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31 GENNAIO 2026

PER LA FAMIGLIA ROGAZIONISTA SI CELEBRA LA SOLENNITA’ DEL NOME SANTISSIMO DI GESU’

Il santo Fondatore Annibale Maria Di Francia ha dato sempre grande rilievo alla celebrazione del Nome Santissimo di Gesù, stabilendo che tale importanza non deve mai diminuire nella vita delle Congregazioni religiose da Lui fondate. Su questa grande tradizione si radica la Grande Supplica presentata a Dio Padre nel Nome di Gesù sacramentato fin dal 1888. Ricordava Sant’Annibale Maria ai suoi religiosi: qualunque cosa chiederete al Padre nel Nome di Gesù, Egli ve la concederà. Ogni comunità religiosa, in questo giorno così significativo per la Congregazione dei Padri Rogazionisti e delle Suore Figlie del Divino Zelo, si è ritrovata in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento, in atteggiamento di ringraziamento per i doni e benefici ricevuti nello scorso anno e in atteggiamento di supplica per intercedere le benedizioni del Signore sulle comunità e sulla famiglia rogazionista per il nuovo anno.

Semi di Parola

Ascensione – Anno A Io sono con voi tutti i giorni (Mt 28,16-20).
Le parole conclusive del vangelo di Matteo descrivono un altro aspetto della vita da risorto di Gesù: se da un lato è, come dice la Scrittura, alla destra di Dio Padre, partecipando della stessa autorità divina, dall’altro non abbandona mai l’umanità; divenuto uno di noi, infatti, rimane per sempre solidarizzando con le nostre sofferenze ma anche con le nostre speranze per un mondo migliore e lotta accanto ai discepoli che si impegnano per rendere il mondo più giusto. Tante volte uomini che hanno seminato odio, violenza e distruzione hanno affermato che Dio era con loro (e molti lo continuano a fare, se vediamo governanti che giustificano bombardamenti invocando il Dio cristiano) o che Dio lo voleva (un cosiddetto ministro della guerra ha tatuato sulla sua pelle questo grido di battaglia dei crociati medievali) ma la promessa di Gesù non è di questo tipo; nello stesso vangelo, infatti, lui ha detto che quando due o più sono riuniti nel suo nome lui è in mezzo a loro: è vivendo in comunione che si può sperimentare la presenza di Gesù ed è questo lo scopo per cui Gesù invia i discepoli. Lui infatti chiede di insegnare a tutti i popoli (non a un solo popolo eletto, né a un gruppo di persone privilegiate) ad osservare ciò che lui ha comandato: basta gettare uno sguardo sommario al vangelo per trovare, tra le cose che Gesù ha detto, la beatitudine proclamata per i costruttori di pace e per chi è perseguitato e lotta per la giustizia; come anche l’invito a porgere l’altra guancia, a perdonare i nemici e a pregare per chi ci fa del male. Gesù ha promesso di rimanere in mezzo a noi e di portarci con sé nel cuore di Dio (il comando di battezzare significa questo: immergere nel mistero d’amore del Dio trinitario) ma ad una sola condizione: che siamo riuniti nel suo nome che è quello di principe della pace e di colui che non è venuto per dominare e opprimere ma per servire e liberare.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo