Ultime Notizie

25/29 Maggio - Graniti

Missione pastorale

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo” Dal 25 al 29 maggio le Figlie del Divino Zelo sono state chiamate a vivere dei giorni di evangelizzazione e di fraternità nelle Parrocchie di Graniti e di Motta Camastra, in provincia di Messina, per rendere grazie al Signore per i 40 anni di Sacerdozio di Padre Vincenzo Di Mura. Sono stati giorni in cui si sono susseguiti momenti di preghiera, cenacoli con le famiglie, momenti di gioco e di catechesi per i più piccoli e incontri casuali che hanno permesso di ravvivare nei fedeli lo spirito di fede, che alle volte si attenua a causa delle fatiche quotidiane. Tutte le persone volevano sentire da noi solo parole ricche di speranza e di amore e ci lasciavano sempre con sorrisi ricchi di gratitudine. Una missione breve ma importante, in particolare, in quella terra cara a noi FDZ, che ci ha donato due grandi testimoni: Madre Nazarena Maione e Madre Carmela D’Amore, donne umili che hanno vissuto e operato per Gesù e il suo divino comando: il Rogate. Una missione che ha risvegliato in noi la forza e lo zelo per portare a tutti il Vangelo e pregare affinché in ogni terra ci siano buoni operai che guidano e custodiscano la messe. Suor M. Patrizia, suor M. Annalisa, suor M. Nelsa e nov. Ester

Semi di Parola

XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Voi stessi date loro da mangiare (Mt 14,13-21).
In quel tempo, vendo udito della morte di Giovanni il Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. I discepoli, a conclusione di una giornata intensa, nella quale Gesù aveva operato tante guarigioni, pensavano che l’impegno con quella folla che li aveva seguiti fosse terminato: ognuno poteva pensare adesso al proprio sostentamento. Gesù fa capire loro che l’incontro con l’altro crea un legame che non può essere tagliato, perché ormai è entrato nella propria sfera di relazione e quindi di responsabilità. Non basta dare qualcosa nell’annuncio e nel servizio ma, nel momento in cui si diventa testimoni del vangelo, si deve essere aperti alle domande dei destinatari, non semplicemente portare un pacchetto preconfezionato di risposte. Al di là del richiamo al servizio e alla cura, il vangelo della moltiplicazione dei pani ci chiede, come cristiani, di metterci in ascolto delle domande che nascono dal cuore dell’umanità per rispondere a quelle domande, non per portare le nostre idee. Ogni generazione ha le sue domande, la sua particolare fame di senso. Ecco perché è giusto che la chiesa sia sempre al passo coi tempi e non la custode di una tradizione statica e per questo sterile. Se l’uomo d’oggi fa domande a partire da una diversa comprensione del mondo, dovuta anche all’evoluzione di conoscenze scientifiche senza precedenti, non si può pensare di continuare a dare delle risposte elaborate quando si pensava che la terra fosse al centro di un universo limitato e fin troppo piccolo, quando si pensava che Dio egli angeli stessero veramente sulle nuvole ad osservare ciò che facciamo sulla terra. Oggi più che Dio ci sono i satelliti che impediscono quasi del tutto la possibilità di nascondersi a chi ci vuole realmente cercare, per cui anche l’annuncio dl vangelo deve avvenire nell’attuale visione del mondo e dell’uomo che ha tanti dubbi sul significato di un’esistenza che si svolge su un’infinitesima roccia che gira intorno a una stella che si perde nell’infinito. Di fronte ai rigurgiti di tradizionalismo che si accompagnano alla visione semplicistica di estremismi politici che governano con slogan altrettanto semplicistici, Gesù ci invita a percorrere strade nuove e mai percorse, anche con mezzi limitati che però diventano efficaci se usati per ascoltare la fame di senso che nasce dall’uomo che vive non più nell’epoca dei miti (a cui spesso si ispirano invece i demagoghi) ma della visione scientifica del mondo. Michele Tartaglia

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo