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20 Dicembre 2022 - Messina

Gli Amici di Madre Nazarena Majone in campo

L'Associazione "Amici di Madre Nazarena Majone" ha vissuto i momenti più importanti e più forti della nostra fede. Ha organizzato l'incontro con i nostri bisognosi per dare delle borse di genere alimentari e per far sentire anche a loro, che fanno parte a questa grande famiglia. Ha iniziato con una preghiera comunitaria per la venuta di Gesù bambino nel mondo. La collaborazione delle Figlie dei Divino Zelo è fondamentale, in sintesi tutti gli Amici partecipano attivamente affinché tutto venga realizzato nel migliore dei modi nelle iniziative dell'Associazione, la raccolta alimentare, il sorteggio di beneficenza e il mercatino di beneficenza. Aspettando il Santo Natale, una sorpresa gradita e inaspettata è stato l'incontro con la nuova Madre Generale, Madre Maria Eli Milanez, a cui il Presidente Girolamo La Monica ha donato in segno di saluto e accoglienza i nuovi libri a cura dell'Ass.ne Amici di Madre Nazarena Majone i cui titoli sono: 1. Chiesa e Convento dello Spirito Santo in Messina Brevi cenni storici. 2. Storia dell'Associazione "Amici di Madre Nazarena Majone" Messina a cura di La Monica Girolamo. Inoltre la Reverenda Madre Elì è stata invitata a tirare il biglietto vincente del presepe messo a sorteggio di beneficenza. Si è respirata quell'aria di vera amicizia di grande commozione e di ringraziamento che serve alla famiglia umana per potere dare speranza a tutti le persone che vogliono vivere un girotondo di pace per tutti i popoli del mondo.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo