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I Bambini di Trani

LA VITA: UN ARCOBALENO DI SPERANZA.

I bambini, le mamme e le ragazze che vivono nella nostra comunità non possono essere lasciati soli e soprattutto, non possono essere lasciati senza delle risposte che siano di speranza, di unione e di fede. “ Andrà Tutto Bene” lo diceva la televisione, lo dicevano i social, lo dicevano le finestre dei palazzi vicini: con forza lo abbiamo detto anche Noi. L’arcobaleno è stato anche il filo conduttore del laboratorio manuale, anche attraverso la realizzazione di uno spettacolo teatrale che mette in scena “Le quattro candele”, poesia di Paulo Coelho. La poesia parla di pace, fede, amore, e speranza. In un tempo in cui la pace, la fede e l’amore sembrano essere ormai spente, rimane la speranza che la fine di una pandemia possa lasciare acceso dentro ognuno di noi il bisogno di vivere la pace, la volontà di credere in Dio e l’amore di stare con i fratelli. Le educatrici: Luciana, Laura, Miriam, Fabiola e Suor Laxmi

Semi di Parola

III Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce (Mt 4,12-23).
Il vangelo di Matteo, il più vicino al giudaismo tra i quattro, è l’unico a dare un grande rilievo al fatto che Gesù inizia a predicare il vangelo non nel cuore del mondo religioso ebraico, cioè la Giudea, ma nella periferia, in quella Galilea di cui persino l’antico profeta Isaia sottolineava la mescolanza con i pagani. Ed è in quel contesto che Gesù sceglie i primi collaboratori, non studiosi del testo sacro né appartenenti ad un gruppo di rigorosi osservanti dei comandamenti, ma tra poveri pescatori che vivevano intorno a un piccolo lago, chiamato “mare” con una certa dose di supponenza, dove tentavano di sopravvivere insieme alle loro famiglie. Il senso di questo inizio è chiaro: Gesù di Nazaret, l’inviato di Dio che si fa carne, non ha finito con la nascita il cammino di abbassamento ma sceglie di mettersi in una terra di confine tra il mondo religioso del popolo eletto e il mondo di chi non conosce il Dio di cui parlano le Scritture, un mondo fatto di tenebra perché manca la luce della volontà di Dio rivelata sul Sinai. Non solo, ma sceglie di stare con chi appartiene al mondo degli emarginati che più che vivere, tentano di sopravvivere. È questo il modo in cui comincia la predicazione del vangelo, di quella buona notizia che parla di un Padre che si prende cura di un’umanità fragile e piena di contraddizioni e incoerenze, come dimostreranno in seguito gli stessi apostoli di Gesù, a cominciare da Pietro. Questo inizio diventa, così, criterio per la chiesa di tutti i tempi: l’annuncio non può partire dal centro del potere, dai palazzi dei dominatori, ma deve partire sempre dalle periferie, dagli ultimi della storia, da coloro che sono vittime e prodotti di scarto del gioco fatto dai potenti. Questo era vero allora ed è vero oggi: ogni volta che in nome di Dio o di Gesù Cristo si benedicono i potenti, si continua a bestemmiare e a stravolgere il vangelo, avallando le loro scelte omicide; oggi ancora più di prima. Il criterio che mostra la fedeltà a Gesù e al vangelo è dato dalla capacità o meno di mettersi a servizio delle vittime delle ingiustizie, per portare la luce dell’amore di Dio nelle tenebre della violenza inflitta agli ultimi della storia.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo