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Rwanda, 16 settembre 2019
Le Sorelle rwandesi festeggiano i 75 anni di Suor M. Giampaola Romano
Forza e testimonianza: grazie Suor M. Giampaola,insieme diciamo: grazie Signore!
Semi di Parola
Pentecoste – Anno A - Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi (Gv 20,19-23).
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». In questo vangelo si delinea un legame diretto tra Pasqua e Pentecoste: lo Spirito è effuso dallo stesso Gesù nel giorno di Pasqua, insieme con la pace del suo saluto che idealmente segna la riconciliazione con quei discepoli che lo avevano lasciato solo nella prova della Passione. Il dono dello Spirito abilita gli stessi discepoli a portare il perdono a coloro che ascolteranno l’annuncio della risurrezione. Lo scopo della missione cristiana, infatti, è solo quello di proclamare il perdono di Dio per tutta l’umanità per cui non si dà possibilità vera di non offrire il perdono, altrimenti ciò significherebbe limitare la portata del perdono di Dio. Gesù ricorda solo ai discepoli l’urgenza dell’annuncio per permettere a tutti gli uomini di ascoltare la parola del perdono, non dà nessun potere o discrezione di decisione a riguardo. Ecco che il criterio di azione diventa la vita di Gesù; come il Padre ha mandato anche io mando voi significa: come io ho proclamato il perdono e la misericordia di Dio per tutti, anche voi siete mandati a fare la stessa cosa, non ad esercitare un potere di controllo delle coscienze. Per molto tempo, invece, la chiesa ha voluto essere la sorvegliante della pubblica morale e la fonte di proibizioni al servizio del potere di turno presentato come voluto da Dio e quindi indiscutibile. Oggi l’irrilevanza della chiesa, vista da molti come una maledizione, diventa, al contrario, fonte di libertà per la chiesa stessa e di liberazione per le coscienze, in quanto finalmente si può tornare ad annunciare che Dio perdona tutti e ci vuole liberi da ogni paura e oppressione. Guai a ritornare ad affidare il ruolo di mediazione della volontà di Dio a uomini della provvidenza che si presentano come messia inviati da Dio per commettere ogni sorta di male e violenza in suo nome. Una chiesa libera dai compromessi con i poteri terreni può smascherare questi falsi messia e ricordare a tutti che o Dio vuole la benedizione per tutti gli uomini o non è Dio, ma solo un idolo da usare per affermare la propria superiorità sugli altri. Michele Tartaglia
La Preghiera della Memoria
Attraverso i
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e la storia.
Belvedere del Rogate