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25-26 ottobre 2024

INCONTRI ZONALI PER LE COMUNITA' DELLA PUGLIA: VERSO UNA RINNOVATA FRATERNITA' CON I LAICI

Proseguono gli incontri zonali per raggiungere le consorelle di tutte comunità e camminare insieme verso l' attuazione concreta del cammino di fraternità con i laici. A guidare la giornata, insiema alla Superiora Provinciale, Madre Teolinda e alla Consigliera sr. Patrizia Stasi, la dott.ssa Maria Letizia Lombardi - formatrice, psicologa del lavoro e delle organizzazioni - dell' Associazione "L' Aratro e la Stella". Presenti diverse consorelle delle comunità della Puglie e dueconsorelle della Comunità di Campobasso. Gli incontri si sono svolti: - venerdi 25 alle ore 15:30 nella Comunità di Altamura (BA) - sabato 26 alleore 09:00 nella Comunità di Villa S. Maria (Trani) Cgli incontri si sono svolti in un clima di attenta partecipazione e coinvolgimento suscitando nelle presenti gioia e speranza nella narrazione dell' esperienza con i laici. Affidiamo al Signore della messe le attese e speranze di ogni Figlia del Divino Zelo chiedendo l' intercessione e la benedizione di Sant' Annibale e Madre Nazarena perchè tutto si realizzi secondo il Cuore di Dio.

Semi di Parola

XII domenica del Tempo ordinario – Anno A - Non abbiate paura (Mt 10,26-33).
Per ben tre volte Gesù esorta i discepoli a non avere paura delle situazioni negative e di coloro (gli uomini, gli altri) che possono reagire all’annuncio con il rifiuto o addirittura con la violenza. Esortare a non avere paura (oppure a non temere) è il modo abituale con cui Dio o un angelo si rivolgono ad alcune persone chiamate a svolgere una missione per conto di Dio, sia nell’Antico Testamento (i profeti, ad esempio) sia nel Nuovo (Maria, quando riceve l’annuncio della nascita di Gesù). Ma perché questa esortazione? Il motivo è semplice: in un mondo dove prevale la logica della violenza e dell’ingiustizia, chi parla o agisce a nome di Dio incontra la resistenza del male di cui sono imbevuti i pensieri umani. Maria, ad esempio, avrebbe potuto subire un’accusa di adulterio e quindi lo stigma sociale. I profeti rimproveravano i potenti che reagiscono con violenza. I discepoli di Gesù sono chiamati a proclamare il vangelo della misericordia di Dio verso i peccatori e in seguito verso i pagani, gente che non è del popolo eletto, rimettendo in questione due capisaldi: la necessità di ricorrere all’élite sacerdotale per ottenere il perdono di Dio con la dovuta elargizione di doni e offerte a Dio e ai suoi rappresentanti e la perdita di posizione come popolo eletto da parte dell’ebraismo e allo stesso tempo l’avversità suscitata nel mondo pagano per il rifiuto di adorare gli idoli. Il programma prospettato ai discepoli è tutt’altro che roseo se visto con la logica umana, ma a dire queste parole è il loro maestro che per primo sta percorrendo la via non facile dell’andare controcorrente. La credibilità dell’insegnamento sta nel fatto che Gesù apre, con le sue scelte concrete, la strada nuova annunciata dai profeti, attraverso cui Dio viene incontro agli uomini senza dover sottostare all’arbitrio dei gestori del sacro e dei difensori dell’elezione di un popolo a scapito di altri. La certezza dei discepoli è quella che Dio è dalla loro parte mentre chi si riempie la bocca del suo nome alzando steccati, sta smerciando un’immagine adulterata di Dio. La storia cristiana però dimostra che anche chi si appella a questi primi discepoli perseguitati e uccisi per accampare pretese di un’autorità divina ha spesso perseguitato e oppresso anziché liberare un’umanità, che si è vista privata dell’autenticità di un incontro con un Dio che ama e perdona; ciò significa che è necessario sempre vigilare su cosa debba essere l’annuncio del vangelo e vincere la paura, che ritorna sempre, di perdere la propria posizione di forza o di sicurezza dovuta al compromesso con la logica del mondo.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo