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13 Dicembre

In attesa di…

L'Avvento è il tempo dell'attesa, dello stupore dell'ascolto, della ricerca, dell'incontro con il Signore che Viene! Ci prepariamo così in questo tempo ad accogliere ciò che attraverso la Parola di Dio il Signore vuole dirci, a captare il messaggio che vuole inviarci, che vuole consegnarci per rendere più bella e più piena la nostra vita, facendo brillare i nostri sogni ancora di più. Ma come possiamo riconoscerlo? Come saper riconoscere l'arrivo o la presenza di un angelo nella nostra vita? Come saper leggere i messaggi di Gesù che ci raggiunge nella nostra quotidianità? Abbiamo interpellato due modelli centrali e importanti in questo tempo di attesa e di Natale, Maria e Giuseppe che, accogliendo il messaggio di Dio attraverso un angelo, si fidano di Lui e "cambiando i loro piani" per il Signore, fanno spazio nella loro vita e nel loro cuore all'opera di Dio che li rende più felici e fiduciosi nel suo Amore. Con le ragazze della casa della Giovane di Roma, il 13 dicembre, abbiamo passato su questo tema e su queste domande, una bellissima serata di riflessione e di condivisione. Questo l’augurio che abbiamo lascito loro al termine dell’incontro: “Sappiate riconoscere e accogliere nella vostra vita il messaggero o i messaggeri che il Signore vi manda, aprendovi al mistero di un sogno più grande di voi, di un Dio che ci ama e che ci vuole felici! Novizia Maria Lucia Colanero

Semi di Parola

V Domenica di Pasqua – Anno A - Chi crede in me compirà le opere che io compio (Gv 14,1-12).
In un tempo in cui si compiono scelleratezze, guerre e stragi a suon di citazioni bibliche (sono tramontati ormai quei tempi in cui si poteva dare la colpa a chi citava il Corano!), è necessario fare un po’ di chiarezza su cosa significhi crede in Gesù e agire di conseguenza. Quali sono le opere che Gesù ha compiuto? Leggendo i vangeli vediamo che Gesù ha agito solo per dare vita e speranza, per risollevare chi era disperato e afflitto dal male, per promuovere la dignità di persone che la cultura del tempo teneva soggiogate, come, ad esempio, le donne. Gesù non ha mai compiuto atti violenti o detto parole ingiuriose e offensive; ci sono solo due casi in cui sembra che Gesù sia venuto meno a questa prassi: nel cacciare i mercanti dal tempio perché usavano Dio per fare affari e nel rimproverare i capi e i dottori della legge che non vivevano ciò che annunciavano. Tuttavia, se guardiamo attentamente queste due situazioni, nella prima Gesù né uccide né causa danni alle persone; nella seconda fa un lamento (guai a voi!) su chi agisce male, seguendo la linea dei profeti che piangevano su chi commetteva il male perché avrebbe portato sé stesso alla rovina. Qualcuno ha citato anche un passo in cui Gesù dice che i discepoli devono prendere con sé una spada non per attaccare, ma solo come estremo strumento di difesa. Tutto il resto delle sue azioni e del suo insegnamento sono improntati alla non violenza e alla solidarietà con chi subisce violenza; come a dire che Gesù, se avesse voluto, avrebbe potuto usare anche le maniere forti (a Pilato dice che se il suo regno fosse di questo mondo sarebbe arrivato il suo esercito a difenderlo) ma ha deciso di non farlo perché altrimenti avrebbe innescato una spirale di violenza che avrebbe portato all’autodistruzione. Qualche decennio dopo la sua vita, invece, i suoi connazionali hanno preso la via della violenza che ha portato alla fine della città santa e del tempio. Credere in Gesù significa fare proprio il suo stile improntato alla non violenza, alla promozione della vita e all’impegno per la liberazione degli oppressi. Lui era solo nel vivere in questo modo perché persino i suoi discepoli lo hanno frainteso e abbandonato. Però ha avuto ragione nel dire che chi crede in Lui fa le stesse cose e, anzi, ne fa di più grandi perché la storia cristiana ha mostrato che quando tanti credenti in Gesù si mettono insieme per vivere come lui ha vissuto, davvero hanno cambiato, in meglio, la storia e l’umanità. È questo l’unico modo per dirsi suoi seguaci; chi usa invece il nome e le parole di Gesù per calpestare e violentare i propri simili non fa altro che metterlo di nuovo in croce.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo