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06/06/2026

Cronaca del Terzo Giorno di Capitolo (sessione pomeridiana)

Nel pomeriggio l’assemblea si è nuovamente riunita per proseguire i lavori. La sessione è iniziata con la lettura della relazione economica, che ha offerto una visione chiara e completa della situazione dell’intera Provincia. L’esposizione, attenta e trasparente, ha permesso alle capitolari di cogliere sia le risorse disponibili sia le sfide che attendono la Congregazione nei prossimi anni. Al termine della presentazione, l’assemblea ha proceduto all’approvazione per alzata di mano, esprimendo così un consenso condiviso e responsabile. Successivamente è stato presentato lo strumento di lavoro, che guiderà il discernimento nelle diverse aree tematiche. La Moderatrice ha invitato ciascuna sorella a dedicare del tempo al lavoro personale sulla prima area, così da poter iniziare già domani con i lavori di gruppo e rientrare pienamente nel ritmo previsto dall’agenda capitolare. La giornata ha poi ritrovato il suo respiro spirituale con la preghiera del Vespro, unita alla novena del Sacro Cuore, affidando al Signore quanto emerso e chiedendo luce per i passi successivi. In un clima di fraternità semplice e grata, la giornata si è conclusa con un momento di gioia condivisa: un gelato offerto, dopo cena, dalla comunità di Altamura, gesto fraterno che ha portato sollievo e sorriso dopo un’intensa giornata di ascolto, confronto e lavoro.

Semi di Parola

Festa di Tutti i Santi - Beati i misericordiosi (Mt 5,1-12).
Il vangelo delle Beatitudini che si proclama nella Festa di Tutti i Santi, viene indicato come un programma di vita per incamminarsi sulla via della santità, che è indicata anzitutto per i battezzati ma che, come si dice nel linguaggio dei documenti della chiesa da Papa Giovanni in poi, è altrettanto percorsa da tutti gli uomini (e le donne) di buona volontà. Se guardiamo al loro contenuto, infatti, non c’è nessun riferimento ad atteggiamenti ed etichette religiose, ma sono altrettante caratteristiche che possono ritrovarsi in ogni essere umano che cammina sulla via della giustizia. Al centro di esse è posta quella caratteristica che ci rende simili a Dio: la misericordia, che è il suo primo attributo nella tradizione spirituale ebraica, cristiana e musulmana. La Genesi presenta la tentazione fatta dal serpente ad Eva come la possibilità di diventare dio mangiando il frutto proibito. Ma i progenitori dell’umanità lo intendevano come un’acquisizione di potere e forza per schiacciare i propri simili, mentre Dio stesso ci ha donato la possibilità di essere simili a lui conformandoci a Gesù, colui che ha incarnato le beatitudini, e con l’atteggiamento più proprio di Dio che è appunto la misericordia: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il padre vostro celeste”, dice Gesù in un altro passo. Mi piace citare, a questo proposito, un passo significativo de “Il mercante di Venezia” di Shakespeare: “Per sua natura la misericordia non è un obbligo, cade dal cielo sulla terra in basso come la pioggia gentile. È due volte benedetta: benedice colui che la esercita e colui che la riceve; essa ha il suo trono nei cuori dei Re. La misericordia è un attributo dello stesso Dio. Il potere terreno appare più simile a quello di Dio quando la misericordia tempera la giustizia. Noi chiediamo misericordia (a Dio) e quella stessa preghiera insegna a noi tutti a compiere atti di clemenza”. Questo hanno fatto i santi, battezzati o meno, ed è questo che dobbiamo augurare a tutti noi in questo buio tempo in cui, ancora una volta, chi si crede un dio esercita violenza invece che misericordia, nella vita di tutti giorni e nel governo dei popoli.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo