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Domenica 6 ottobre 2024 - Bari

La Comunità di Bari in festa per il 60° Anniversario di Consacrazione Religiosa di Suor M. Delia Urso

Suor M. Delia Urso, lo scorso 6 ottobre, ha celebrato il 60° della professione religiosa con la partecipazione di tante persone a lei care: i parenti, un gruppo di ragazze degli anni 70 dell’allora Orfanotrofio di Corato, oggetto delle sue cure e preoccupazioni all’inizio della sua missione di educatrice, i loro mariti, Don Vito Martinelli, alunno della nostra Scuola dell’Infanzia durante quegli stessi anni, che ha accettato di essere presente e di presiedere la celebrazione di lode e ringraziamento al Signore, tutta la comunità, le ragazze e le bambine della Casa Famiglia di Bari. A tutti e a tutte il suo sentito ringraziamento. Suor M. Delia, per la celebrazione del suo 60° anniversario di Professione religiosa, rivolge un particolare e sentito grazie al gruppo di giovani studenti universitarie della nostra “Casa della Giovane”, alcune delle quali, appena arrivate in ambiente religioso, si sono trovate immerse in un’atmosfera insolita e vi hanno partecipato con stupore, continuando, con nostra grande sorpresa, a ripensare l’evento anche nei giorni successivi, e preparando con le proprie mani, un piccolo album da regalarle come ricordo, in cui si alternano foto della celebrazione, pensieri e preghiere di autori vari, con una dedica finale.

Semi di Parola

XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Il tesoro nascosto (Mt 13,44-52).
Alla fine del grande discorso delle parabole, l’evangelista raccoglie alcune immagini, che vengono dalla predicazione di Gesù, che hanno come argomento il regno dei cieli, molto simili per brevità a quelle del granello di senape e del lievito. Ancora una volta Gesù prende i concetti che gli servono per spiegare ciò che vuole dire, dall’osservazione del mondo quotidiano suo e degli ascoltatori. Il regno dei cieli non è, come potremmo facilmente pensare, il paradiso, ma un mondo nuovo dove gli uomini agiscono partendo da Dio e dai suoi valori che sono la misericordia (la parabola della zizzania), la gratuità e l’universalità (il seme gettato), l’accoglienza dell’altro (il granello di senape) e il servizio disinteressato (il lievito). Le ultime immagini servono per comprendere come arrivare a possedere la logica del regno. Il tesoro nascosto indica che il regno di Dio non ha nulla di eclatante o di appariscente, come invece era il potere di quel tempo che ostentava la sua potenza e la sua gloria (non solo in quel tempo); la perla preziosa indica che deve prevalere su tutto e non ammette compromessi. In entrambi i casi si sottolinea che bisogna vendere i propri beni, esattamente come Gesù chiede all’uomo ricco a cui chiede di distribuire i proventi ai poveri ed anche come ha chiesto ai discepoli che hanno abbandonato tutto: poco (le reti e la barca) o molto (il banco delle imposte). Ma per capire è necessario esercitare un discernimento per sapere cosa lasciare e cosa tenere (i pesci buoni e quelli cattivi). Purtroppo, come accade spesso in questo capitolo, l’evangelista, che scrive guardando alla sensibilità del suo uditorio, reinterpreta la parabola alla luce del giudizio finale, togliendo la coerenza con le altre immagini. L’ultima immagine non riguarda il regno ma colui che lo cerca e lo trova, lo scriba (cioè il saggio, colui che scruta le Scritture), che non butta via il bene che aveva dalla vita precedente alla scoperta del regno, ma saggiamente usa quel bene a servizio del regno di Dio; si tratta delle proprie esperienze, dei valori positivi acquisiti nella propria vita, delle capacità possedute: tutte cose che non vanno disprezzate ma reinvestite alla luce del vangelo. Nulla di ciò che è autenticamente umano va sprecato: la sete di giustizia, l’impegno per gli ultimi, la cultura dell’accoglienza sono valori che si condividono anche con chi non crede in Dio o in Gesù Cristo ma alla luce del vangelo acquistano un significato più pieno. Aderire a Gesù non significa quindi vivere una spiritualità alienante e disincarnata ma lottare per un mondo migliore con la consapevolezza di collaborare con Dio, come Gesù, per realizzare il suo progetto di un’umanità come un’unica famiglia di figli di Dio.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo