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05 Giugno 2023 - IL CAPITOLO DELLA PROVINCIA

“NOSTRA SIGNORA DELLA GUARDIA” FIGLIE DEL DIVINO ZELO

Anche oggi è stata una giornata intensa. Nella celebrazione eucaristica Padre Maria Josè Ezpeleta, rcj, ha commentato il Vangelo del giorno, e quindi la parabola del padrone e dei contadini della vigna, accostandolo alla pericope evangelica rogazionista. Dio prepara tutto, ma poi chiede la collaborazione dell'uomo e della donna. Emerge la sconfinata fiducia di Dio nell’umanità, nonostante le sue debolezze, fallimenti e tradimenti. Dio ci chiama a far parte della sua meravigliosa opera e missione: "pregate il Signore della messe", ma anche "andate, io vi mando". “Ogni Capitolo ha la stessa finalità: leggere i segni dei tempi, ascoltare le indicazioni del Padrone della messe, essere collaboratori della sua opera di salvezza, come docili strumenti della sua missione”. Dopo colazione da lettura del verbale ha riaperto i lavori capitolari. È seguito l'ascolto della relazione di padre Maria Josè dal tema: “Profezia della Vita Consacrata da vivere in sinodalità con i laici”. E ancora l'ascolto della testimonianza di due volontari Padif di Monza, i quali hanno espresso la gioia di aver trovato la loro missione lavorando con i bambini delle comunità educative. La mattinata si è, dunque, conclusa con un tempo di confronto e condivisione in assemblea. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con la lettura della relazione economica da parte della consigliera di settore che ha evidenziato, innanzitutto, che il capitale primario dell’Istituto sono le persone da salvaguardare e valorizzare nella loro integrità e che attraverso l’economia passano scelte per la vita personale e comunitaria nelle quali deve trasparire la testimonianza evangelica.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo