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07 Agpsto 2025 Marino Laziale

75 anni di gratitudine: la comunità della Provincia Nostra Signora della Guardia festeggia Madre Teolinda Salemi.

Giovedì 7 agosto 2025, presso la sede della Provincia a Marino Laziale, la comunità si è riunita per celebrare il 75° compleanno della Superiora Provinciale, Madre Teolinda Salemi. Attorno a lei le consorelle delle comunità di Roma e alcuni laici, in un clima di affetto, riconoscenza e familiare fraternità. Alle ore 18.00, la comunità ha elevato la preghiera del Vespro in ringraziamento a Dio per il dono della vita e per il servizio fedele di Madre Teolinda. Un momento semplice e intenso, vissuto nella lode e nell’intercessione condivisa, che ha dato il ritmo spirituale alla serata. Accogliendo l’invito rivolto a tutta la Chiesa da Mons. Zuppi, la Superiora Provinciale ha invitato tutti a recitare una posta del Rosario all’esterno, davanti all’immagine della Madonna, per chiedere il dono della pace nel mondo. Le Ave Maria, proclamate in diverse lingue, hanno espresso l’accorato desiderio di concordia e riconciliazione tra i popoli. La festa è proseguita con una cena-buffet e la tradizionale torta di compleanno, nella splendida cornice del giardino di Marino. Tra sorrisi, ricordi e auguri, la comunità ha rinnovato la propria vicinanza a Madre Teolinda, affidando al Signore i suoi passi futuri e la missione affidata alla Provincia.

Semi di Parola

III Domenica di Quaresima – Anno A - Adoreranno il Padre in spirito e verità (Gv 4,5-15.19-26.39-42).
Tra i tanti messaggi del racconto dell’incontro tra Gesù e la Samaritana c’è anche quello che vede nella venuta di Gesù l’abolizione dei confini etnici, territoriali e religiosi all’interno dell’umanità. È Gesù stesso che prende l’iniziativa di parlare a quella donna che, di rimando, si meraviglia che un giudeo parli con una donna e per di più samaritana. Lei era abituata, probabilmente, a ricevere solo insulti ed offese dagli uomini in genere, a causa della sua situazione morale ma soprattutto dai pii ebrei che vedevano in lei la somma di tutti i motivi per cui si possa disprezzare un essere umano: è donna, è moralmente irregolare, è straniera ed è eretica. Che un uomo appartenente a quel popolo le rivolga non solo la parola ma le faccia una richiesta di aiuto è già un fatto rivoluzionario in sé. Durante quel dialogo inatteso la donna capisce che può avere da lui un chiarimento sul perché la fede nello stesso Dio anziché creare unione crea divisione e sospetto reciproco. Il punto più controverso, che ha dato origine alla divisione e all’odio, è il luogo diverso in cui giudei e samaritani si rivolgono a Dio: qual è quello giusto? Se Gesù si fosse comportato da bacchettone, la donna non avrebbe mai potuto fare quella domanda. Ma la risposta è coerente proprio con l’atteggiamento inatteso di Gesù: i luoghi di culto, le strutture religiose portano divisione, odio e morte. Per superare tute queste cose è necessario abolirli e smascherarne l’insidia. Dio, in realtà, non si identifica con un luogo e neppure con una istituzione ma, come già dicevano i profeti, tutta la terra è sua ed è un luogo dove poterlo incontrare. Ma non lo si incontra attraverso segni materiali, bensì accogliendo il suo modo di essere (lo Spirito) e di agire (la verità). Perché Dio, il Padre di Gesù, non sa che farsene di riti sterili e vuoti ma desidera che noi compiamo la sua volontà; che significa servirlo e onorarlo nella sua immagine vivente che è l’uomo, come ha fatto Gesù, che ha messo il suo corpo, la sua vita a disposizione degli altri, soprattutto dei più deboli, e come ha chiesto di fare a noi suoi discepoli ricordandoci che non chi dice “Signore, Signore” entrerà nel Regno dei cieli ma chi fa la sua volontà, impegnandosi per il bene di ogni uomo, anche quando non è del proprio gruppo, della propria nazione o della propria religione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo