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7-11 aprile 2025

CONSULTA DELLA PROVINCIA NSG

ITALIA - ALBANIA - RWANDA presso la Curia Generalizia - ROMA Questa mattina, martedì 8 aprile, dopo gli arrivi nella giornata di ieri 7 aprile, presso la Curia Generalizia è stata avviata la Consulta della Provincia Nostra Signora della Guardia. Circa 35 sono i membri presenti (le Superiore delle Comunità dell' Italia, le rappresentanti dei vari servizi presenti nelle comuità) e in collegamento le Siperiore e le consorelle del Rwanda. Nella mattinata, dopo il saluto della Superiora Generale - Madre Eli Milanez - e l' introduzione da parrte della Superiora Provinciale, Madre Teolinda Salemi, l' Assemblea ha vissuto il momento della Lectio Divina guidata da Suor Francesca Balocco della Congregazione delle suore di Santa Dorotea della Frassinetti con una riflessione sul brano di 1Cor 12,4-31 e Rm 12,1-21 seguito da un tempo di riflessione personale e concluso con una condivisione in assemblea. Il nostro grazie a sr Francesca per gli stimoli offerti in apertura di assemblea che sicuramente ci hanno aiutate a immergerci in un clima di consapevolezza del dono che ciascuna è per l'altra/o e dicui dobbiamo sempre rendere grazie al Signore per continuare a camminare insieme nella speranza.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo