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12 giugno 2026

Professione Perpetua

La Comunità religiosa delle Figlie del Divino Zelo della Casa Generalizia con gioia annuncia la Professione Perpetua di Suor M. Christine Nirere e Suor M. Perpetue Niyonyungu. La Celebrazione Eucaristica, presieduta da P. Bruno Rampazo rcj, si è svolta oggi presso la Parrocchia S. Antonio, alle ore 18.30, alla presenza di numerose consorelle e di diversi confratelli Rogazionisti, segno della comunione e della fraternità che unisce la Famiglia del Rogate. Dopo la Comunione, le due sorelle hanno offerto una danza tipica rwandese, gesto di ringraziamento per i doni della vita consacrata e testimonianza della loro cultura, vissuta come lode e gratitudine al Signore. Al termine della celebrazione, Suor M. Christine e Suor M. Perpetue, ormai di voti perpetui, hanno espresso un messaggio di grazie alla Congregazione, alla Famiglia del Rogate e a quanti hanno accompagnato il loro cammino vocazionale. La festa è poi continuata con un momento gioioso di fraternità, vissuto nella semplicità e nella gratitudine per il dono della loro vocazione. Con rinnovata speranza eleviamo la nostra preghiera: “Manda, Signore, apostoli santi nella tua Chiesa.” “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.” (1Sam 3,10)

Semi di Parola

Festa di Tutti i Santi - Beati i misericordiosi (Mt 5,1-12).
Il vangelo delle Beatitudini che si proclama nella Festa di Tutti i Santi, viene indicato come un programma di vita per incamminarsi sulla via della santità, che è indicata anzitutto per i battezzati ma che, come si dice nel linguaggio dei documenti della chiesa da Papa Giovanni in poi, è altrettanto percorsa da tutti gli uomini (e le donne) di buona volontà. Se guardiamo al loro contenuto, infatti, non c’è nessun riferimento ad atteggiamenti ed etichette religiose, ma sono altrettante caratteristiche che possono ritrovarsi in ogni essere umano che cammina sulla via della giustizia. Al centro di esse è posta quella caratteristica che ci rende simili a Dio: la misericordia, che è il suo primo attributo nella tradizione spirituale ebraica, cristiana e musulmana. La Genesi presenta la tentazione fatta dal serpente ad Eva come la possibilità di diventare dio mangiando il frutto proibito. Ma i progenitori dell’umanità lo intendevano come un’acquisizione di potere e forza per schiacciare i propri simili, mentre Dio stesso ci ha donato la possibilità di essere simili a lui conformandoci a Gesù, colui che ha incarnato le beatitudini, e con l’atteggiamento più proprio di Dio che è appunto la misericordia: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il padre vostro celeste”, dice Gesù in un altro passo. Mi piace citare, a questo proposito, un passo significativo de “Il mercante di Venezia” di Shakespeare: “Per sua natura la misericordia non è un obbligo, cade dal cielo sulla terra in basso come la pioggia gentile. È due volte benedetta: benedice colui che la esercita e colui che la riceve; essa ha il suo trono nei cuori dei Re. La misericordia è un attributo dello stesso Dio. Il potere terreno appare più simile a quello di Dio quando la misericordia tempera la giustizia. Noi chiediamo misericordia (a Dio) e quella stessa preghiera insegna a noi tutti a compiere atti di clemenza”. Questo hanno fatto i santi, battezzati o meno, ed è questo che dobbiamo augurare a tutti noi in questo buio tempo in cui, ancora una volta, chi si crede un dio esercita violenza invece che misericordia, nella vita di tutti giorni e nel governo dei popoli.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo