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Una giornata con gli educatori delle comunità

“Mamma e Bambino”

L’incontro inizia con i saluti della Madre Generale madre Maria Eli Milanes e con la Madre Provinciale madre Teolinda Salemi. La giornata viene introdotta da suor Mary Chacko (responsabile del settore educativo). Vengono accolti tutti i presenti calorosamente, le madri superiori, le consorelle, le psicologhe, i coordinatori e gli educatori delle comunità di Borgo, Firenze, Genova, Montepulciano, Oria e Trani, che per professione o per vocazione, accompagnano le mamme e i loro figli nel riconoscere il proprio potenziale e nel riprendere un po’ di fiducia in sé e negli altri, permettendole di riemergere da stati di sofferenza o condizioni di fragilità. Nell’incontro è stato possibile ammirare e promuovere la variabilità di profili e competenze dei professionisti che operano in questi contesti, la ricchezza e la complessità̀ dell’agire educativo tra adulti e bambini insieme, e anche una certa distanza fra i discorsi sul proprio ruolo e le pratiche osservate nei contesti coinvolti. L’obiettivo di questo incontro era appunto, quello di avviare un confronto per rielaborare una serie di vissuti, socializzare con pensieri ed emozioni attraverso un momento di condivisione e di stimolo per una conoscenza reciproca. Condividendo idee e unendo comunitariamente bisogni, problematiche, fatiche e il valore di questa missione.

Semi di Parola

III Domenica di Quaresima – Anno A - Adoreranno il Padre in spirito e verità (Gv 4,5-15.19-26.39-42).
Tra i tanti messaggi del racconto dell’incontro tra Gesù e la Samaritana c’è anche quello che vede nella venuta di Gesù l’abolizione dei confini etnici, territoriali e religiosi all’interno dell’umanità. È Gesù stesso che prende l’iniziativa di parlare a quella donna che, di rimando, si meraviglia che un giudeo parli con una donna e per di più samaritana. Lei era abituata, probabilmente, a ricevere solo insulti ed offese dagli uomini in genere, a causa della sua situazione morale ma soprattutto dai pii ebrei che vedevano in lei la somma di tutti i motivi per cui si possa disprezzare un essere umano: è donna, è moralmente irregolare, è straniera ed è eretica. Che un uomo appartenente a quel popolo le rivolga non solo la parola ma le faccia una richiesta di aiuto è già un fatto rivoluzionario in sé. Durante quel dialogo inatteso la donna capisce che può avere da lui un chiarimento sul perché la fede nello stesso Dio anziché creare unione crea divisione e sospetto reciproco. Il punto più controverso, che ha dato origine alla divisione e all’odio, è il luogo diverso in cui giudei e samaritani si rivolgono a Dio: qual è quello giusto? Se Gesù si fosse comportato da bacchettone, la donna non avrebbe mai potuto fare quella domanda. Ma la risposta è coerente proprio con l’atteggiamento inatteso di Gesù: i luoghi di culto, le strutture religiose portano divisione, odio e morte. Per superare tute queste cose è necessario abolirli e smascherarne l’insidia. Dio, in realtà, non si identifica con un luogo e neppure con una istituzione ma, come già dicevano i profeti, tutta la terra è sua ed è un luogo dove poterlo incontrare. Ma non lo si incontra attraverso segni materiali, bensì accogliendo il suo modo di essere (lo Spirito) e di agire (la verità). Perché Dio, il Padre di Gesù, non sa che farsene di riti sterili e vuoti ma desidera che noi compiamo la sua volontà; che significa servirlo e onorarlo nella sua immagine vivente che è l’uomo, come ha fatto Gesù, che ha messo il suo corpo, la sua vita a disposizione degli altri, soprattutto dei più deboli, e come ha chiesto di fare a noi suoi discepoli ricordandoci che non chi dice “Signore, Signore” entrerà nel Regno dei cieli ma chi fa la sua volontà, impegnandosi per il bene di ogni uomo, anche quando non è del proprio gruppo, della propria nazione o della propria religione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo