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07 Agpsto 2025 Marino Laziale

75 anni di gratitudine: la comunità della Provincia Nostra Signora della Guardia festeggia Madre Teolinda Salemi.

Giovedì 7 agosto 2025, presso la sede della Provincia a Marino Laziale, la comunità si è riunita per celebrare il 75° compleanno della Superiora Provinciale, Madre Teolinda Salemi. Attorno a lei le consorelle delle comunità di Roma e alcuni laici, in un clima di affetto, riconoscenza e familiare fraternità. Alle ore 18.00, la comunità ha elevato la preghiera del Vespro in ringraziamento a Dio per il dono della vita e per il servizio fedele di Madre Teolinda. Un momento semplice e intenso, vissuto nella lode e nell’intercessione condivisa, che ha dato il ritmo spirituale alla serata. Accogliendo l’invito rivolto a tutta la Chiesa da Mons. Zuppi, la Superiora Provinciale ha invitato tutti a recitare una posta del Rosario all’esterno, davanti all’immagine della Madonna, per chiedere il dono della pace nel mondo. Le Ave Maria, proclamate in diverse lingue, hanno espresso l’accorato desiderio di concordia e riconciliazione tra i popoli. La festa è proseguita con una cena-buffet e la tradizionale torta di compleanno, nella splendida cornice del giardino di Marino. Tra sorrisi, ricordi e auguri, la comunità ha rinnovato la propria vicinanza a Madre Teolinda, affidando al Signore i suoi passi futuri e la missione affidata alla Provincia.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo