Semi di Parola

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 17,5-10)
“Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"”. L’ultima cosa al mondo che vorremmo provare è quella di sentirci “servi inutili”. Forse Gesù dice ad alta voce il nome proprio di due nostre paure proprio per esorcizzarle. Quando si è ostaggio della paura si passa tutta la vita a fuggirla, non rendendosi conto che è proprio così che continua ad avere potere. In realtà per vincere una paura bisogna accettarla, farla entrare, accoglierla, e d’un tratto ci si rende conto che quando si smette di scappare si smette anche di aver paura. Se accet non rendendosi conto che è proprio così che continua ad avere potere. In realtà per vincere una paura bisogna accettarla, farla entrare, accoglierla, e d’un tratto ci si rende conto che quando si smette di scappare si smette anche di aver paura. Se accet
XXV Domenica del Tempo Ordinario (Lc 16,1-13)
“Fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste; perché quando esse verranno a mancare, quelli vi ricevano nelle dimore eterne”. Cosa Gesù intende davvero con una richiesta simile? Cosa sono le ricchezze ingiuste? Esse sono tutte le cose di questa vita. E sono ingiuste perché se la giustizia è dare a ciascuno ciò che gli spetta, allora tutte le cose di questo mondo non riescono a dare al nostro cuore ciò che esso si aspetta veramente. Infatti nessuna delle cose di questo mondo riesce a corrispondere fino in fondo al desiderio di felicità che ci portiamo dentro. Così da una parte ci saziano, ma non fino al punto da renderci felici. Su queste cose di cui la nostra vita è fatta possiamo Infatti nessuna delle cose di questo mondo riesce a corrispondere fino in fondo al desiderio di felicità che ci portiamo dentro. Così da una parte ci saziano, ma non fino al punto da renderci felici. Su queste cose di cui la nostra vita è fatta possiamo
XXIV Domenica del Tempo Ordinario (Lc 15,1-32)
Il vangelo di questa domenica inizia con l’espressione scandalizzata degli scribi e dei farisei a causa della vicinanza di Gesù con pubblicani e peccatori. Gesù allora per rispondere allo “scandalo”, racconta tre parabole divenute famose. Una riguarda una pecora su cento, che smarrita viene cercata e ritrovata con gioia dal padrone. L’altra riguarda una moneta su dieci che una donna perdendo cerca affannosamente fino a ritrovarla e a festeggiarne il ritrovamento. La terza riguarda l’amore di un padre che deve affrontare contemporaneamente il dolore per un figlio che lo considera morto tanto da richiedergli l’eredità, e un figlio che lo considera un padrone tanto da sentirsi semplicemente come un servo maltrattato La terza riguarda l’amore di un padre che deve affrontare contemporaneamente il dolore per un figlio che lo considera morto tanto da richiedergli l’eredità, e un figlio che lo considera un padrone tanto da sentirsi semplicemente come un servo maltrattato
XXIII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 14,25-33)
“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. Finché Gesù parla di amore, di rispetto, di perdono, tutte queste parole hanno sempre un sapore romantico. Ma quando tutto diventa così concreto fino al punto da richiedere una libertà radicale anche da ciò a cui teniamo di più, allora tutto cambia. Diet Finché Gesù parla di amore, di rispetto, di perdono, tutte queste parole hanno sempre un sapore romantico. Ma quando tutto diventa così concreto fino al punto da richiedere una libertà radicale anche da ciò a cui teniamo di più, allora tutto cambia. Diet
XXII Domenica del tempo Ordinario
“Quando fai un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; perché essi potrebbero a loro volta invitare te, e così ti sarebbe reso il contraccambio”. Non c’è niente di più bello nella vita della gratuità. Ma è così strutturata dentro di noi una sorta di logica commerciale che ci risulta davvero difficile agire senza pensare a un tornaconto. Eppure noi siamo chiamati a questo. Il segreto forse sta nel lasciare che questa cosa la sperimentiamo per primi. Infatti solo chi sperimenta su di sé la gratuità poi è anche capace di fare altrettanto. Credo che questo sia il motivo per cui Cristo ci ha Eppure noi siamo chiamati a questo. Il segreto forse sta nel lasciare che questa cosa la sperimentiamo per primi. Infatti solo chi sperimenta su di sé la gratuità poi è anche capace di fare altrettanto. Credo che questo sia il motivo per cui Cristo ci ha
XXI Domenica del Tempo Ordinario (Lc 13,22-30)
“Signore, sono pochi quelli che si salvano?” è una domanda da un milione di dollari. Gesù è lapidario: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”.” Capita spesso che certe volte noi diciamo di amare ma in realtà quell’amore nasconde solo un egoismo e un narcisismo autore voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”.” Capita spesso che certe volte noi diciamo di amare ma in realtà quell’amore nasconde solo un egoismo e un narcisismo autore
XIV Domenica del Tempo Ordinario (Lc 10,1-12.17-20)
“La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe”. Da Gesù in poi, il mondo è un campo immenso che esige il sì di molti affinché venga evangelizzato. Gesù, che potrebbe arrivare ad ogni uomo senza di noi, ha deciso di non farlo senza di noi. In questo senso la nostra preghiera è anche una grande memoria di quanto dovremmo noi imparare a dire il nostro sì qualunque cosa stiamo facendo e in qualunque stato di vita stiamo vivendo. Gli operai della messe non sono solo i sacerdoti e le suore, ma In questo senso la nostra preghiera è anche una grande memoria di quanto dovremmo noi imparare a dire il nostro sì qualunque cosa stiamo facendo e in qualunque stato di vita stiamo vivendo. Gli operai della messe non sono solo i sacerdoti e le suore, ma
XIII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 9,51-62)
Nel metterci alla sequela di Gesù, non possiamo pensare che Egli sia la rassicurazione necessaria per passare una vita serena. Anzi, al contrario è la spinta necessaria a rischiare un viaggio, a mettersi in cammino, a mettersi in balia degli eventi, delle cose, delle scelte. Poi ci sono coloro che mettono le condizioni, ma non si accorgono che, se nella ricetta di una torta togli o cambi un ingrediente, solitamente il risultato è una torta immangiabile. La radicalità non è eroismo, è furbizia nel non rovinare le cose. La lez Poi ci sono coloro che mettono le condizioni, ma non si accorgono che, se nella ricetta di una torta togli o cambi un ingrediente, solitamente il risultato è una torta immangiabile. La radicalità non è eroismo, è furbizia nel non rovinare le cose. La lez
Corpus Domini (Lc 9,11b-17)
Che cos’è l’Eucaristia? Il Vangelo della Solennità del Corpus Domini prova a rispondere a questa domanda raccontandoci questo episodio della vita di Gesù: una folla affamata che ha ascoltato Gesù per un’intera giornata e l’imbarazzo dei discepoli che davanti alla fame di quella folla vogliono scappare. Ma Gesù, invece, vuole educare i propri discepoli, vuole dire che davanti ai bisogni della gente non bisogna scappare, che la gente non bisogna intrattenerla soltanto in maniera amichevole come se stiamo seduti attorno a un tavolino a prendere un tè, ma la gente va presa sul serio proprio per la propria fame, che è una fame molto più profonda, che non è semplicemente la fame di pane, la fame di senso, di amore e di vita. È questa la fame che Gesù prende sul serio; l’Eucaristia è innanzitutto un Dio che prende sul serio la fame nostra, la fame di vita, di amore, di senso, è un Dio che non soltanto guarda o sta a guardare questa fame ma provvede a questa fame, e lo fa inna È questa la fame che Gesù prende sul serio; l’Eucaristia è innanzitutto un Dio che prende sul serio la fame nostra, la fame di vita, di amore, di senso, è un Dio che non soltanto guarda o sta a guardare questa fame ma provvede a questa fame, e lo fa inna
Santissima Trinità (Gv 16,12-15)
C’è una cosa che molte volte dimentichiamo nella nostra vita spirituale, ed è la gradualità: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. Non esiste un momento in cui capiamo tutto e sappiamo tutto, perché l’amore è sempre qualcosa di inesauribile che man mano ci allarga il cuore e la mente. Gesù è venuto a rivelarci già tutta la verità, e non c’è nient’altro da aggiungere, ma questa verità ha bisogno di essere compresa sempre e nuovamente. È questo il ruolo dello Spirito: condurci sempre in maniera nuova a capire ciò che Gesù ci ha già detto una volta per tutte: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che È questo il ruolo dello Spirito: condurci sempre in maniera nuova a capire ciò che Gesù ci ha già detto una volta per tutte: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che
Pentecoste (Gv 14,15-16.23b-26)
L’amore è sempre una faccenda concreta. L’amore è sempre una questione di fatti e non di apparenze. Accogliere e osservare sono due verbi indivisibili. Chi accoglie e non osserva è simile a uno che s’innamora di una donna ma poi non fa nulla per conquistarla, così quell’amore si trasforma in un dolore incandescente che gli brucia dentro. La fede funziona alla stessa maniera: non si può rimanere a guardare alla finestra quello che Dio fa, dobbiamo con la nostra libertà cercare di aggrapparci a Lui mettendo in atto un effetto domino dell’amore che Gesù descrive così: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. L’am dobbiamo con la nostra libertà cercare di aggrapparci a Lui mettendo in atto un effetto domino dell’amore che Gesù descrive così: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. L’am
Ascensione del Signore (Lc 24,46-53)
La festa dell’Ascensione non è una festa banale, perché la partenza di Gesù prepara l’arrivo di una presenza diversa. Fino a quell’istante i discepoli hanno potuto contare sulla presenza concreta, reale, dell’uomo Gesù accanto a loro, la partenza di questo uomo Crocifisso e Risorto, ma pur sempre presente accanto a loro, li prepara all’arrivo dello Spirito Santo, cioè alla stessa presenza di Dio dentro i discepoli, cioè una forza e una compagnia che viene dal di dentro della loro umanità e non accanto alla loro umanità. Così come quando si ama qualcuno e ad un certo punto si è disposti a fare un passo indietro, perché questo qualcuno emerga con tutta la propria st cioè una forza e una compagnia che viene dal di dentro della loro umanità e non accanto alla loro umanità. Così come quando si ama qualcuno e ad un certo punto si è disposti a fare un passo indietro, perché questo qualcuno emerga con tutta la propria st
VI Domenica di Pasqua (Gv 14,23-29)
Che cosa significa amare Cristo? L’amore non è mai qualcosa di confinato solo nei sentimenti, o peggio ancora nei ragionamenti. L’amore è una scienza pratica. Gesù stabilisce subito un rapporto concreto tra l’amore e i comandamenti. “Chi mi ama osserva i miei comandamenti”. Ma dobbiamo stare attenti a non pensare che l’amore consista semplicemente nello stare alle regole. Gesù non si sta riferendo semplicemente a una pratica esteriore ma alla capacità di prendere sul serio ciò che Lui chiede in tutto il Vangelo, e la richie Ma dobbiamo stare attenti a non pensare che l’amore consista semplicemente nello stare alle regole. Gesù non si sta riferendo semplicemente a una pratica esteriore ma alla capacità di prendere sul serio ciò che Lui chiede in tutto il Vangelo, e la richie
V Domenica di Pasqua (Gv 13,31-33a.34-35)
Gesù disse: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Il Vangelo della Quinta domenica di Pasqua, contiene il comandamento nuovo che Gesù pronuncia nel Cenacolo. La sintesi del programma di vita, l’essenziale, ciò che sta più a cuore a Gesù, è racchiuso in una parola: Amatevi. È questo che rende presente Cr Il Vangelo della Quinta domenica di Pasqua, contiene il comandamento nuovo che Gesù pronuncia nel Cenacolo. La sintesi del programma di vita, l’essenziale, ciò che sta più a cuore a Gesù, è racchiuso in una parola: Amatevi. È questo che rende presente Cr
IV Domenica di Pasqua (Gv 10,27-30)
“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”. Sarebbe bello domandarci in che modo noi sentiamo questo senso di appartenenza nei confronti di Gesù. E soprattutto se ci è chiaro che la nostra chiamata, la nostra vera vocazione, è vivere la nostra relazione con Cristo esattamente come Egli vive la Sua Sarebbe bello domandarci in che modo noi sentiamo questo senso di appartenenza nei confronti di Gesù. E soprattutto se ci è chiaro che la nostra chiamata, la nostra vera vocazione, è vivere la nostra relazione con Cristo esattamente come Egli vive la Sua
III Domenica di Pasqua (Gv 21,1-19)
Nel Vangelo della terza Domenica di Pasqua Pietro torna a pescare in un atteggiamento di depressione ed è una cosa molto contagiosa perché tutti gli altri discepoli lo seguono. In questo tornare alla quotidianità svuotati ormai dall’assenza di Gesù, Gesù stesso li va a prendere, li va di nuovo a pescare, li va di nuovo a salvare da questo atteggiamento di tristezza. Ed è sulla riva del lago che viene raccontata l’apparizione di Gesù Risorto: Giovanni, che è l’amore, intuisce immediatamente che quello sconosciuto sulla riva è il Signore, e Pietro con tutta la sua audacia, si butta in mare e lo raggiunge. Il Vangelo registra uno dei dialoghi più intensi: per tre volte Gesù domanda a Pietro se lo ama e Pietro per tre volte, “è costretto” a rispondere, quasi a pareggiare i conti, perché per tre volte lo aveva rinnegato e per tre volte Pietro adesso gli dice Il Vangelo registra uno dei dialoghi più intensi: per tre volte Gesù domanda a Pietro se lo ama e Pietro per tre volte, “è costretto” a rispondere, quasi a pareggiare i conti, perché per tre volte lo aveva rinnegato e per tre volte Pietro adesso gli dice
II Domenica di Pasqua (Gv 20,19-31)
L’incredulità di Tommaso è l’incredulità di chi fa fatica a fidarsi di qualcuno diverso da se stesso. Bisogna avere molta misericordia per chi è affetto da questa fatica di credere. Gesù usa con Tommaso un abisso di misericordia perché gli permette di “toccare” ciò che fa fatica a credere. La Misericordia è poter fare un’esperienza d’amore talmente forte da non avere più bisogno di nient’altro. . In questo senso siamo tutti bisognosi di Misericordia, tutti bisognosi di sentirci amati e liberati dal dubbio che forse è solo una nostra suggestione mentale o una facile consolazione per affrontare la dura realtà. «Perché mi hai veduto, tu hai credut . In questo senso siamo tutti bisognosi di Misericordia, tutti bisognosi di sentirci amati e liberati dal dubbio che forse è solo una nostra suggestione mentale o una facile consolazione per affrontare la dura realtà. «Perché mi hai veduto, tu hai credut
Pasqua di Resurrezione (Lc 24,1-12)
A nessuno piace attendere. L’attesa è sempre scomoda. Vorremo sempre saltare la fila, trovare già tutto pronto, tutto a disposizione. Eppure l’attesa è sempre il tempo della speranza. È il tempo in cui coltiviamo in noi il desiderio che ci sia un finale diverso da quello che i nostri ragionamenti ci suggeriscono. Forse era questo lo stato d’animo di quelle donne che di buon mattino si recano al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, ma arrivate non trovano né la pietra né il corpo, e si sentono dire dagli angeli: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è Forse era questo lo stato d’animo di quelle donne che di buon mattino si recano al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, ma arrivate non trovano né la pietra né il corpo, e si sentono dire dagli angeli: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è
Domenica delle Palme (Lc 22,14-23, 56)
Nella domenica delle Palme è raccontata una contraddizione che non possiamo trascurare: la folla che accoglie Gesù in maniera trionfale, regale, che inneggia a lui, impugnando dei ramoscelli d’ulivo, è la stessa folla qualche giorno dopo griderà “Crocifiggilo”. Come mai il Vangelo ci racconta di questa contraddizione? Come mai il Vangelo ci racconta di un Pietro che dice di essere disposto a dare la vita per il Signore, ma poi davanti a una domanda dice che di non conoscere quel condannato. Come mai tutti i discepoli che hanno condiviso le cose più importanti nella vita di Gesù, davanti alla sua sofferenza, al suo dolore o si addormentano o scappano…comunque lo lasciano da solo.Quando leggiamo i racconti della passione scopriamo che non ci Come mai tutti i discepoli che hanno condiviso le cose più importanti nella vita di Gesù, davanti alla sua sofferenza, al suo dolore o si addormentano o scappano…comunque lo lasciano da solo.Quando leggiamo i racconti della passione scopriamo che non ci
V Domenica di Quaresima (Gv 8,1-11)
C’è un modo per mettere in difficoltà Gesù: costringerlo a venire allo scoperto. Da quale parte sta? Da quella di Dio o da quella dei peccatori? È ovvio che i suoi ascoltatori scribi, farisei e dottori della legge sono convinti di trovarsi davanti ad un eretico e, in quanto tale, va screditato davanti a tutti. Ecco perché il pretesto dell’adulterio di una donna diventa l’occasione giusta per far cadere Gesù in trappola. La reazione di Gesù non è la foga di una risposta polemica ma bensì l’inaspettato silenzio e l’apparente distacco dalla scena cruenta che gli mettono davanti. Sa bene infatti che di lì a poco quella donna sarà uccisa in maniera atroce a colpi di pietre. La reazione di Gesù non è la foga di una risposta polemica ma bensì l’inaspettato silenzio e l’apparente distacco dalla scena cruenta che gli mettono davanti. Sa bene infatti che di lì a poco quella donna sarà uccisa in maniera atroce a colpi di pietre.
Quarta Domenica di Quaresima (Lc 15,1-3.11-32)
Il Vangelo della IV Domenica di Quaresima ci racconta la famosa parabola del figliol prodigo, cioè il figlio che decide di prendersi l’eredità, di andar via da casa, di consumare tutti i suoi averi. Si ritrova poi nella povertà, nella miseria, e lì toccando il fondo della propria esistenza, decide di tornare a casa, di ritrovare quella casa perduta, quel rapporto perduto con un padre che aveva considerato morto. E lì lo stupore meraviglioso di questo padre che lo riaccoglie, che lo aspetta, anzi gli corre incontro, che gli mette l’anello al dito, che gli dà il vestito più bello, che lo ristabilisce nella sua dignità. Il messaggio più bello di questo Vangelo è c E lì lo stupore meraviglioso di questo padre che lo riaccoglie, che lo aspetta, anzi gli corre incontro, che gli mette l’anello al dito, che gli dà il vestito più bello, che lo ristabilisce nella sua dignità. Il messaggio più bello di questo Vangelo è c
III Domenica di Quaresima (Lc 13,1-9)
Gesù inizia con dei fatti di cronaca nel racconto del Vangelo di questa terza domenica di Quaresima non perché vuole spaventare i suoi discepoli o la gente che lo ascolta, ma semplicemente per ricordare a tutti che la vita è una cosa seria e quando meno ce l’aspettiamo ci mette davanti a delle cose serie, a delle cose grandi, a delle cose gravose, che richiedono da noi che cosa abbiamo fatto, per che cosa abbiamo vissuto. Forse il cambiamento che ci chiede questa terza domenica del tempo di Quaresima è quello di smettere di temporeggiare, quello di pensar a delle cose grandi, a delle cose gravose, che richiedono da noi che cosa abbiamo fatto, per che cosa abbiamo vissuto. Forse il cambiamento che ci chiede questa terza domenica del tempo di Quaresima è quello di smettere di temporeggiare, quello di pensar
VIII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 6,39-45)
C’è un criterio di giudizio che ci aiuti a fare discernimento nella vita? Gesù dice di sì: «L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore». I frutti aiutano a far capire la qualità di un albero, e le parole di una persona aiutano a capire ciò che si porta davvero nel cuore. Spesso noi confondiamo i frutti con i risultati. Ma non sono i risultati. I frutti sono quelli che San Paolo descrive così: gioia, pace, benevolenza, mitezza, dominio di sé. Sono cioè le caratteristiche più vere di una persona che ha davvero una libertà Spesso noi confondiamo i frutti con i risultati. Ma non sono i risultati. I frutti sono quelli che San Paolo descrive così: gioia, pace, benevolenza, mitezza, dominio di sé. Sono cioè le caratteristiche più vere di una persona che ha davvero una libertà
VII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 6,27-38)
“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”. Possiamo anche accettare di comportarci bene con chi si comporta bene. Al massimo possiamo tollerare chi ci fa del male non rispondendo con la stessa moneta. Ma “amare i nemici” è una richiesta troppo alta, troppo esigente. Noi sappiamo bene che Gesù non stava esagerando, ma stava esattamente chiedendo questo ai suoi discepoli. Noi siamo abituati troppo a fare del Vangelo una lettura romantica, simbolica, teorica astratta. Ma se cominciassimo invece a prendere il Vangelo in Noi sappiamo bene che Gesù non stava esagerando, ma stava esattamente chiedendo questo ai suoi discepoli. Noi siamo abituati troppo a fare del Vangelo una lettura romantica, simbolica, teorica astratta. Ma se cominciassimo invece a prendere il Vangelo in
VI Domenica del T.O. (Lc 6, 17.20-26)
“Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi”. Il dettaglio degli occhi di Gesù che si soffermano sui volti dei discepoli la dice lunga sul contenuto delle stesse beatitudini. Poveri, affamati, afflitti, persone con tutte le problematiche legate alla vita, con le loro preoccupazioni, le loro disperazioni, le loro croci, i loro affanni, le loro lacrime. Ma il Vangelo contiene anche un secondo elenco che inizia così: “Ma guai a voi”. E Gesù pare che smonti quelli che invece sono ricchi, sazi, ridenti, strafottenti. Tra i discepoli c’erano anche loro. Oppure ci è lecito pensare che queste due categorie di persone in realtà sono due facce della stessa medaglia, sono due modalità che og E Gesù pare che smonti quelli che invece sono ricchi, sazi, ridenti, strafottenti. Tra i discepoli c’erano anche loro. Oppure ci è lecito pensare che queste due categorie di persone in realtà sono due facce della stessa medaglia, sono due modalità che og
Quinta Domenica del Tempo Ordinario (Lc 5,1-11)
Ogni volta che il Vangelo ci racconta le vicende di come Gesù ha incrociato per la prima volta i suoi discepoli serve a ricordare a ciascuno di noi che quando perdiamo la direzione giusta della nostra strada dobbiamo fare memoria di come è iniziato il viaggio. Anche in una storia di amore o di amicizia a volte fa bene ricordare come tutto ebbe inizio. “Gesù disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti»”. Al termine di una notte piena di vuoto, come le ret “Gesù disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti»”. Al termine di una notte piena di vuoto, come le ret
IV Domenica del Tempo Ordinario (Ger 1, 4-5.17-19)
“Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni”. L’esperienza di Geremia è l’esperienza di chi si sente profondamente amato fin dal grembo materno e inviato come profeta. L’esperienza di Geremia è l’esperienza di chi si sente profondamente amato fin dal grembo materno e inviato come profeta.
III Domenica del Tempo Ordinario (Lc 1, 1-4; 4,14-21)
“Gli occhi di tutti erano fissi su di lui”. Gesù legge e commenta un brano di Isaia nella sinagoga di Nazaret. La prima reazione degli ascoltatori è avere gli occhi fissi su di lui. Oggi si ripete per noi la stessa esperienza: ascoltiamo la Parola del Signore, ma qual è la nostra reazione? Non possiamo restare indifferenti alla sua Parola. Oggi si ripete per noi la stessa esperienza: ascoltiamo la Parola del Signore, ma qual è la nostra reazione? Non possiamo restare indifferenti alla sua Parola.
II Domenica del T.O. (Gv 2,1-11)
Il brano del Vangelo di questa Domenica racconta l’episodio delle nozze di Cana. Maria è l’unica ad accorgersi del vino che viene a mancare. Le sue parole ai servi “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” è anche per noi: quando nella vita viene a mancare la gioia, la speranza, la motivazione la cosa da fare è ascoltare e mettere in pratica la Parola di Gesù. Occorre fare ciò che fanno i servi: ascoltano e fanno ciò che dice loro Gesù. quando nella vita viene a mancare la gioia, la speranza, la motivazione la cosa da fare è ascoltare e mettere in pratica la Parola di Gesù. Occorre fare ciò che fanno i servi: ascoltano e fanno ciò che dice loro Gesù.
Epifania del Signore (Mt 2,1-12)
“Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.” I Magi, che si erano messi in cammino guidati dal desiderio e dalla curiosità, seguendo la stella arrivano al Bambino. Non è stato un cammino facile, ci sono stati arresti ed errori, ma alla fine arrivano a destinazione. Anche la nostra vita può essere caratterizzata da fermate, da errori, da incontri sbagliati… non importa, Non è stato un cammino facile, ci sono stati arresti ed errori, ma alla fine arrivano a destinazione. Anche la nostra vita può essere caratterizzata da fermate, da errori, da incontri sbagliati… non importa,
Solennità Maria SS.ma Madre di Dio (Lc 2,16-21)
Nel primo giorno dell’anno il nostro sguardo, come quello dei pastori, si ferma su Maria, in un atteggiamento particolare. “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.” Noi non sappiamo cosa ci riservi questo nuovo anno, ma guardando Maria, possiamo imparare l’atteggiamento corretto: la custodia nel cuore. Non sempre comprendiamo gli avvenimenti della nostra vita, neppure Maria li avrà compresi immediatamente. Noi non sappiamo cosa ci riservi questo nuovo anno, ma guardando Maria, possiamo imparare l’atteggiamento corretto: la custodia nel cuore. Non sempre comprendiamo gli avvenimenti della nostra vita, neppure Maria li avrà compresi immediatamente.
Natale del Signore (Lc 2, 15-20)
“Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia…” I pastori andarono e trovarono come era stato detto loro dagli angeli. Questo è il segno che si presenta davanti ai loro occhi: un bambino. “E Maria, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.” I pastori e Maria sono un modello per la fede con la quale noi possiamo rispondere alla presenza di Dio nella nostra vita. Non basta una comprensione intellettuale: “E Maria, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.” I pastori e Maria sono un modello per la fede con la quale noi possiamo rispondere alla presenza di Dio nella nostra vita. Non basta una comprensione intellettuale:
IV Domenica di Avvento (Lc 1, 39-45)
“Beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto.” Nella quarta domenica di Avvento la protagonista è la Vergine Maria. Lei si mette in viaggio e va in fretta da Elisabetta, non perché ha bisogno di conferme, di chiarire i suoi dubbi, ma per mettersi a servizio. Se vuoi fare discernimento mettiti a servizio, e riceverai come dono la chiarezza. Lei si mette in viaggio e va in fretta da Elisabetta, non perché ha bisogno di conferme, di chiarire i suoi dubbi, ma per mettersi a servizio. Se vuoi fare discernimento mettiti a servizio, e riceverai come dono la chiarezza.
III Domenica di Avvento (Luca 3, 10-18)
“Che cosa dobbiamo fare?” questa è la domanda che ricorre per ben tre volte nel Vangelo di questa Domenica, questa è la domanda che vari ascoltatori rivolgono a Giovanni Battista, questa può essere la domanda che ciascuno di noi rivolge al Signore oggi. Siamo a metà del cammino verso il Signore che viene…possiamo ancora decidere di fare qualcosa per prepararci ad accogliere Dio che si fa uomo per donarci la vera gioia, possiamo decidere di aprirci ai fratelli e sorelle che abbiamo accanto, Siamo a metà del cammino verso il Signore che viene…possiamo ancora decidere di fare qualcosa per prepararci ad accogliere Dio che si fa uomo per donarci la vera gioia, possiamo decidere di aprirci ai fratelli e sorelle che abbiamo accanto,
II DOMENICA DI AVVENTO (Lc 3,1-6)
Il messaggio che il Signore affida ai suoi messaggeri non è solo una parola, ma una chiamata, la convocazione per una impresa da compiere. L’impresa da compiere si può chiamare la politica della speranza. La politica della speranza costruisce la Città del Sole, nel paese straniero, nella terra dove lo straniero è schiavo. La politica della speranza costruisce strade, strade per comunicare. I popoli sono chiamati a incontrarsi nella fraternità. La politica della speranza costruisce la Città del Sole, nel paese straniero, nella terra dove lo straniero è schiavo. La politica della speranza costruisce strade, strade per comunicare. I popoli sono chiamati a incontrarsi nella fraternità.
I Domenica di Avvento (Lc 21,25-28.34-36)
All’inizio dell’Avvento è importante partire col piede giusto: Gesù ci suggerisce come fare. Risollevatevi e alzate il capo: per arrivare alla meta alziamo la testa e guardiamo dove stiamo andando! State attenti a voi stessi: l’attenzione sembra scontata, ma è essenziale per non cadere! Vegliate in ogni momento pregando: non possiamo essere superficiali: Gesù ci invita ad essere attenti, State attenti a voi stessi: l’attenzione sembra scontata, ma è essenziale per non cadere! Vegliate in ogni momento pregando: non possiamo essere superficiali: Gesù ci invita ad essere attenti,
Domenica di Cristo Re
Cristo è re, che serve, che dà la vita, innalzato sulla croce, da dove domina il mondo e lo salva. Morendo vince e apre il suo paradiso a tutti; non è geloso della sua regalità, accoglie nel suo perdono tutti i suoi fratelli,li fa partecipi del suo regno. Li chiama a costruire come ha fatto lui, seguendo le sue orme, vivendo il suo Vangelo, il Regno della vita che non ha fine, il regno dell’Amore, per tutti, non solo per i cattolici. Li chiama a costruire come ha fatto lui, seguendo le sue orme, vivendo il suo Vangelo, il Regno della vita che non ha fine, il regno dell’Amore, per tutti, non solo per i cattolici.

Semi di Parola

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 17,5-10)
“Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"”. L’ultima cosa al mondo che vorremmo provare è quella di sentirci “servi inutili”. Forse Gesù dice ad alta voce il nome proprio di due nostre paure proprio per esorcizzarle. Quando si è ostaggio della paura si passa tutta la vita a fuggirla, non rendendosi conto che è proprio così che continua ad avere potere. In realtà per vincere una paura bisogna accettarla, farla entrare, accoglierla, e d’un tratto ci si rende conto che quando si smette di scappare si smette anche di aver paura. Se accettiamo di essere “servi”, cioè di sentirci delle volte senza scelta nel dover fare qualcosa anche di buono (la mamma, il papà, il prete, il consacrato, il malato, l’amico) allora la frustrazione che ci provoca quella mancanza di scelta si tramuta in fortezza. Si comprende che non bisogna sopportare, ma scegliere ciò che non si è scelto. A tutto ciò bisogna aggiungere la logica di non essere riconosciuti in ciò che si fa, la mancanza di gratitudine, che altro non è che la radice della gratuità, della mancanza di tornaconto, di utile, cioè accogliere la sensazione di inutilità, sapendo che in fondo è certamente importante essere riconosciuti in ciò che si fa ma che questo non può diventare una droga per sopravvivere. La libertà forse è accettare ciò che non si sceglie ed essere felici, nonostante nessuno se ne accorga.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

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