Ultime Notizie

ORIA

IL CENTRO SAN BENEDETTO DA SEMPRE PARTE DELLE TRADIZIONI ORITANE

Tutti conoscono la Città di Oria per il maestoso Castello, che si erge proprio di fianco alla nostra storica Casa di San Benedetto, la quale oggi comprende una Comunità Educativa per Minori, una Comunità Alloggio "dopo di noi" per donne con deficit mentale lieve, e un Centro Socio-Educativo per Minori. Il Castello Svevo di Federico II ha fatto sognare e viaggiare con la fantasia i cittadini, tanto che nel lontano 1967, un gruppo di oritani facenti parte della Pro Loco di Oria, ideò quello che sarebbe diventato l'evento più importante dell'estate: il Corteo Storico di Federico II - Torneo dei Rioni. L'evento è arrivato alla sua 53° edizione; quello che pochi sanno è che nei primi anni della manifestazione, sono state proprio le nostre suore Figlie del Divino Zelo dell'Istituto San Benedetto a donare il palio che sarebbe stato conteso dai quattro Rioni della città (Castello, Giudea, Lama e San Basilio). Infatti nel 1969 e nel 1970, quando la manifestazione era ancora alla sua terza e quarta edizione, l'Istituto fece dipingere e realizzare da De Quarto il drappo da donare al Rione vincitore (nel 1969 vinse il Rione Lama, mentre nel 1970 il Rione San Basilio). Questo dimostra come la nostra Comunità San Benedetto e la Congregazione FDZ facciano da sempre parte e siano una componente importante delle tradizioni di Oria. Rosalba Carbone Volontaria PADIF Oria Animatrice del Centro San Benedetto Segretaria della Pro Loco Oria

Semi di Parola

XXIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Cesare e Dio (Mt 22,15-21).
Un episodio celebre diventato proverbiale: dare a Cesare quel che è di Cesare, nel senso di dare a ciascuno il suo, riconoscere i meriti di ciascuno. Lungo i secoli, tuttavia, è stato uno dei fondamenti biblici per definire la netta separazione tra Chiesa e Stato, trono e altare; ancora, negli ultimi decenni è stato considerato il manifesto della superiorità del cristianesimo su altre fedi come l’islam, che invece ancora sembrano confondere religione e politica a livello istituzionale. Poi ci siamo svegliati con l’America di Trump dove i pastori pregano sul comandante in capo seduto sul suo trono nello studio ovale e con la Russia di Putin dove il patriarca della chiesa russa benedice l’invasione di un altro Stato e consacra il presidente come difensore della fede ortodossa contro le devianze della società moderna. La particolarità di questi ultimi tempi, se escludiamo in ambito cristiano la “stravaganza” del monarca inglese capo (ma solo formalmente) della chiesa anglicana, è che i soggetti in questione sono ritenuti gli uomini che Dio stesso avrebbe scelto per realizzare i suoi disegni di governo del mondo, riportandoci al tempo di quegli stati assolutisti dove il re o l’imperatore erano tali per diritto divino, in stretto collegamento con il tempo dei Cesari (lo Zar e il Kaiser avevano, appunto, il nome di Cesare) quando ogni successore del Cesare originario era considerato emanazione della divinità. È contro questa pretesa diabolica che Gesù afferma un principio assoluto: dare a Cesare quel che è di Cesare significa riconoscere che l’istituzione di turno può esigere le tasse dagli altri esseri umani ma non può pretendere l’adorazione che spetta solo a Dio. Ancora di più: il denaro mostrato a Gesù che porta l’immagine di Cesare dice che chi vuole fare affari deve fare i conti con chi è più potente di lui, ma l’uomo porta in sé l’immagine di Dio, per cui non può essere oggetto di mercato, di compravendita, di sfruttamento e di riduzione in schiavitù ma deve essere sempre soggetto di diritti inalienabili che gli Stati, soprattutto quando affermano nelle loro Costituzioni l’uguaglianza di ogni essere umano, devono realizzare per onorare il giuramento che si fa su quelle Carte, nate spesso da lotte per la libertà e l’affrancamento dai tiranni; esse, tuttavia, sempre di più sono diventate carta straccia nelle mani di chi riconosce, di fatto, solo il valore del denaro e del potere con cui pretende di asservire tutti gli altri. Di fronte allo scempio a cui oggi assistiamo, compiuto anche in nome delle religioni ebraica e cristiana, la frase detta da Gesù duemila anni fa diventa ancora una volta atto di accusa contro chi, vantandosi della propria religione, calpesta l’uomo fatto a immagine di Dio.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo