Ultime Notizie

25/29 Maggio - Graniti

Missione pastorale

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo” Dal 25 al 29 maggio le Figlie del Divino Zelo sono state chiamate a vivere dei giorni di evangelizzazione e di fraternità nelle Parrocchie di Graniti e di Motta Camastra, in provincia di Messina, per rendere grazie al Signore per i 40 anni di Sacerdozio di Padre Vincenzo Di Mura. Sono stati giorni in cui si sono susseguiti momenti di preghiera, cenacoli con le famiglie, momenti di gioco e di catechesi per i più piccoli e incontri casuali che hanno permesso di ravvivare nei fedeli lo spirito di fede, che alle volte si attenua a causa delle fatiche quotidiane. Tutte le persone volevano sentire da noi solo parole ricche di speranza e di amore e ci lasciavano sempre con sorrisi ricchi di gratitudine. Una missione breve ma importante, in particolare, in quella terra cara a noi FDZ, che ci ha donato due grandi testimoni: Madre Nazarena Maione e Madre Carmela D’Amore, donne umili che hanno vissuto e operato per Gesù e il suo divino comando: il Rogate. Una missione che ha risvegliato in noi la forza e lo zelo per portare a tutti il Vangelo e pregare affinché in ogni terra ci siano buoni operai che guidano e custodiscano la messe. Suor M. Patrizia, suor M. Annalisa, suor M. Nelsa e nov. Ester

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo