Ultime Notizie

Visita canonica alle comunità di Trani e Altamura

giorni di ascolto e fraternità

Dal 26 ottobre al 7 novembre, le comunità di Villa Santa Maria a Trani e di Altamura hanno vissuto con gioia e intensità la visita canonica della Superiora Provinciale Madre Teolinda Salemi, accompagnata dalla Segretaria Sr Giuseppina Musumarra. La visita ha rappresentato un tempo prezioso di ascolto, condivisione e discernimento, durante il quale Madre Teolinda ha incontrato le consorelle, i collaboratori laici impegnati a vario titolo nelle attività delle comunità, i volontari della PADiF e le diverse realtà di servizio che che quotidianamente si svolgono nelle comunità. In un clima di fraternità e semplicità, ogni incontro è stato occasione per rileggere insieme il cammino vissuto, valorizzare le esperienze, accogliere le sfide e rinnovare lo slancio vocazionale e apostolico. Le giornate sono state scandite da momenti di preghiera, dialogo e confronto, in uno spirito di comunione e corresponsabilità. Le comunità hanno espresso gratitudine per la vicinanza e la cura ricevuta, riconoscendo nella visita un segno concreto di unità e di accompagnamento nella vita religiosa e nel servizio al territorio. Ringraziamo Madre Teolinda e Sr Giuseppina per la loro presenza attenta e generosa, che ha lasciato un segno di speranza e rinnovata fiducia nel cammino condiviso.

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo