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18 marzo

Padova Visita della Superiora della Provincia

È arrivata nella Comunità, Madre Isabella M. Lorusso, Superiora della Provincia NSG, assieme alla Segretaria, Suor M. Delia Urso. Si trattengono alcuni giorni con la comunità, visitano le attività educative e parrocchiale nelle quali le Suore sono impegnate. Il 19 marzo, nella solennità di S. Giuseppe, viene ammessa al Postulate la giovane Ester, che da alcuni mesi condivide la vita della Comunità, impegnata in un graduale lavoro di discernimento e formazione alla vita di consacrazione, aiutata da Suor M. Antonia Sgrò.

Semi di Parola

XXVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Un uomo piantò una vigna (Mt 21,33-43)
Quando Gesù inizia questa parabola, i suoi uditori pensano immediatamente ad un racconto simile che si trova nel profeta Isaia dove si parla del popolo d’Israele paragonato a una vigna che non produce uva buona ma uva acerba per cui sarà devastata, alludendo all’esilio. In questa parabola (quella originale è raccontata da Marco) l’attenzione non è data ai frutti ma agli agricoltori che, pur producendo un buon frutto, non lo vogliono dare al padrone (Dio) ma lo vogliono tenere per sé: hanno, di fatto, sequestrato la vigna/popolo per i loro interessi. La conseguenza, detta dagli stessi capi del popolo, è che la vigna verrà affidata ad altri capi/agricoltori. In Matteo però troviamo una aggiunta propria: è la vigna stessa che viene sostituita perché un altro popolo (i non ebrei) subentrano al popolo che non ha riconosciuto la visita di Dio e il Messia. L’ottica di questo vangelo è carica di conseguenze perché porterà alla “legittimazione” della persecuzione di un intero popolo, quello ebraico; anche perché il quello di Matteo sarà sempre, lungo i secoli, il vangelo più letto e commentato, insieme a quello di Giovanni che ha altrettante venature antigiudaiche, perché legati a due dei dodici apostoli. L’intento originario di Gesù era quello di stigmatizzare quei capi del popolo che avrebbero dovuto guidarlo in nome di Dio e nell’osservanza dei comandamenti; invece essi, come già quei capi rimproverati dai profeti nell’Antico Testamento, hanno solo sfruttato il popolo per i loro interessi. Tuttavia, l’aggiunta di Matteo che, all’origine, riecheggiando proprio il profeta Isaia, riguardava il popolo contemporaneo a Gesù, oggi riguarda anche la nuova vigna del Messia, quelle comunità cristiane, grandi o piccole, dove l’attenzione dovesse essere più quella di difendere i propri privilegi veri o presunti, magari appoggiando e condividendo le politiche di chi calpesta il vangelo rimettendo in discussione i diritti e la pari dignità di tutti gli esseri umani, in nome della difesa di una fantomatica identità cristiana che il più delle volte si sposa con la violenza verbale o anche fisica verso chi non condivide gli stessi valori. Anche per noi cristiani, come per il popolo ebraico di ogni tempo, resta il monito del vangelo più ebraico tra i quattro, sulla possibilità di perdere il diritto di accesso al regno di Dio se non ascoltiamo quanto i profeti e Gesù hanno detto sull’accoglienza e il rispetto di tutti.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo