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06 Giugno 2023 - IL CAPITOLO DELLA PROVINCIA

“NOSTRA SIGNORA DELLA GUARDIA” FIGLIE DEL DIVINO ZELO

Nella giornata di oggi abbiamo celebrato la memoria del Padre Fondatore, Annibale Maria Di Francia, solennizzato la liturgia e invitato un nostro confratello rogazionista per celebrare l’eucaristia. Riunite in aula capitolare, siamo entrate nel vivo delle finalità del capitolo: fare proposte per il progetto triennale della Provincia Nostra Signora della Guardia. Dopo la lettura del verbale riferito alla giornata precedente, la Superiora Generale ha presentato il tema all'ordine del giorno e sciolto l'assemblea per dare inizio ai lavori di gruppo. Siamo, dunque, ritornate in aula per la lettura delle varie sintesi e per giungere a un testo unico. Alle 12:15 Padre Pasquale Albisinni ha celebrato la Santa Messa e, commentando il libro di Tobia, ci ha invitate a leggere, in questi giorni di comunione e di discernimento, ogni cosa con gli occhi di Dio. Il Signore ci ha convocate qui per mostrarci nuovi orizzonti e per darci la capacità di vedere meglio le cose. Invochiamo, quindi, dal Signore la grazia di vedere l'essenziale cioè la persona che ci sta davanti, una persona creata ad immagine di Dio, quell'immagine che non scompare mai e che dobbiamo restituire a Dio stesso. Nel pomeriggio abbiamo proseguito i lavori capitolari. La benedizione con la reliquia del nostro Fondatore ha concluso la preghiera dei vespri e l’adorazione eucaristica vocazionale nella cripta ha completato la giornata.

Semi di Parola

IV Domenica di Quaresima – Anno A - Chi ha peccato: lui o i suoi genitori? (Gv 9,1-41).
Quella che a noi può sembrare una strana domanda, ai tempi di Gesù era opinione comune: le malattie sono conseguenza dei peccati. I discepoli avevano solo il dubbio se il cieco stesse pagando per i suoi peccati o per quelli delle generazioni precedenti. D’altronde anche san Paolo, che era avanti nel pensiero su tante cose, aveva espresso un’opinione simile quando dimostrò ai Corinzi che non celebravano in modo giusto l’eucaristia portando come prova che tra loro molti si erano ammalati e alcuni erano morti. Oggi sappiamo che nei tempi antichi era facile morire per cause che oggi riterremmo banali perché, grazie alla ricerca scientifica, basterebbe prendere qualche farmaco di facile reperibilità. Il vero problema, tuttavia, è che oggi certe convinzioni sono tornate in auge non solo in territori dove fatica ad arrivare la modernità ma anche alle nostre latitudini dove l’istruzione dovrebbe garantire l’immunità rispetto a certe fantasie e invece molti ritengono ancora che le malattie siano conseguenza dei peccati morali personali o delle generazioni precedenti così come molti sono disposti a credere che la terra sia piatta. In realtà oggi, tra molti che si professano credenti, si sono diffuse due posizioni speculari che negano radicalmente il vangelo di Gesù: questa che ho appena accennato, che dimentica che invece Gesù si è fatto carico delle sofferenze umane cercando di alleviare il dolore e mettendosi accanto a chi veniva allontanato perché ritenuto impuro per una malattia, compreso il cieco di questo vangelo a cui Gesù ridona la vista. Ma c’è un’altra visione che afferma che l’assenza dei mali fisici, come anche il benessere economico e le posizioni di potere sono segno della benedizione di Dio, mentre il vivere ai margini cercando di sopravvivere, senza mezzi di sostentamento e quindi esposti ad ogni tipo di malattia è segno che non si vive sotto la sua benedizione (un romanzo famoso di qualche anno fa direbbe “sotto il suo occhio”) per cui la povertà diventa segno di colpevolezza e non merita compassione. È la cosiddetta teologia della prosperità, alla base dell’appoggio della nuova politica americana che sta producendo tanto caos nel nostro mondo, con la collaborazione del fondamentalismo religioso ebraico che appoggia l’altro artefice dell’accelerazione dello stato di guerra globale a cui stiamo assistendo. Gesù ha negato questo modo distorto di concepire Dio, dichiarando beati gli ultimi e superando il male fisico e morale con una scelta chiara in favore degli emarginati e dei poveri e rinfacciando ai ricchi la loro cecità, cioè la mancanza di empatia e solidarietà con chi soffre. Usare Gesù e il vangelo per calpestare gli ultimi è la più grande espressione di bestemmia nei confronti di Dio; ma se gli uomini chiudono gli occhi di fronte a questo scempio, rendendosi ciechi nel cuore, Dio ci vede molto bene.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo