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30 APRILE

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

In preparazione alla 60ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, domenica 30 aprile p.v. su commissione del Centro Diocesano Vocazioni di Matera, con la collaborazione di Carlo Genco responsabile del Cenacolo Vocazionale dell'Unione di preghiera per le Vocazioni di Altamura, ho elaborato tre schemi di preghiera per il triduo da utilizzare in tutta la diocesi di Matera-Irsina e per la veglia nelle parrocchie. Sulla base delle indicazioni del CNV il sussidio si articola in tre momenti: 1° giorno: «Un poliedro ecclesiale» nel quale sono evidenziati come 6 tasselli, indicazioni tratte da S. Annibale M. Di Francia, S. Paolo VI, S. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco, mons. Caiazzo. 2° giorno: «Un poliedro parrocchiale», evidenziando le diverse categorie parrocchiali: ragazzi, giovani, adulti, lettori, catechisti, membri della caritas. 3° giorno, la veglia: «Un meraviglioso poliedro», dove sono presentate sei diverse vocazioni che compongono il poliedro: matrimonio, sacerdozio, diaconato, vita consacrata, impegno di consacrazione nel mondo, missionario. Per quest'ultimo momento all’introduzione biblica segue la testimonianza vocazionale e la preghiera dialogata. Gli schemi in formato pdf sono a disposizione di chiunque ne volesse far uso. Te le trasmetto in allegato. Se hai difficoltà a scaricare fallo dal sito https://www.unagrandeparola.rcj.org Un caro saluto. P. Angelo Sardone

Semi di Parola

XII domenica del Tempo ordinario – Anno A - Non abbiate paura (Mt 10,26-33).
Per ben tre volte Gesù esorta i discepoli a non avere paura delle situazioni negative e di coloro (gli uomini, gli altri) che possono reagire all’annuncio con il rifiuto o addirittura con la violenza. Esortare a non avere paura (oppure a non temere) è il modo abituale con cui Dio o un angelo si rivolgono ad alcune persone chiamate a svolgere una missione per conto di Dio, sia nell’Antico Testamento (i profeti, ad esempio) sia nel Nuovo (Maria, quando riceve l’annuncio della nascita di Gesù). Ma perché questa esortazione? Il motivo è semplice: in un mondo dove prevale la logica della violenza e dell’ingiustizia, chi parla o agisce a nome di Dio incontra la resistenza del male di cui sono imbevuti i pensieri umani. Maria, ad esempio, avrebbe potuto subire un’accusa di adulterio e quindi lo stigma sociale. I profeti rimproveravano i potenti che reagiscono con violenza. I discepoli di Gesù sono chiamati a proclamare il vangelo della misericordia di Dio verso i peccatori e in seguito verso i pagani, gente che non è del popolo eletto, rimettendo in questione due capisaldi: la necessità di ricorrere all’élite sacerdotale per ottenere il perdono di Dio con la dovuta elargizione di doni e offerte a Dio e ai suoi rappresentanti e la perdita di posizione come popolo eletto da parte dell’ebraismo e allo stesso tempo l’avversità suscitata nel mondo pagano per il rifiuto di adorare gli idoli. Il programma prospettato ai discepoli è tutt’altro che roseo se visto con la logica umana, ma a dire queste parole è il loro maestro che per primo sta percorrendo la via non facile dell’andare controcorrente. La credibilità dell’insegnamento sta nel fatto che Gesù apre, con le sue scelte concrete, la strada nuova annunciata dai profeti, attraverso cui Dio viene incontro agli uomini senza dover sottostare all’arbitrio dei gestori del sacro e dei difensori dell’elezione di un popolo a scapito di altri. La certezza dei discepoli è quella che Dio è dalla loro parte mentre chi si riempie la bocca del suo nome alzando steccati, sta smerciando un’immagine adulterata di Dio. La storia cristiana però dimostra che anche chi si appella a questi primi discepoli perseguitati e uccisi per accampare pretese di un’autorità divina ha spesso perseguitato e oppresso anziché liberare un’umanità, che si è vista privata dell’autenticità di un incontro con un Dio che ama e perdona; ciò significa che è necessario sempre vigilare su cosa debba essere l’annuncio del vangelo e vincere la paura, che ritorna sempre, di perdere la propria posizione di forza o di sicurezza dovuta al compromesso con la logica del mondo.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo