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12 Novembre 2020 - Oria

Buon Compleanno MADRE ARLENE!

Giorno di festa nelle nostre Comunità di San Benedetto e Parietone di Oria per il compleanno della Carissima Madre Arlene Cayao. Nel pomeriggio i bambini del Centro Socio Educativo Diurno di San Benedetto hanno organizzato un piccola festa a sorpresa e hanno preparato un bellissimo cartellone per Madre Arlene che ha regalato caramelle a tutti i bambini. La sera i festeggiamenti sono continuati alla Comunità mamma-bambino di Parietone dove, prima del ricco banchetto e della torta, le mamme e Suor Sherly hanno allietato i presenti con un balletto indiano e i bambini hanno letto le loro letterine di auguri. Ma le sorprese non sono finite qui. Poiché causa Covid non è stato possibile fare una unica festa come di consueto, la sera del 13 è toccato alla Comunità Minori e Comunità Dopo di Noi del Centro San Benedetto festeggiare Madre Arlene organizzando un’altra festa in suo onore in cui le ragazze hanno ballato e i bambini hanno letto una piccola poesia. Dopo la cena, lo scambio di regali e dopo aver mangiato la buonissima torta, sono state fatte volare in cielo le lanterne con i nostri auguri per Madre Superiora : “Che il Signore ti protegga e benedica sempre….AUGURI MADRE ARLENE” La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

Battesimo del Signore – Anno A- Questi è il Figlio mio, l’amato (Mt 3,13-17).
Il battesimo di Gesù viene presentato dagli evangelisti come il momento in cui viene rivelata la sua identità di Messia e Figlio di Dio da parte di una voce celeste. In quella frase viene sintetizzata tutta la Scrittura di Israele, quello che i cristiani chiamano Antico Testamento e che viene visto come profezia della venuta del Messia. In questa frase, infatti, viene riecheggiato il Salmo secondo dove si dice: “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato”. Ma si sente anche l’eco di un passo di Isaia su un misterioso Servo inviato da Dio per una missione in favore del popolo e di tutte le nazioni e che dovrà molto soffrire: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio”. Infine, c’è un velato riferimento all’episodio in cui Dio chiede ad Abramo di sacrificargli il figlio Isacco: “Prendi il tuo figlio, l’amato”. Con un’unica frase sintetica, chi legge il vangelo vede dispiegarsi davanti a sé tutte le Scritture che gli ebrei dividono in tre parti: la Legge, da cui è tratto l’episodio del sacrificio di Isacco, i profeti, da cui è tratta la figura del Servo, e gli Scritti, da cui è tratto il Salmo. Il Vangelo ci dice che tutte le attese di Israele e le promesse di Dio sono giunte al compimento nella persona di Gesù che non si presenta però come un uomo santo o potente, ma in compagnia di tanti peccatori ed emarginati che vanno da Giovanni a farsi battezzare. Il tentativo di Giovanni di non battezzare Gesù esprime tutto l’imbarazzo di chi sa che è un fatto realmente accaduto, perché Gesù storicamente è stato un seguace di Giovanni il Battista; ma dice anche l’imbarazzo di chi, tra i cristiani, è tentato di vedere l’appartenenza a questo gruppo come una forma elitaria di spiritualità, per separarsi da un’umanità fatta di fallimenti e debolezze. Il vangelo ci vuole ricordare chi è il Maestro e il Signore: colui che ha sempre camminato e solidarizzato con i deboli, i peccatori, gli emarginati, fino a condividerne la sorte con una morte infamante e vergognosa, attraverso il supplizio della croce. Ogni volta che i cristiani o le chiese sono tentati di presentarsi come i puri e i santi della storia, la vita di Gesù, a cominciare dal suo battesimo tra i peccatori, ci ricorda che la strada da seguire è quella di immergerci nelle contraddizioni dell’umanità senza pretendere di ammaestrare ma camminando semplicemente accanto.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo