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06 Giugno 2023 - IL CAPITOLO DELLA PROVINCIA

“NOSTRA SIGNORA DELLA GUARDIA” FIGLIE DEL DIVINO ZELO

Nella giornata di oggi abbiamo celebrato la memoria del Padre Fondatore, Annibale Maria Di Francia, solennizzato la liturgia e invitato un nostro confratello rogazionista per celebrare l’eucaristia. Riunite in aula capitolare, siamo entrate nel vivo delle finalità del capitolo: fare proposte per il progetto triennale della Provincia Nostra Signora della Guardia. Dopo la lettura del verbale riferito alla giornata precedente, la Superiora Generale ha presentato il tema all'ordine del giorno e sciolto l'assemblea per dare inizio ai lavori di gruppo. Siamo, dunque, ritornate in aula per la lettura delle varie sintesi e per giungere a un testo unico. Alle 12:15 Padre Pasquale Albisinni ha celebrato la Santa Messa e, commentando il libro di Tobia, ci ha invitate a leggere, in questi giorni di comunione e di discernimento, ogni cosa con gli occhi di Dio. Il Signore ci ha convocate qui per mostrarci nuovi orizzonti e per darci la capacità di vedere meglio le cose. Invochiamo, quindi, dal Signore la grazia di vedere l'essenziale cioè la persona che ci sta davanti, una persona creata ad immagine di Dio, quell'immagine che non scompare mai e che dobbiamo restituire a Dio stesso. Nel pomeriggio abbiamo proseguito i lavori capitolari. La benedizione con la reliquia del nostro Fondatore ha concluso la preghiera dei vespri e l’adorazione eucaristica vocazionale nella cripta ha completato la giornata.

Semi di Parola

XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Il tesoro nascosto (Mt 13,44-52).
Alla fine del grande discorso delle parabole, l’evangelista raccoglie alcune immagini, che vengono dalla predicazione di Gesù, che hanno come argomento il regno dei cieli, molto simili per brevità a quelle del granello di senape e del lievito. Ancora una volta Gesù prende i concetti che gli servono per spiegare ciò che vuole dire, dall’osservazione del mondo quotidiano suo e degli ascoltatori. Il regno dei cieli non è, come potremmo facilmente pensare, il paradiso, ma un mondo nuovo dove gli uomini agiscono partendo da Dio e dai suoi valori che sono la misericordia (la parabola della zizzania), la gratuità e l’universalità (il seme gettato), l’accoglienza dell’altro (il granello di senape) e il servizio disinteressato (il lievito). Le ultime immagini servono per comprendere come arrivare a possedere la logica del regno. Il tesoro nascosto indica che il regno di Dio non ha nulla di eclatante o di appariscente, come invece era il potere di quel tempo che ostentava la sua potenza e la sua gloria (non solo in quel tempo); la perla preziosa indica che deve prevalere su tutto e non ammette compromessi. In entrambi i casi si sottolinea che bisogna vendere i propri beni, esattamente come Gesù chiede all’uomo ricco a cui chiede di distribuire i proventi ai poveri ed anche come ha chiesto ai discepoli che hanno abbandonato tutto: poco (le reti e la barca) o molto (il banco delle imposte). Ma per capire è necessario esercitare un discernimento per sapere cosa lasciare e cosa tenere (i pesci buoni e quelli cattivi). Purtroppo, come accade spesso in questo capitolo, l’evangelista, che scrive guardando alla sensibilità del suo uditorio, reinterpreta la parabola alla luce del giudizio finale, togliendo la coerenza con le altre immagini. L’ultima immagine non riguarda il regno ma colui che lo cerca e lo trova, lo scriba (cioè il saggio, colui che scruta le Scritture), che non butta via il bene che aveva dalla vita precedente alla scoperta del regno, ma saggiamente usa quel bene a servizio del regno di Dio; si tratta delle proprie esperienze, dei valori positivi acquisiti nella propria vita, delle capacità possedute: tutte cose che non vanno disprezzate ma reinvestite alla luce del vangelo. Nulla di ciò che è autenticamente umano va sprecato: la sete di giustizia, l’impegno per gli ultimi, la cultura dell’accoglienza sono valori che si condividono anche con chi non crede in Dio o in Gesù Cristo ma alla luce del vangelo acquistano un significato più pieno. Aderire a Gesù non significa quindi vivere una spiritualità alienante e disincarnata ma lottare per un mondo migliore con la consapevolezza di collaborare con Dio, come Gesù, per realizzare il suo progetto di un’umanità come un’unica famiglia di figli di Dio.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo