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19-20 ottobre 2014

INCONTRI ZONALI PER LE COMUNITA' DELLA SICILIA: VERSO UNA RINNOVATA FRATERNITA' CON I LAICI

Terminati gli incontri on line per le comunità dell’Italia e dell’Albania finalizzati a proseguire il cammino della Provincia “verso una rinnovata fraternità con i Laici”, è stato dato il via, sempre sullo stesso tema, ad alcuni incontri in presenza con la finalità di poter attuare, in ciascuna comunità, passi concreti di reciprocità tra religiose FDZ e laici nella condivisione del Carisma del Rogate. Il cammino della Provincia e il suo futuro riguardano tutte, nessuna esclusa, esso è affidato a ciascuna FDZ che in modo vario, secondo le possibilità personali, è chiamata a condividere con i Laici la forza del Rogate e la collaborazione con loro, a tutti i livelli. Ad animare la dinamica delle giornate saranno alcuni laici dell’Associazione “L’Aratro e la Stella” che ci stanno accompagnando in questo cammino! A loro la nostra gratitudine per la fraterna e impegnativa collaborazione! PER LE COMUNITÀ DELLA SICILIA le date degli incontri sono: • sabato 19 ottobre, ore 15.30: Villaggio Annunziata • domenica 20 ottobre, ore 9.30: Messina Casa Madre Buon cammino a tuttte e a ciascuna!

Semi di Parola

III Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce (Mt 4,12-23).
Il vangelo di Matteo, il più vicino al giudaismo tra i quattro, è l’unico a dare un grande rilievo al fatto che Gesù inizia a predicare il vangelo non nel cuore del mondo religioso ebraico, cioè la Giudea, ma nella periferia, in quella Galilea di cui persino l’antico profeta Isaia sottolineava la mescolanza con i pagani. Ed è in quel contesto che Gesù sceglie i primi collaboratori, non studiosi del testo sacro né appartenenti ad un gruppo di rigorosi osservanti dei comandamenti, ma tra poveri pescatori che vivevano intorno a un piccolo lago, chiamato “mare” con una certa dose di supponenza, dove tentavano di sopravvivere insieme alle loro famiglie. Il senso di questo inizio è chiaro: Gesù di Nazaret, l’inviato di Dio che si fa carne, non ha finito con la nascita il cammino di abbassamento ma sceglie di mettersi in una terra di confine tra il mondo religioso del popolo eletto e il mondo di chi non conosce il Dio di cui parlano le Scritture, un mondo fatto di tenebra perché manca la luce della volontà di Dio rivelata sul Sinai. Non solo, ma sceglie di stare con chi appartiene al mondo degli emarginati che più che vivere, tentano di sopravvivere. È questo il modo in cui comincia la predicazione del vangelo, di quella buona notizia che parla di un Padre che si prende cura di un’umanità fragile e piena di contraddizioni e incoerenze, come dimostreranno in seguito gli stessi apostoli di Gesù, a cominciare da Pietro. Questo inizio diventa, così, criterio per la chiesa di tutti i tempi: l’annuncio non può partire dal centro del potere, dai palazzi dei dominatori, ma deve partire sempre dalle periferie, dagli ultimi della storia, da coloro che sono vittime e prodotti di scarto del gioco fatto dai potenti. Questo era vero allora ed è vero oggi: ogni volta che in nome di Dio o di Gesù Cristo si benedicono i potenti, si continua a bestemmiare e a stravolgere il vangelo, avallando le loro scelte omicide; oggi ancora più di prima. Il criterio che mostra la fedeltà a Gesù e al vangelo è dato dalla capacità o meno di mettersi a servizio delle vittime delle ingiustizie, per portare la luce dell’amore di Dio nelle tenebre della violenza inflitta agli ultimi della storia.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo