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30 Maggio - Marino

SIC… Solo Insieme…Camminiamo!!!

Ci troviamo insieme in pellegrinaggio sulle orme di grandi cristiani di ieri e di oggi. Questa la cornice dell'incontro conclusivo di questo anno formativo di noi novizi e novizie della SIC: Scuola Intercongregazionale dei Castelli, che ci ha visto di nuovo insieme per CAMMINARE e Crescere non solo tra i banchi ma oggi sulla via Appia Antica. Noi come loro su questa Grande Via, con la guida del professor don Andrea Lonardo ripercorriamo questi luoghi ricchi di storia. I pensieri si affollano e il vento riporta alla mente i molti ricordi che porteremo sempre nel cuore di questi anni di questi momenti in cui abbiamo camminato insieme. Arrivati al centro San Tarcisio, ci accolgono i salesiani in una struttura bellissima e ricca di fede con la testimonianza del giovane San Tarcisio; ed ecco un prato verde per il pomeriggio da passare insieme condividendo e giocando insieme in fraternità. Questa è la bellezza del Camminare insieme.. questa è la Sic!.. Novizie Ester e Maria Lucia

Semi di Parola

II Domenica di Pasqua - Perché abbiate vita nel suo nome (Gv 20,19-31).
Nelle due apparizioni avvenute nel cenacolo e raccontate da Giovanni c’è tutto il programma della chiesa per tutti i tempi, al di là di sinodi o concili: l’annuncio del perdono, il riconoscimento del primato di Gesù nella vita degli uomini che non possono né sostituirsi né paragonarsi a Lui, nonostante certe deliranti affermazioni di sedicenti pastori e pastore, l’avere vita nel suo nome, non da tenere per sé come un privilegio, ma da donare per fare vivere altri; perdonare e far vivere, in fondo, sono lo stesso atto. Gesù va incontro a quei discepoli che lo hanno abbandonato, tradito e rinnegato nell’ora cruciale della sua morte e, anziché predicare vendetta e risentimento, annuncia loro la pace e comunica il potere di perdonare i peccati degli uomini; ricorda loro, inoltre, che solo l’annuncio del perdono permette di sperimentare il perdono. Se si proclamano guerre e crociate non può essere comunicato il perdono di Dio, unico motivo, come ci ricorda la Scrittura, per cui il Figlio si è fatto uomo e si è fatto crocifiggere. A chi cerca prove ed effetti speciali Gesù indica la nudità della fede che va oltre il visibile perché, per usare parole famose, l’essenziale è invisibile agli occhi. Ed infine, come ci dice l’evangelista, lo scopo di ricordare ciò che Gesù ha compiuto è quello di comprendere di quale Dio Lui è Figlio: un Dio che non uccide ma dà vita, che non schiaccia, ma dona speranza; e se questo è il Dio di Gesù Cristo, non si può usare il suo nome per indire guerre a nessun essere umano, a nessuna categoria e a nessun popolo o religione, ma si può solo continuare ad annunciare e a portare il suo perdono e la sua misericordia. Chiunque usa Gesù e il vangelo per seminare morte e discordia è tra coloro che lo continuano a inchiodare sulla croce, non certamente un suo seguace, anche se tutti i ministri di culto del mondo lo osannassero come nuovo messia.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo