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08/06/2026

Cronaca del Quinto Giorno di Capitolo

Giornata di festa e di discernimento Il quinto giorno del Capitolo si è aperto con un clima di gioia particolare: oggi celebriamo il compleanno della Superiora Generale, Madre M. Eli Milanez. L’assemblea ha voluto esprimere la propria gratitudine offrendo la Santa Messa secondo le sue intenzioni, affidando al Signore il suo servizio e la sua vita donata alla Congregazione. A colazione, la festa è continuata con cornetti e maritozzi offerti da sr Regina della comunità di Padova. Con noi erano presenti anche don Claudio Cianfaglioni (il celebrante di questi giorni) e i laici, che hanno condiviso questo momento semplice e familiare, segno di una comunione che cresce e si approfondisce. Durante i lavori del mattino, l’assemblea ha vissuto un momento particolarmente significativo: è stata donata alla Madre l’icona di Maria Madre e Regina delle Vocazioni, segno di affetto, riconoscenza e comunione nel carisma. Madre Eli, a sua volta, ha voluto ricambiare il gesto donando a ciascuna sorella un’immagine della Vergine con il Bambino, come memoria della giornata e come invito a custodire nel cuore la tenerezza e la forza della vocazione. Alle 9.00, capitolari e laici si sono ritrovati in sala per la condivisione dei passi concreti elaborati nei gruppi nella giornata di ieri. La presenza dei laici è stata percepita da tutti come un momento “storico”: un segno eloquente del desiderio comune di rinnovamento e di un cammino realmente condiviso nel carisma del Rogate. Dopo un ampio spazio dedicato al confronto, alle osservazioni e alle eventuali modifiche, l’assemblea è passata alla votazione delle delibere relative alla seconda area. Prima del pranzo, un momento atteso e significativo: la foto di gruppo, per custodire nella memoria i volti, le emozioni e la bellezza di questo incontro fraterno. Durante il pranzo, la festa è continuata con torta e spumante offerti dalla Provincia, in un clima di gratitudine e di gioia condivisa. Al termine, abbiamo salutato i nostri collaboratori laici, che sono rientrati nelle loro sedi dopo aver vissuto con noi un tratto importante del cammino capitolare. Nel pomeriggio, alle 15.30, i lavori sono ripresi con la condivisione nei gruppi sulla 3ª area, dedicata alla Missione che ci caratterizza come Figlie del Divino Zelo. Alle 17.00, l’assemblea si è riunita nuovamente in aula per la proiezione dei risultati dei gruppi e un ampio confronto sulla priorità dell’animazione vocazionale, tema che ha suscitato un dialogo vivo e appassionato. La formulazione delle delibere relative a questa area è rimandata a domani, quando l’assemblea procederà anche alla loro votazione. Alle 19.00, la giornata si è raccolta nella preghiera del Vespro e nell’adorazione della novena del Sacro Cuore. Con la cena, vissuta in un clima sereno e fraterno, si è conclusa un’altra giornata intensa, impegnativa e allo stesso tempo ricca di grazia, di ascolto reciproco e di visione condivisa per un futuro rinnovato.

Semi di Parola

XXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Sia per te come un pagano e un pubblicano (Mt 18,15-20).
In questo vangelo vengono delineate da Gesù alcune regole di comportamento all’interno della comunità che non è fatta di persone perfette ma che possono sbagliare e di fatto sbagliano. Il caso specifico è quello di un torto ricevuto al quale non si reagisce con la vendetta ma con il dialogo. La strada suggerita da Gesù è fatta di passi progressivi: prima si chiede ragione a chi ha sbagliato poi si convolge qualche mediatore, infine si coinvolge la comunità che, nell’idea di Gesù, è fatta di persone che si conoscono tra loro. Se pensiamo a quanto accade oggi, spinti dal clima di odio e rivalsa che emerge soprattutto nei social, anche nel mondo dei credenti dove si sta diffondendo la pratica di attaccare, processare, condannare e offendere chi si ritiene che sbagli all’interno della chiesa, possiamo capire quanto siamo distanti dall’intenzione di Gesù: lui voleva innanzitutto il bene del fratello/sorella, per cui il confronto personale deve sempre avere come scopo il suo recupero, non la soddisfazione di vederlo ingiuriato. Ma soprattutto è importante la discrezione, che è esattamente il contrario del gettare in pasto ad un pubblico che, bene che vada, è fatto di tifosi dell’una o dell’altra posizione che non conoscono personalmente chi è oggetto di “giudizio”. Il più delle volte però il clima conduce ad aggiungersi alla condanna dell’uno o dell’altro, stravolgendo ancora una volta questo vangelo, così come in passato è stato usato per scomunicare fino addirittura a condannare a morte o al carcere e alla tortura. Oggi non ci sono più nella chiesa le torture o il carcere o la morte fisica, ma che cos’altro sono le denigrazioni che portano all’esclusione sociale fino alla morte sociale se non addirittura all’istigazione al suicidio o all’incentivo alla violenza? Gesù alla fine dice che se l’altro che sbaglia non capisce devi trattarlo come un pagano e un pubblicano che significa, in altre parole, ricominciare daccapo. Chi sono i pagani e i pubblicani? Coloro che non hanno ancora ricevuto l’annuncio del vangelo e che devono essere oggetto privilegiato della cura da parte di chi si dice discepolo di Gesù. Avere la garanzia di essere dalla parte di Gesù non significa essere un club di perfetti che emette sentenze sugli altri, ma una comunità che si fonda sulla volontà di creare, in un mondo rovinato dall’egoismo e dalla violenza, una casa capace di accogliere per ridare speranza.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo