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Una giornata con gli educatori delle comunità

“Mamma e Bambino”

L’incontro inizia con i saluti della Madre Generale madre Maria Eli Milanes e con la Madre Provinciale madre Teolinda Salemi. La giornata viene introdotta da suor Mary Chacko (responsabile del settore educativo). Vengono accolti tutti i presenti calorosamente, le madri superiori, le consorelle, le psicologhe, i coordinatori e gli educatori delle comunità di Borgo, Firenze, Genova, Montepulciano, Oria e Trani, che per professione o per vocazione, accompagnano le mamme e i loro figli nel riconoscere il proprio potenziale e nel riprendere un po’ di fiducia in sé e negli altri, permettendole di riemergere da stati di sofferenza o condizioni di fragilità. Nell’incontro è stato possibile ammirare e promuovere la variabilità di profili e competenze dei professionisti che operano in questi contesti, la ricchezza e la complessità̀ dell’agire educativo tra adulti e bambini insieme, e anche una certa distanza fra i discorsi sul proprio ruolo e le pratiche osservate nei contesti coinvolti. L’obiettivo di questo incontro era appunto, quello di avviare un confronto per rielaborare una serie di vissuti, socializzare con pensieri ed emozioni attraverso un momento di condivisione e di stimolo per una conoscenza reciproca. Condividendo idee e unendo comunitariamente bisogni, problematiche, fatiche e il valore di questa missione.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo