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13 Dicembre

In attesa di…

L'Avvento è il tempo dell'attesa, dello stupore dell'ascolto, della ricerca, dell'incontro con il Signore che Viene! Ci prepariamo così in questo tempo ad accogliere ciò che attraverso la Parola di Dio il Signore vuole dirci, a captare il messaggio che vuole inviarci, che vuole consegnarci per rendere più bella e più piena la nostra vita, facendo brillare i nostri sogni ancora di più. Ma come possiamo riconoscerlo? Come saper riconoscere l'arrivo o la presenza di un angelo nella nostra vita? Come saper leggere i messaggi di Gesù che ci raggiunge nella nostra quotidianità? Abbiamo interpellato due modelli centrali e importanti in questo tempo di attesa e di Natale, Maria e Giuseppe che, accogliendo il messaggio di Dio attraverso un angelo, si fidano di Lui e "cambiando i loro piani" per il Signore, fanno spazio nella loro vita e nel loro cuore all'opera di Dio che li rende più felici e fiduciosi nel suo Amore. Con le ragazze della casa della Giovane di Roma, il 13 dicembre, abbiamo passato su questo tema e su queste domande, una bellissima serata di riflessione e di condivisione. Questo l’augurio che abbiamo lascito loro al termine dell’incontro: “Sappiate riconoscere e accogliere nella vostra vita il messaggero o i messaggeri che il Signore vi manda, aprendovi al mistero di un sogno più grande di voi, di un Dio che ci ama e che ci vuole felici! Novizia Maria Lucia Colanero

Semi di Parola

III Domenica di Quaresima – Anno A - Adoreranno il Padre in spirito e verità (Gv 4,5-15.19-26.39-42).
Tra i tanti messaggi del racconto dell’incontro tra Gesù e la Samaritana c’è anche quello che vede nella venuta di Gesù l’abolizione dei confini etnici, territoriali e religiosi all’interno dell’umanità. È Gesù stesso che prende l’iniziativa di parlare a quella donna che, di rimando, si meraviglia che un giudeo parli con una donna e per di più samaritana. Lei era abituata, probabilmente, a ricevere solo insulti ed offese dagli uomini in genere, a causa della sua situazione morale ma soprattutto dai pii ebrei che vedevano in lei la somma di tutti i motivi per cui si possa disprezzare un essere umano: è donna, è moralmente irregolare, è straniera ed è eretica. Che un uomo appartenente a quel popolo le rivolga non solo la parola ma le faccia una richiesta di aiuto è già un fatto rivoluzionario in sé. Durante quel dialogo inatteso la donna capisce che può avere da lui un chiarimento sul perché la fede nello stesso Dio anziché creare unione crea divisione e sospetto reciproco. Il punto più controverso, che ha dato origine alla divisione e all’odio, è il luogo diverso in cui giudei e samaritani si rivolgono a Dio: qual è quello giusto? Se Gesù si fosse comportato da bacchettone, la donna non avrebbe mai potuto fare quella domanda. Ma la risposta è coerente proprio con l’atteggiamento inatteso di Gesù: i luoghi di culto, le strutture religiose portano divisione, odio e morte. Per superare tute queste cose è necessario abolirli e smascherarne l’insidia. Dio, in realtà, non si identifica con un luogo e neppure con una istituzione ma, come già dicevano i profeti, tutta la terra è sua ed è un luogo dove poterlo incontrare. Ma non lo si incontra attraverso segni materiali, bensì accogliendo il suo modo di essere (lo Spirito) e di agire (la verità). Perché Dio, il Padre di Gesù, non sa che farsene di riti sterili e vuoti ma desidera che noi compiamo la sua volontà; che significa servirlo e onorarlo nella sua immagine vivente che è l’uomo, come ha fatto Gesù, che ha messo il suo corpo, la sua vita a disposizione degli altri, soprattutto dei più deboli, e come ha chiesto di fare a noi suoi discepoli ricordandoci che non chi dice “Signore, Signore” entrerà nel Regno dei cieli ma chi fa la sua volontà, impegnandosi per il bene di ogni uomo, anche quando non è del proprio gruppo, della propria nazione o della propria religione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo