Ultime Notizie

26 Novembre 2022 - Trani

Una GIOIA più GRANDE

È stata una grande gioia, aver potuto partecipare alla Raccolta alimentare promossa dall’Associazione Orizzonti, da oltre dieci anni al servizio dei bisognosi e in prima linea nella lotta contro la povertà alimentare e sanitaria. Con gioia ed entusiasmo, la nostra comunità di Trani Villa S. Maria, assieme ad alcuni volontari del gruppo “Amici di Gesù… sulle orme di S. Annibale”, il 26 novembre scorso, ha donato il proprio tempo per presidiare uno dei supermercati Dok di Trani, in Via Turella, ed accogliere chi si recava a fare la spesa quotidiana, incoraggiando la loro generosità e indicando i prodotti alimentari più necessari da mettere nel carrello della spesa SOSpesa. Abbiamo deciso di partecipare a questa iniziativa, perché ricalca lo spirito caritativo del nostro Padre Fondatore, Sant’Annibale M. Di Francia. Molte famiglie, oggi, non hanno più il potere economico di approvvigionarsi nemmeno dei beni essenziali per sfamarsi. Sant’Annibale ci insegna a non restare indifferenti di fronte alle tante povertà, ma a rimboccarci le maniche e dare il nostro contributo. Questa iniziativa è un valido strumento per donare ai più bisognosi, ma è anche un importante stimolo che può contribuire a far crescere la cultura della solidarietà. Siamo felici di averci messo la faccia, perché la gioia che si sperimenta nel donare è più grande dell’offerta di un po’ di tempo, di un sorriso, di una parola... Le sorelle della comunità di Trani Villa Santa Maria

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo