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03 Agosto 2025

La Congregazione in festa per i 100 anni di Madre Gesuina Dolci

Cent’anni di Grazia e Fedeltà: la Comunità festeggia Madre M. Gesuina Dolci Domenica 3 agosto, nella quiete di una calda domenica, la Comunità di Roma e l' intera Congregazione ha celebrato con profonda commozione e gratitudine il centesimo compleanno di Madre M. Gesuina Dolci, figura luminosa che ha dedicato l’intera sua vita al Rogate con amore, discrezione e delicatezza. Attorno a lei si sono strette le consorelle della comunità, della Curia e della sede provinciale e i parenti, in un abbraccio di gioia e riconoscenza. L’Eucaristia, presieduta dal Superiore Generale dei Rogazionisti, Padre Bruno Rampazzo, è stata il cuore pulsante della celebrazione: un momento di lode per la fedeltà silenziosa e instancabile di Madre Gesuina, testimone viva della spiritualità e dei valori della Congregazione. All'inizio della celebrazione, Padre Latina ha dato lettura di un messaggio augurale inviato dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, rendendo omaggio all’esempio di dedizione e servizio che Madre Gesuina rappresenta per la città e oltre. A conclusione, un pranzo fraterno e una torta festosa hanno coronato la giornata, tra sorrisi, ricordi e l’affetto sincero di chi ha condiviso con lei cammini di fede e di vita. Quella di Madre M. Gesuina Dolci non è solo una storia centenaria: è una pagina viva del carisma che continua a germogliare nel quotidiano. Auguri, Madre, con il cuore di tutta la Congregazione.

Semi di Parola

XII domenica del Tempo ordinario – Anno A - Non abbiate paura (Mt 10,26-33).
Per ben tre volte Gesù esorta i discepoli a non avere paura delle situazioni negative e di coloro (gli uomini, gli altri) che possono reagire all’annuncio con il rifiuto o addirittura con la violenza. Esortare a non avere paura (oppure a non temere) è il modo abituale con cui Dio o un angelo si rivolgono ad alcune persone chiamate a svolgere una missione per conto di Dio, sia nell’Antico Testamento (i profeti, ad esempio) sia nel Nuovo (Maria, quando riceve l’annuncio della nascita di Gesù). Ma perché questa esortazione? Il motivo è semplice: in un mondo dove prevale la logica della violenza e dell’ingiustizia, chi parla o agisce a nome di Dio incontra la resistenza del male di cui sono imbevuti i pensieri umani. Maria, ad esempio, avrebbe potuto subire un’accusa di adulterio e quindi lo stigma sociale. I profeti rimproveravano i potenti che reagiscono con violenza. I discepoli di Gesù sono chiamati a proclamare il vangelo della misericordia di Dio verso i peccatori e in seguito verso i pagani, gente che non è del popolo eletto, rimettendo in questione due capisaldi: la necessità di ricorrere all’élite sacerdotale per ottenere il perdono di Dio con la dovuta elargizione di doni e offerte a Dio e ai suoi rappresentanti e la perdita di posizione come popolo eletto da parte dell’ebraismo e allo stesso tempo l’avversità suscitata nel mondo pagano per il rifiuto di adorare gli idoli. Il programma prospettato ai discepoli è tutt’altro che roseo se visto con la logica umana, ma a dire queste parole è il loro maestro che per primo sta percorrendo la via non facile dell’andare controcorrente. La credibilità dell’insegnamento sta nel fatto che Gesù apre, con le sue scelte concrete, la strada nuova annunciata dai profeti, attraverso cui Dio viene incontro agli uomini senza dover sottostare all’arbitrio dei gestori del sacro e dei difensori dell’elezione di un popolo a scapito di altri. La certezza dei discepoli è quella che Dio è dalla loro parte mentre chi si riempie la bocca del suo nome alzando steccati, sta smerciando un’immagine adulterata di Dio. La storia cristiana però dimostra che anche chi si appella a questi primi discepoli perseguitati e uccisi per accampare pretese di un’autorità divina ha spesso perseguitato e oppresso anziché liberare un’umanità, che si è vista privata dell’autenticità di un incontro con un Dio che ama e perdona; ciò significa che è necessario sempre vigilare su cosa debba essere l’annuncio del vangelo e vincere la paura, che ritorna sempre, di perdere la propria posizione di forza o di sicurezza dovuta al compromesso con la logica del mondo.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo