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26 marzo

Formazione ai giovani del servizio civile di Genova

La Superiora della Provincia, Madre Isabella M. Lorusso, all’inizio della visita canonica alla Comunità di Sampierdarena, ha dedicato una mattinata alla formazione di una ventina di giovani impegnati nel servizio civile in strutture socio-educative della città di Genova, gestite da religiosi/e sul tema “La passione educativa nel servizio civile”. È stato un incontro molto bello durante il quale i ragazzi hanno parlato della loro esperienza manifestando interesse e dedizione, sono stati stimolati a scoprire nel loro io più profondo quali scelte fare nel futuro per dare un senso pieno alla loro vita. Momenti di fraternità e foto ricordo hanno concluso l’incontro. Da parte nostra li affidiamo al Signore perché possano porsi in atteggiamento di ascolto e di discernimento per realizzare il suo progetto di amore nei loro confronti.

Semi di Parola

III Domenica di Pasqua (Lc 24,35-48) – anno B
Quando abbiamo paura anche Cristo può spaventarci come chi vuole darci un abbraccio e noi abbiamo invece la sensazione che sia uno dei tanti che vuole farci male. Quando siamo troppo felici possiamo pensare che tutto sia troppo bello per essere vero e che prima o poi verrà fuori una fregatura nascosta. Forse è questo il motivo per cui Gesù per convincere i suoi discepoli di essere realmente Lui compie un gesto significativo: "Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho". Sembra paradossale, ma Gesù per farsi credere chiede di guardare dentro le sue ferite. Dovremmo forse anche noi trovare il coraggio di fare la stessa cosa. Guardare nella nostra debolezza ci farà scoprire la potenza nascosta e imprevedibile della Pasqua. Perché la Grazia di Dio agisce proprio nella nostra debolezza. Delle volte Cristo non lo riconosciamo nella nostra vita perché pensiamo che se ci fosse noi non saremmo così deboli, così feriti, così fragilmente umani, ma se trovassimo il coraggio di guardare al fondo della nostra debolezza e delle nostre ferite ci accorgeremmo che Egli è proprio lì, e lì vorrebbe essere riconosciuto, accolto e amato. Ma riuscire a fare questo è un dono, per questo il vangelo conclude dicendo: "Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture". Il dono della fede è il dono di saper riconoscere in ciò che ci sembra un fallimento e una ferita i segni più convincenti della verità della Pasqua.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

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