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11 aprile 2025

Pellegrinaggio Giubilare alla Basilica di San Giovanni in Laterano

Nalla mattinata di oggi, venerdì 11 aprile 2025, si è conclusa la Consulta della Provincia Nostra Signora della Guardia con il Pellegrinaggio giubilare alla Basilica di San Giovanni in Laterano con il Passaggio della Porta Santa e la Santa Messa nella Cappella Capitolare presieduta da P. Matteo Sanavio, rcj Un momento intenso di preghiera che ha benedetto questi giorni trascorsi insieme prima di rientrare nelle proprie comunità! La mattinata ha visto l'assemblea in ascolto di Ignazio Punzi, formatore e psicoterapeuta che sta accompagnando il cammino della Provincia nella fase di una maggiore collaborazione e fraternità con i laici. L'intervento di Ignazio ha riguardato il tema della Speranza sollecitando a vivere questo momento storico come un tempo generativo e a far circolare vita attraverso l'amore fraterno che ci scambiamo. Dopo l'intervallo ci sono stati dei lavori di gruppo con una condivisione in assemblea. Nel pomeriggio abbiamo avuto l'opportunità di incontrare i laici professionisti e le consorelle che lavorano nell'ufficio fiscale peralcuni chiarimenti in merito alla conduzione economica nelle comunità. Prima della cena la Madre Generale e la Madre Provinciale hanno tirato le conclusioni con l'auspicio di proseguire il cammino insieme in un clima di collaborazione e amore alla Congregazione! Dopo la cena abbiamo vissuto un momento di frtarnità in gioiosa semplicità!

Semi di Parola

III Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce (Mt 4,12-23).
Il vangelo di Matteo, il più vicino al giudaismo tra i quattro, è l’unico a dare un grande rilievo al fatto che Gesù inizia a predicare il vangelo non nel cuore del mondo religioso ebraico, cioè la Giudea, ma nella periferia, in quella Galilea di cui persino l’antico profeta Isaia sottolineava la mescolanza con i pagani. Ed è in quel contesto che Gesù sceglie i primi collaboratori, non studiosi del testo sacro né appartenenti ad un gruppo di rigorosi osservanti dei comandamenti, ma tra poveri pescatori che vivevano intorno a un piccolo lago, chiamato “mare” con una certa dose di supponenza, dove tentavano di sopravvivere insieme alle loro famiglie. Il senso di questo inizio è chiaro: Gesù di Nazaret, l’inviato di Dio che si fa carne, non ha finito con la nascita il cammino di abbassamento ma sceglie di mettersi in una terra di confine tra il mondo religioso del popolo eletto e il mondo di chi non conosce il Dio di cui parlano le Scritture, un mondo fatto di tenebra perché manca la luce della volontà di Dio rivelata sul Sinai. Non solo, ma sceglie di stare con chi appartiene al mondo degli emarginati che più che vivere, tentano di sopravvivere. È questo il modo in cui comincia la predicazione del vangelo, di quella buona notizia che parla di un Padre che si prende cura di un’umanità fragile e piena di contraddizioni e incoerenze, come dimostreranno in seguito gli stessi apostoli di Gesù, a cominciare da Pietro. Questo inizio diventa, così, criterio per la chiesa di tutti i tempi: l’annuncio non può partire dal centro del potere, dai palazzi dei dominatori, ma deve partire sempre dalle periferie, dagli ultimi della storia, da coloro che sono vittime e prodotti di scarto del gioco fatto dai potenti. Questo era vero allora ed è vero oggi: ogni volta che in nome di Dio o di Gesù Cristo si benedicono i potenti, si continua a bestemmiare e a stravolgere il vangelo, avallando le loro scelte omicide; oggi ancora più di prima. Il criterio che mostra la fedeltà a Gesù e al vangelo è dato dalla capacità o meno di mettersi a servizio delle vittime delle ingiustizie, per portare la luce dell’amore di Dio nelle tenebre della violenza inflitta agli ultimi della storia.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo