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29 Maggio - Marino

Benedizione statua Madonna della Guardia

Nel pomeriggio si organizza un momento di preghiera per benedire la statua della Madonna della Guardia, che viene posta in giardino. Sono presenti le nostre consorelle della Casa generalizia e della Comunità di Roma, il dott. C. Mazza con la moglie, il Parroco don Pietro Massari. Si prega il Santo Rosario partendo dal monumento del Padre Fondatore, passando per l’altorilievo della Madonna nella sede del Noviziato, per il rosone ad angolo della Villa del Sole, per la grotta della Madonna di Lourdes e raggiungendo la statua della Madonna della Guardia, che don Pietro benedice. Segue la celebrazione dei Vespri e l’omaggio di ogni partecipante con il lancio dei petali di rosa verso la Vergine Maria. La statua è copia di quella comprata da Padre Fondatore, nel 1920, per il Santuario Madonna della Guardia, che ancor oggi si porta annualmente in Processione il 29 agosto.

Semi di Parola

XV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Parlò di molte cose in parabole (Mt 13,1-23).
La caratteristica propria solo di Gesù e non di coloro che poi hanno annunciato il vangelo, è quella di parlare di Dio alle persone attraverso racconti tratti dall’esperienza quotidiana; come a dire che Dio non è un mistero lontano e incomprensibile ma ci parla nella vita di tutti i giorni, servendosi di quanto accade nella vita di ciascuno, a cominciare da coloro a cui Gesù si rivolgeva preferibilmente: le persone comuni, non i ricchi, non i potenti del suo tempo. Questa immediatezza si è persa da parte di chi ha continuato l’opera di Gesù in quanto anche le sue parabole, le scene di vita quotidiana, sono diventate oggetto di riflessione moralistica e si è cominciato subito a dividere il mondo tra gli iniziati, coloro che avrebbero capito il messaggio profondo e quelli di fuori. Non dimentichiamo che i vangeli furono scritti tanti anni dopo la vita di Gesù e nel frattempo la comunità non annunciava più il regno di Dio a cui avevano accesso soprattutto i poveri e gli ultimi, ma annunciava la vita eterna inaugurata da Gesù a cui accedevano solo coloro che credevano in lui. Anche la bellissima parabola del seminatore, anziché rimandare alla grande generosità di Dio che dona sé stesso e la sua parola (il seme) a tutti, è stata usata per fare l’esame al tipo di terreno (i diversi modi di ascoltare la parola); lo stesso è accaduto alla parabola del padre misericordioso dove spesso si è sottolineata la reazione dei figli anziché la bontà del padre. Penso ci sia stato un certo senso di compiacimento in chi ha tramandato la parabola del seminatore accompagnata da questo strano insegnamento di Gesù sulla differenza tra chi è capace di capire e chi no, vanificando così la comprensione della sua predicazione che era fatta di racconti semplici proprio per essere compresa da chi non aveva istruzione. Un po’ come è accaduto a Francesco di Assisi i cui discepoli hanno conservato la sua memoria ma addomesticata, per non disturbare il sistema da cui volevano essere approvati. Certo, ha valore anche la spiegazione morale aggiunta alla parabola, per mettere in guardia da un ascolto superficiale e sterile, ma per fortuna sono state conservate le parole di Gesù che non aveva innanzitutto l’interesse di alimentare il rigore morale (per questo era sufficiente l’insegnamento tradizionale dei dottori della legge) quanto piuttosto di fare intuire e contemplare il vero volto di Dio che non si preoccupa tanto dell’effetto della sua azione ma agisce spinto dalla gratuità dell’amore.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo