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Palermo 7 ottobre

Nuova Missione in Palermo

Suor M. Aureliana Foti, Suor M. Giuseppina Prinzi e Suor M. Leonila Sinoro giungono a Palermo, accompagnate dalla Superiora della Provincia, Madre Isabella Maria Lorusso, e da Suor Michelia Rado. Il loro ingresso ufficiale è preceduto dalla visita al Parroco di Maria SS.ma delle Grazie in Roccella, Don Ugo Di Marzo, e all’ Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice. La solenne celebrazione Eucaristica di inizio della Missione è presieduta dal Vicario generale della Diocesi, Mons. Giuseppe Oliveri, al quale si uniscono numerosi sacerdoti concelebranti, fra i quali il nostro confratello Rogazionista, Padre A. Vicari. Grande la partecipazione dei fedeli della Parrocchia. Nella stessa celebrazione, ricorrendo il 50° di Professione di Madre M. Isabella e di Suor Michelia, le due consorelle rinnovano la loro consacrazione in un contesto di grande testimonianza vocazionale. Viene accesa la lampada votiva per le vocazioni, accanto all’arazzo di S. Annibale M. Di Francia e si benedice il nuovo basamento alla statua della Madonna delle Grazie. Il Signore, per intercessione di S. Annibale e della Venerabile Nazarena, benedica la nuova Missione e i buoni operai chiamati ad operarvi, ascoltando la nostra incessante preghiera per la messe abbondante e matura.

Semi di Parola

V Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13-16).
Gesù usa due immagini per definire i discepoli che sembrano molto pretenziose se intese come una definizione assoluta, cioè se dovessero significare che solo i discepoli sono sale e luce e non altri. Più che una descrizione della realtà esse sono un monito per chi dice di seguire Gesù: dovete essere sale e luce; chi incrocia un seguace di Gesù, infatti, dovrebbe percepirlo allo stesso modo in cui si sente il sale in un cibo, che altrimenti risulta insipido, e allo stesso modo in cui si percepisce la luce che, dove non trova impedimento, esprime pienamente la sua funzione Visto in questa prospettiva, il messaggio di Gesù è chiaro: il cristiano non può essere insipido né accomodante; ogni forma di compromesso rende la testimonianza del vangelo inefficace e inutile. Conoscere il vangelo e non testimoniarlo è come mettere una luce sotto un coperchio opaco che impedisce di farla vedere. Tuttavia, è importante capire il come il vangelo va testimoniato; innanzitutto non può essere preteso dagli altri ma deve essere vissuto in prima persona: il sale resta sale, non trasforma la chimica dei cibi ma aggiunge sapore. Ciò significa che il vangelo per essere testimoniato va vissuto più che predicato: chi renderà gloria a Dio non lo farà per le belle parole dette o per i valori etici sbandierati (basti ricordare qualche manifestazione in difesa della famiglia fatta qualche anno fa da politici che vivevano in assoluto contrasto con ciò che definivano valore da difendere) ma perché sarà affascinato (nella lingua originale l’aggettivo che definisce le opere è “belle”, non “buone”) da una vita evangelica vissuta in autenticità e senza ostentazione, perché la luce, se non trova ostacolo, splende da sé, non deve sforzarsi per farlo.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo