Ultime Notizie

2 Febbraio 2026

Giornata della vita consacrata - Profezia della presenza: restare dove la dignità è ferita e la fede è provata

Messaggio del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica – 28 gennaio 2026 Il Dicastero per la Vita Consacrata rivolge alle consacrate e ai consacrati di tutto il mondo un forte invito a riscoprire la profezia del restare: una presenza fedele, umile e creativa accanto alle ferite dell’umanità, là dove la dignità è minacciata e la speranza sembra indebolirsi. La lettera riconosce la testimonianza silenziosa e coraggiosa di tante comunità che vivono il Vangelo in contesti segnati da conflitti, povertà, instabilità sociale, migrazioni forzate, minoranza religiosa, solitudini e nuove forme di vulnerabilità. In questi luoghi, la vita consacrata diventa segno che Dio non abbandona il suo popolo. Il “restare” evangelico non è immobilità, ma speranza operosa: parole che disarmano, gesti che proteggono i piccoli, relazioni che aprono al dialogo, scelte che custodiscono la giustizia, pazienza nei processi comunitari, coraggio nel denunciare ciò che ferisce la dignità umana. È una profezia che prende forma nelle diverse vocazioni: apostolica, contemplativa, secolare, nell’Ordo virginum e nella vita eremitica. Una sola voce, un solo stile: restare con amore, senza tacere e senza abbandonare. La lettera richiama anche l’appello di Papa Leone XIV alla pace come cammino quotidiano fatto di ascolto, dialogo, responsabilità condivisa e rifiuto della logica del più forte. La vita consacrata, quando rimane accanto alle ferite del mondo senza cedere allo scontro, diventa artigiana di pace, spesso senza clamore. Il Dicastero invita a custodire la memoria del recente Giubileo della vita consacrata, che ha rinnovato la chiamata a essere pellegrini di speranza. È uno stile da incarnare ogni giorno, proprio là dove la fede è provata. Il carisma del Rogate dentro questa profezia Per noi Figlie del Divino Zelo, questo appello risuona in profonda sintonia con il dono ricevuto da sant’Annibale Maria Di Francia. Il Rogate è, infatti, una forma concreta di “profezia della presenza”: • restare accanto ai piccoli, ai poveri, agli ultimi; • intercedere perché il Signore mandi operai che sappiano servire la dignità ferita; • donare speranza dove la vita sembra soffocata; • annunciare con la vita che Dio continua a prendersi cura del suo popolo. Il nostro fondatore ci ricorda che la carità operosa e la preghiera per le vocazioni sono due modi inseparabili di abitare le ferite del mondo con il cuore di Cristo. È il nostro modo di essere, oggi più che mai, profezia della presenza e seme di pace.

Semi di Parola

VI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Non sono venuto ad abolire ma a dare pieno compimento (Mt 5,17-37).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi, dunque, trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geenna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo