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8 Settembre

Natività della Vergine Maria: una Festa di grazia e di luce

L’8 settembre, solennità della Natività della Vergine Maria, è una data che risplende di luce e significato per l’Istituto Figlie del Divino Zelo. È in questo giorno che, secondo la tradizione, Padre Annibale Maria Di Francia ricevette la grazia di una visione celeste: vide Maria Bambina, poco prima di lasciare questa terra, come segno di consolazione e conferma della sua opera. Questa festa, così cara al cuore del Fondatore, è anche occasione privilegiata per celebrare le Professioni Religiose, momento in cui il “sì” delle novizie si unisce al fiat di Maria, nella gioia della consacrazione. Quest’anno, la famiglia religiosa si è arricchita di quattro nuove Figlie del Divino Zelo provenienti dal Rwanda, che hanno emesso la loro Prima Professione Religiosa. Con emozione e gratitudine, hanno pronunciato il loro impegno davanti al Signore, alla comunità e alla Chiesa, diventando segno vivo del Rogate che continua a fiorire. Auguri di cuore alle nuove consorelle: che la loro vita consacrata sia sempre illuminata dalla dolce presenza di Maria Bambina e sostenuta dal carisma ardente del nostro Fondatore. Che possano essere, come lui desiderava, “anime ripiene di zelo divino per la salvezza delle anime e per la gloria di Dio”.

Semi di Parola

III Domenica di Quaresima – Anno A - Adoreranno il Padre in spirito e verità (Gv 4,5-15.19-26.39-42).
Tra i tanti messaggi del racconto dell’incontro tra Gesù e la Samaritana c’è anche quello che vede nella venuta di Gesù l’abolizione dei confini etnici, territoriali e religiosi all’interno dell’umanità. È Gesù stesso che prende l’iniziativa di parlare a quella donna che, di rimando, si meraviglia che un giudeo parli con una donna e per di più samaritana. Lei era abituata, probabilmente, a ricevere solo insulti ed offese dagli uomini in genere, a causa della sua situazione morale ma soprattutto dai pii ebrei che vedevano in lei la somma di tutti i motivi per cui si possa disprezzare un essere umano: è donna, è moralmente irregolare, è straniera ed è eretica. Che un uomo appartenente a quel popolo le rivolga non solo la parola ma le faccia una richiesta di aiuto è già un fatto rivoluzionario in sé. Durante quel dialogo inatteso la donna capisce che può avere da lui un chiarimento sul perché la fede nello stesso Dio anziché creare unione crea divisione e sospetto reciproco. Il punto più controverso, che ha dato origine alla divisione e all’odio, è il luogo diverso in cui giudei e samaritani si rivolgono a Dio: qual è quello giusto? Se Gesù si fosse comportato da bacchettone, la donna non avrebbe mai potuto fare quella domanda. Ma la risposta è coerente proprio con l’atteggiamento inatteso di Gesù: i luoghi di culto, le strutture religiose portano divisione, odio e morte. Per superare tute queste cose è necessario abolirli e smascherarne l’insidia. Dio, in realtà, non si identifica con un luogo e neppure con una istituzione ma, come già dicevano i profeti, tutta la terra è sua ed è un luogo dove poterlo incontrare. Ma non lo si incontra attraverso segni materiali, bensì accogliendo il suo modo di essere (lo Spirito) e di agire (la verità). Perché Dio, il Padre di Gesù, non sa che farsene di riti sterili e vuoti ma desidera che noi compiamo la sua volontà; che significa servirlo e onorarlo nella sua immagine vivente che è l’uomo, come ha fatto Gesù, che ha messo il suo corpo, la sua vita a disposizione degli altri, soprattutto dei più deboli, e come ha chiesto di fare a noi suoi discepoli ricordandoci che non chi dice “Signore, Signore” entrerà nel Regno dei cieli ma chi fa la sua volontà, impegnandosi per il bene di ogni uomo, anche quando non è del proprio gruppo, della propria nazione o della propria religione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo