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Dal 4 al 6 aprile 2024

71^ Assemblea Generale USMI

Circa 300 Superiore Generali e Superiore Provinciali di diverse Congregazioni religiose, sono radunate a Roma per l’annuale Assemblea formativa e informativa; per riflettere e confrontarsi su come rendere sempre più significativa la presenza della vita consacrata all’interno della Chiesa e della società. Varie le “voci” che commenteranno il tema dell’Assemblea: - Rosanna Virgili, biblista e docente, proporrà la Lectio su un passo biblico. - Monsignor Paolo Martinelli, vescovo e Vicario apostolico per l’Arabia meridionale (in collegamento da Dubai) offrirà la sua riflessione teologica sulla speranza. - Margaret Karram, teologa palestinese, presidente del Movimento dei Focolari e membro del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, offrirà la sua testimonianza, la sua esperienza di vita e di servizio ecclesiale. - Non mancherà la presenza del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, attraverso il saluto di sr Simona Brambilla, delle suore Missionarie della Consolata. Il programma prevede: relazioni e conversazioni ai tavoli; momenti di preghiera e di riflessione; focus su processi in atto e spazi di condivisione tra le partecipanti. Chi volesse seguire l’evento può cliccare sui seguenti link: https://www.usminazionale.net/assemblee/71-assemblea-generale https://www.facebook.com/usminaz/?locale=it_IT

Semi di Parola

V Domenica di Pasqua – Anno A - Chi crede in me compirà le opere che io compio (Gv 14,1-12).
In un tempo in cui si compiono scelleratezze, guerre e stragi a suon di citazioni bibliche (sono tramontati ormai quei tempi in cui si poteva dare la colpa a chi citava il Corano!), è necessario fare un po’ di chiarezza su cosa significhi crede in Gesù e agire di conseguenza. Quali sono le opere che Gesù ha compiuto? Leggendo i vangeli vediamo che Gesù ha agito solo per dare vita e speranza, per risollevare chi era disperato e afflitto dal male, per promuovere la dignità di persone che la cultura del tempo teneva soggiogate, come, ad esempio, le donne. Gesù non ha mai compiuto atti violenti o detto parole ingiuriose e offensive; ci sono solo due casi in cui sembra che Gesù sia venuto meno a questa prassi: nel cacciare i mercanti dal tempio perché usavano Dio per fare affari e nel rimproverare i capi e i dottori della legge che non vivevano ciò che annunciavano. Tuttavia, se guardiamo attentamente queste due situazioni, nella prima Gesù né uccide né causa danni alle persone; nella seconda fa un lamento (guai a voi!) su chi agisce male, seguendo la linea dei profeti che piangevano su chi commetteva il male perché avrebbe portato sé stesso alla rovina. Qualcuno ha citato anche un passo in cui Gesù dice che i discepoli devono prendere con sé una spada non per attaccare, ma solo come estremo strumento di difesa. Tutto il resto delle sue azioni e del suo insegnamento sono improntati alla non violenza e alla solidarietà con chi subisce violenza; come a dire che Gesù, se avesse voluto, avrebbe potuto usare anche le maniere forti (a Pilato dice che se il suo regno fosse di questo mondo sarebbe arrivato il suo esercito a difenderlo) ma ha deciso di non farlo perché altrimenti avrebbe innescato una spirale di violenza che avrebbe portato all’autodistruzione. Qualche decennio dopo la sua vita, invece, i suoi connazionali hanno preso la via della violenza che ha portato alla fine della città santa e del tempio. Credere in Gesù significa fare proprio il suo stile improntato alla non violenza, alla promozione della vita e all’impegno per la liberazione degli oppressi. Lui era solo nel vivere in questo modo perché persino i suoi discepoli lo hanno frainteso e abbandonato. Però ha avuto ragione nel dire che chi crede in Lui fa le stesse cose e, anzi, ne fa di più grandi perché la storia cristiana ha mostrato che quando tanti credenti in Gesù si mettono insieme per vivere come lui ha vissuto, davvero hanno cambiato, in meglio, la storia e l’umanità. È questo l’unico modo per dirsi suoi seguaci; chi usa invece il nome e le parole di Gesù per calpestare e violentare i propri simili non fa altro che metterlo di nuovo in croce.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo