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31 GENNAIO 2026

PER LA FAMIGLIA ROGAZIONISTA SI CELEBRA LA SOLENNITA’ DEL NOME SANTISSIMO DI GESU’

Il santo Fondatore Annibale Maria Di Francia ha dato sempre grande rilievo alla celebrazione del Nome Santissimo di Gesù, stabilendo che tale importanza non deve mai diminuire nella vita delle Congregazioni religiose da Lui fondate. Su questa grande tradizione si radica la Grande Supplica presentata a Dio Padre nel Nome di Gesù sacramentato fin dal 1888. Ricordava Sant’Annibale Maria ai suoi religiosi: qualunque cosa chiederete al Padre nel Nome di Gesù, Egli ve la concederà. Ogni comunità religiosa, in questo giorno così significativo per la Congregazione dei Padri Rogazionisti e delle Suore Figlie del Divino Zelo, si è ritrovata in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento, in atteggiamento di ringraziamento per i doni e benefici ricevuti nello scorso anno e in atteggiamento di supplica per intercedere le benedizioni del Signore sulle comunità e sulla famiglia rogazionista per il nuovo anno.

Semi di Parola

V Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13-16).
Gesù usa due immagini per definire i discepoli che sembrano molto pretenziose se intese come una definizione assoluta, cioè se dovessero significare che solo i discepoli sono sale e luce e non altri. Più che una descrizione della realtà esse sono un monito per chi dice di seguire Gesù: dovete essere sale e luce; chi incrocia un seguace di Gesù, infatti, dovrebbe percepirlo allo stesso modo in cui si sente il sale in un cibo, che altrimenti risulta insipido, e allo stesso modo in cui si percepisce la luce che, dove non trova impedimento, esprime pienamente la sua funzione Visto in questa prospettiva, il messaggio di Gesù è chiaro: il cristiano non può essere insipido né accomodante; ogni forma di compromesso rende la testimonianza del vangelo inefficace e inutile. Conoscere il vangelo e non testimoniarlo è come mettere una luce sotto un coperchio opaco che impedisce di farla vedere. Tuttavia, è importante capire il come il vangelo va testimoniato; innanzitutto non può essere preteso dagli altri ma deve essere vissuto in prima persona: il sale resta sale, non trasforma la chimica dei cibi ma aggiunge sapore. Ciò significa che il vangelo per essere testimoniato va vissuto più che predicato: chi renderà gloria a Dio non lo farà per le belle parole dette o per i valori etici sbandierati (basti ricordare qualche manifestazione in difesa della famiglia fatta qualche anno fa da politici che vivevano in assoluto contrasto con ciò che definivano valore da difendere) ma perché sarà affascinato (nella lingua originale l’aggettivo che definisce le opere è “belle”, non “buone”) da una vita evangelica vissuta in autenticità e senza ostentazione, perché la luce, se non trova ostacolo, splende da sé, non deve sforzarsi per farlo.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo