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Casa della Giovane – 11 dicembre 2025

Insieme nell’attesa del Natale

La sera dell’11 dicembre, la ragazza della Casa della Giovane, insieme alla comunità educativa e alle suore, ha vissuto un momento speciale per riscoprire la bellezza e la gioia dell’attesa del Signore Gesù, che viene nei nostri cuori e si fa presenza in mezzo a noi. Abbiamo voluto fermarci insieme, con la presenza di Maria – la prima che ha accolto l’Annuncio e ha detto il suo “sì” con amore e fiducia – per contemplare l’Atteso, il piccolo Gesù, salvezza per tutti. La serata è stata arricchita da uno scambio di auguri, dalla decorazione di un albero di Natale con palline e parole di speranza, da canti e dal gesto simbolico di accendere le candele della Gioia, della Pace, dell’Amore e della Luce. Ognuna ha portato con sé una piccola fiammella nel cuore, segno di un cammino condiviso come parte di una grande famiglia che attende e si lascia sorprendere dalla vera bellezza del Natale: la tenera presenza di Gesù. Che la luce del Bambino Gesù, atteso e accolto con cuore semplice, illumini i nostri passi e renda le nostre comunità sempre più segni di gioia, pace e amore. Con Maria, la Madre dell’Attesa, continuiamo il cammino verso il Natale, certi che la Sua presenza tenera e umile è la vera bellezza che salva e rinnova il mondo.

Semi di Parola

V Domenica di Quaresima – Anno A - Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto (Gv 11,3-7.17.20-27.33-45).
Il racconto della risurrezione di Lazzaro ha principalmente un significato simbolico nel vangelo di Giovanni, in quanto anticipa l’evento della risurrezione di Gesù che ha vinto la morte. Il senso del racconto però va oltre in quanto mette in scena simbolicamente tutte quelle situazioni in cui si deve passare dalla morte alla vita: i fallimenti, le persecuzioni, le malattie, i traumi, la perdita di persone amate. Ogni esperienza, insomma, che ci fa morire dentro e ci fa sentire bloccati e legati come Lazzaro dalle sue bende. L’insistenza sul fatto che il cadavere è già in decomposizione rimanda a situazioni che immobilizzano nel tempo, non a dispiaceri passeggeri. Marta nel velato rimprovero a Gesù dice una verità importante: se tu ci fossi stato mio fratello non sarebbe morto. Dove Gesù è veramente presente con il suo amore si sperimenta la libertà, si capisce che si può vivere non ripiegati sulle proprie paure ma rivolti agli altri non per essere gratificati perché già forti dell’esperienza dell’amore ricevuto da Dio. È questo che rende realmente credenti, non l’adesione a dogmi e costruzioni teologiche ma sentire nel profondo del proprio animo che vale la pena vivere come Lui è vissuto. Sentendoci liberati dalle nostre catene mentali comprendiamo che la nostra missione di vita è fare lo stesso con chi è bloccato dalle bende del proprio dolore e dei propri fallimenti, sentendo come vere le parole ricordate da Paolo: c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Sono queste, quindi, le morti che possiamo imparare a sconfiggere, credendo che l’ultimo nemico sarà vinto solo dall’amore di Dio perchè la sua sconfitta non dipende dai nostri sforzi e dall’illusione di conquistare l’immortalità con la tecnica.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo