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1° Febbraio 2026

48ª Giornata Nazionale per la Vita – “Prima i bambini!”

La Giornata per la Vita richiama l’invito evangelico a mettere i bambini al centro: Gesù li accoglie con tenerezza e li indica come modello per entrare nel Regno. Oggi, però, i piccoli sono spesso le prime vittime delle scelte degli adulti: guerre, violenze, sfruttamento, povertà educativa, manipolazioni ideologiche, solitudini familiari. La nostra società, segnata da individualismo e crisi di generatività, rischia di perdere la capacità di accogliere e servire la vita nascente. Eppure, la qualità di una comunità si misura da come custodisce i suoi bambini e sostiene le loro famiglie. Anche la Chiesa è chiamata a rinnovare la propria cura: prevenire ogni abuso, creare ambienti realmente accoglienti, educare con linguaggi adatti alla loro età, accompagnare le fragilità e le maternità difficili. La Giornata per la Vita diventa così un appello a una duplice conversione: • ritorno al valore della generatività; • cambiamento di mentalità, per superare egoismi e rimettere davvero i piccoli al primo posto. A sostenerci risuona la voce di sant’Annibale, che vedeva nei bambini il volto stesso di Dio: «I bambini sono il sorriso di Dio sulla terra, la sua tenerezza incarnata. In ogni piccolo povero e abbandonato è Gesù che ci tende le braccia.» E ancora: «I piccoli non hanno voce: siamo noi la loro voce. Non hanno difesa: siamo noi la loro difesa.» Il suo appello ci ricorda che mettere “prima i bambini” non è solo un gesto di bontà, ma una scelta evangelica e civile che costruisce futuro.

Semi di Parola

VI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Non sono venuto ad abolire ma a dare pieno compimento (Mt 5,17-37).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi, dunque, trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geenna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo