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06/06/2026

Cronaca del Terzo Giorno di Capitolo (sessione pomeridiana)

Nel pomeriggio l’assemblea si è nuovamente riunita per proseguire i lavori. La sessione è iniziata con la lettura della relazione economica, che ha offerto una visione chiara e completa della situazione dell’intera Provincia. L’esposizione, attenta e trasparente, ha permesso alle capitolari di cogliere sia le risorse disponibili sia le sfide che attendono la Congregazione nei prossimi anni. Al termine della presentazione, l’assemblea ha proceduto all’approvazione per alzata di mano, esprimendo così un consenso condiviso e responsabile. Successivamente è stato presentato lo strumento di lavoro, che guiderà il discernimento nelle diverse aree tematiche. La Moderatrice ha invitato ciascuna sorella a dedicare del tempo al lavoro personale sulla prima area, così da poter iniziare già domani con i lavori di gruppo e rientrare pienamente nel ritmo previsto dall’agenda capitolare. La giornata ha poi ritrovato il suo respiro spirituale con la preghiera del Vespro, unita alla novena del Sacro Cuore, affidando al Signore quanto emerso e chiedendo luce per i passi successivi. In un clima di fraternità semplice e grata, la giornata si è conclusa con un momento di gioia condivisa: un gelato offerto, dopo cena, dalla comunità di Altamura, gesto fraterno che ha portato sollievo e sorriso dopo un’intensa giornata di ascolto, confronto e lavoro.

Semi di Parola

XXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Sia per te come un pagano e un pubblicano (Mt 18,15-20).
In questo vangelo vengono delineate da Gesù alcune regole di comportamento all’interno della comunità che non è fatta di persone perfette ma che possono sbagliare e di fatto sbagliano. Il caso specifico è quello di un torto ricevuto al quale non si reagisce con la vendetta ma con il dialogo. La strada suggerita da Gesù è fatta di passi progressivi: prima si chiede ragione a chi ha sbagliato poi si convolge qualche mediatore, infine si coinvolge la comunità che, nell’idea di Gesù, è fatta di persone che si conoscono tra loro. Se pensiamo a quanto accade oggi, spinti dal clima di odio e rivalsa che emerge soprattutto nei social, anche nel mondo dei credenti dove si sta diffondendo la pratica di attaccare, processare, condannare e offendere chi si ritiene che sbagli all’interno della chiesa, possiamo capire quanto siamo distanti dall’intenzione di Gesù: lui voleva innanzitutto il bene del fratello/sorella, per cui il confronto personale deve sempre avere come scopo il suo recupero, non la soddisfazione di vederlo ingiuriato. Ma soprattutto è importante la discrezione, che è esattamente il contrario del gettare in pasto ad un pubblico che, bene che vada, è fatto di tifosi dell’una o dell’altra posizione che non conoscono personalmente chi è oggetto di “giudizio”. Il più delle volte però il clima conduce ad aggiungersi alla condanna dell’uno o dell’altro, stravolgendo ancora una volta questo vangelo, così come in passato è stato usato per scomunicare fino addirittura a condannare a morte o al carcere e alla tortura. Oggi non ci sono più nella chiesa le torture o il carcere o la morte fisica, ma che cos’altro sono le denigrazioni che portano all’esclusione sociale fino alla morte sociale se non addirittura all’istigazione al suicidio o all’incentivo alla violenza? Gesù alla fine dice che se l’altro che sbaglia non capisce devi trattarlo come un pagano e un pubblicano che significa, in altre parole, ricominciare daccapo. Chi sono i pagani e i pubblicani? Coloro che non hanno ancora ricevuto l’annuncio del vangelo e che devono essere oggetto privilegiato della cura da parte di chi si dice discepolo di Gesù. Avere la garanzia di essere dalla parte di Gesù non significa essere un club di perfetti che emette sentenze sugli altri, ma una comunità che si fonda sulla volontà di creare, in un mondo rovinato dall’egoismo e dalla violenza, una casa capace di accogliere per ridare speranza.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo