Parola

IV Domenica di Pasqua – Anno A - Sono venuto perché abbiano la vita (Gv 10,1-10).
L’immagine del pastore, nelle culture antiche a cui appartiene anche la bibbia, rimandava alla sfera del governo. I pastori erano il re e quelli che esercitavano l’autorità in suo nome. Gesù si presenta come messia, un ruolo che riguarda l’essere capo. Anche quando i capi religiosi cristiani hanno assunto questa definizione, infatti, in realtà non si occupavano solo della dimensione spirituale ma anche di quella materiale, soprattutto nei confronti dei più fragili e poveri, da difendere dalle prevaricazioni dei violenti e da soccorrere nelle necessità per la sopravvivenza. I pastori venuti prima di Gesù erano proprio quei capi che non si sono curati del popolo ma hanno pensato solo ai propri interessi, pretendendo di essere serviti e seguiti nelle guerre. Gesù si presenta in modo opposto, come pastore secondo il cuore di Dio: non manda in guerra ma stabilisce la pace, non pretende i beni del suo popolo ma dona sé stesso; non toglie la vita ad altri ma dona la sua. Le pecore che ascoltano la sua voce e lo seguono sono coloro che hanno fatto di Gesù il criterio della propria vita. Questa immagine, tuttavia, rimanda anche a quella del famoso pifferaio magico che attira migliaia di topi per farli morire affogati. Dobbiamo sempre chiederci: la voce di chi ascoltiamo? Oggi assistiamo ad uno stravolgimento della fede cristiana in alcune parti del mondo, dove si nomina Gesù Cristo ma si segue un altro tipo di pseudomessia che crede anche di essere lui il messia e di parlare in nome di Dio (o forse di esserlo lui stesso) e molti lo hanno seguito e continuano a seguirlo come pastore ma in realtà è come un pifferaio magico che porta alla rovina. Qual è la differenza tra un vero pastore e un falso pastore? Lo dice Gesù stesso: il ladro (e il falso pastore) viene solo per rubare, uccidere e distruggere; il vero pastore invece è venuto perché l’umanità abbia la vita e l’abbia in abbondanza. Quando qualcuno critica il papa perché non conoscerebbe la teologia quando dice che Gesù vuole la pace, dovrebbe chiedersi: le nostre scelte portano vita, come dice di sé Gesù nel vangelo, o danno morte come i falsi pastori definiti ladri da Gesù? La risposta penso che sia sotto gli occhi di tutti. Forse questo delirio, che ha assalito un manipolo di potenti che stanno gettando il mondo nel caos, può essere l’occasione per dare la sveglia a tutta l’umanità quando è tentata di seguire gli uomini (e le donne) forti, che si presentano come pastori che guidano i popoli e si fanno ascoltare ammaliando le folle, ma in realtà sono piuttosto dei pifferai che conducono chi li segue (e purtroppo anche chi non li segue) sul baratro della distruzione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo