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25 Maggio 2023 - Messina

60 piccoli attori mettono in scena la storia del santo Annibale Maria di Francia

Un musical di oltre due ore per ripercorrere la vita e la missione di padre Annibale Maria di Francia nel quartiere Avignone. È quello messo su dagli studenti dell’Istituto del Divino Zelo dello Spirito Santo che ieri pomeriggio è andato in scena al Teatro Annibale. Sessantacinque piccoli attori delle classi quarte e quinte, che hanno partecipato al corso di teatro organizzato dalla scuola durante l’anno, sono stati i protagonisti di oltre 20 scene che hanno ripercorso la vita del filantropo messinese sin da quando era studente (e promesso giornalista) a quando a ricevuto la chiamata del Signore facendo dell’aiuto ai più poveri e soprattutto ai bambini la sua missione di vita. Nel quartiere Avignone, popolato da tanti poveri, avviò la sua missione diffondendo la parola di Dio, convertendo tante persone e creando la congregazione delle “figlie del Divino zelo” con l’aiuto di madre Nazzarena. Lo spettacolo, caratterizzato da diversi momenti musicali che hanno accompagnato la narrazione della vita di padre Annibale, è stato coordinato dalla preside dell’istituto Spirito Santo, suor Annalisa Decataldo e la maestra di musica Rosa Villari con la collaborazione di tutto il corpo insegnanti.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo