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06/06/2026

Cronaca del Terzo Giorno di Capitolo

Il terzo giorno di Capitolo si è aperto con un momento di particolare intensità spirituale. Durante le Lodi mattutine, l’assemblea ha celebrato la memoria di Maria, Madre e Regina del Rogate, una ricorrenza profondamente legata al carisma e alla storia della Famiglia del Rogate. Nel corso dell’inno, è stata intronizzata l’icona “Maria Rogationis Regina et Mater – Jesus Divinus Rogationista”, dono prezioso della consorella sr M. Antonia Sgrò, che l’ha scritta secondo i canoni dell’iconografia. L’icona presenta Maria come Colei che «custodiva tutte le parole del Figlio nel suo cuore» e che accoglie il mandato del Rogate, mentre Gesù «scrive la parola “Rogate” nel cuore di Maria» con la forza dello Spirito. La sua presenza in Cappella ha offerto alle capitolari un segno visibile del legame profondo tra la Vergine e il carisma affidato a Sant’Annibale. Terminate le Lodi, e dopo la colazione, alle 9.00 l’assemblea si è riunita in aula per proseguire i lavori. Dopo la preghiera iniziale, si è svolto l’appello e la lettura del Verbale della giornata precedente, approvato poi dall’assemblea. Si è quindi ripresa la lettura della Relazione, avviata ieri, per continuare il discernimento comunitario alla luce dello Spirito e del cammino condiviso. L’atmosfera è stata attenta, partecipata, segnata dal desiderio comune di leggere insieme la realtà della Congregazione e di orientare i passi futuri con responsabilità e speranza. La mattinata è così proseguita in un clima di ascolto, confronto e comunione, avendo sempre presente l’icona (rimasta in Cappella) che, con il gesto della mano di Maria che indica il Figlio, ricorda a tutte la sorgente e la meta del carisma: rivolgersi al Padrone della messe perché mandi santi operai alla sua Chiesa.

Semi di Parola

SS. Trinità – Anno A - Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio (Gv 3,16-18).
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». In questa piccola frase iniziale del vangelo è contenuto tutto ciò che la fede cristiana insegna: la comunione trinitaria di Dio e il mistero dell’incarnazione. Il Dio di cui Gesù parla è Colui che spesso è chiamato Padre da Gesù stesso e l’amore con cui ama il Figlio non è altro che lo Spirito che unisce entrambi. Da questo mistero d’amore nasce la decisione di coinvolgersi con la storia umana attraverso l’incarnazione del Figlio, il cui scopo è quello di dare a noi la possibilità di vivere della stessa vita di Dio che Gesù chiama vita eterna. Ma la vita di Dio non è altro che l’amore stesso di Dio che arriva a noi, come dice san Paolo, per il fatto che è stato riversato nei nostri cuori con il dono dello Spirito, come ci è stato ricordato a Pentecoste. Se la vita di Dio donata a noi attraverso lo Spirito e pienamente incarnata dall’esistenza terrena di Gesù è l’amore, non può non essere che questa la corrispondenza al dono da parte nostra. Non c’è nulla di più lontano da Dio dell’uso che si fa del suo nome e delle sue parole contenute nella bibbia per seminare odio e fomentare violenza sia da parte di Stati e governi che si richiamano esplicitamente a quella Parola, dissacrandola, sia da parte di singoli cristiani e da parte di chiese che usano quella Parola come arma di distruzione della dignità di qualsiasi essere umano che non si allinei con le loro pretese moralistiche. La condanna di cui parla Gesù non è per chi è fuori dal gregge ma per chi, pur stando dentro il gregge, ha messo da parte l’unico motivo per cui si deve annunciare il vangelo: il comandamento dell’amore, che è il vero nome del Figlio di Dio unito al Padre da quell’amore personificato che è lo Spirito. Michele Tartaglia

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo