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17-22 agosto 2026

Campo Estivo a colle d' Anchise (CB)

BELLA FRA! Un'estate di fraternità sulle orme di San Francesco Si è concluso con il cuore colmo di gratitudine il camposcuola estivo organizzato dai Padri dell'Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio della Parrocchia Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario di San Ferdinando di Puglia. Dal 17 al 22 agosto 2026, presso Colle d'Anchise, un caratteristico paese della provincia di Campobasso, circa 35 ragazzi delle scuole medie e superiori hanno vissuto un'intensa esperienza di crescita umana e spirituale all'insegna della fraternità. Il camposcuola ha visto la collaborazione, in un autentico spirito di comunione ecclesiale, della parrocchia, dei giovani animatori, delle catechiste, delle famiglie e delle Figlie del Divino Zelo. Un gruppo più ampio di circa 60 partecipanti, comprendente ragazzi, animatori e volontari, ha contribuito a rendere questa esperienza un vero dono del Signore. Su invito di Padre Paolo e di Padre Welver Gambino, responsabile del camposcuola, le Figlie del Divino Zelo, suor Laxmi e suor Perpetua, hanno avuto la gioia di condividere questa settimana accompagnando i ragazzi nei momenti di preghiera del mattino e della sera. Sulle orme di San Francesco L'intero percorso è stato dedicato alla figura di San Francesco d'Assisi, in occasione del Centenario Francescano. Ogni giornata iniziava con una rappresentazione teatrale ispirata alla vita del Santo, seguita da riflessioni, attività di gruppo, giochi, sport e momenti di condivisione. Le giornate si aprivano con la celebrazione della Santa Messa, il risveglio dei ragazzi e la preghiera del mattino. Successivamente, ciascuno prendeva parte alle diverse attività previste dal programma. I ragazzi erano suddivisi in quattro squadre: • Gruppo della Luna • Gruppo del Sole • Gruppo della Terra • Gruppo del Fuoco Ogni gruppo era guidato da un capogruppo e dai suoi collaboratori, favorendo la partecipazione attiva di tutti. I temi affrontati durante il camposcuola sono stati: 1° giorno | Il sogno di Francesco Una riflessione sul desiderio del giovane Francesco di diventare cavaliere e sui sogni che ciascuno porta nel cuore. 2° giorno | Il sogno di Dio Un invito a scoprire il progetto che Dio ha su ogni persona e il modo in cui esso si intreccia con i desideri più profondi. 3° giorno | La pace e la riconciliazione Una giornata dedicata al perdono, culminata con il Sacramento della Riconciliazione e il significativo scambio dell'abbraccio di pace. 4° giorno | La fraternità Un'occasione per sperimentare concretamente la gioia dello stare insieme, dell'accoglienza reciproca e del fare comunità nel vero stile "Bella Fra". 5° e 6° giorno | Lode e ringraziamento Momenti dedicati alla gratitudine per il cammino vissuto, i doni ricevuti e le amicizie nate durante la settimana. Una comunità che educa Oltre alle attività formative e ricreative, i ragazzi hanno partecipato attivamente alla vita quotidiana del campo, collaborando nella preparazione della colazione, dei pasti e nella cura degli spazi comuni. Anche questi semplici servizi si sono rivelati occasioni preziose per crescere nel senso di responsabilità e nella capacità di lavorare insieme. Ciò che ha particolarmente colpito gli animatori e le religiose è stato l'entusiasmo dei ragazzi nel partecipare a ogni momento della giornata. Attraverso il gioco, le sfide, il divertimento e la condivisione, ciascuno ha avuto l'opportunità di conoscere meglio sé stesso e gli altri, imparando il valore dell'accoglienza, dell'amicizia e della collaborazione. Tra canto, festa e condivisione La penultima sera il clima di fraternità si è trasformato in una vera festa. Tutti hanno cantato insieme il Laudato si', celebrando il Signore e il dono del Creato. A seguire, le instancabili volontarie della cucina hanno sorpreso i ragazzi preparando hamburger e patatine in stile "McDonald's", dando vita a una serata all'insegna dell'allegria, della musica e della danza. Pellegrini con Maria L'ultimo giorno del camposcuola, coincidente con la memoria della Beata Vergine Maria Regina, il gruppo si è recato in pellegrinaggio al Santuario della Madonna Addolorata di Campocavallo. Qui è stata celebrata la Santa Messa conclusiva, durante la quale sono stati affidati alla Vergine Maria i frutti spirituali dell'esperienza vissuta e le intenzioni dei ragazzi e delle loro famiglie. Un dono anche per noi Per noi, Figlie del Divino Zelo, questa esperienza non è stata soltanto un servizio, ma anche una preziosa occasione di testimonianza e di condivisione. Pur conoscendo i ragazzi soltanto all'inizio del campo, abbiamo potuto camminare accanto a loro e agli animatori, vivendo la nostra missione nello spirito di sant'Annibale Maria Di Francia e facendo conoscere il carisma del Rogate. Sono stati giorni intensi, talvolta faticosi, ma vissuti con gioia, pazienza e spirito di donazione. Come ci insegna il nostro Fondatore, abbiamo cercato di accogliere ogni ragazzo con la tenerezza e la premura di una madre, offrendo il nostro tempo e il nostro affetto affinché ciascuno potesse sentirsi amato e valorizzato. Grazie! Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento a Padre Paolo per l'invito e la fiducia accordataci, a Padre Welver Gambino per il suo prezioso servizio e per l'organizzazione del camposcuola, a tutti gli animatori, alle catechiste, ai volontari e alle famiglie che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa. Un grazie particolare va anche a Madre Carolina Saquibon per averci dato la possibilità di vivere questa significativa esperienza apostolica. Portiamo nel cuore il volto e il sorriso di ogni ragazzo incontrato, certi che il Signore continuerà a far crescere i semi di bene seminati durante questa bellissima settimana di fraternità, amicizia e fede. Sr. M. Laxmi Mukkath Paul, FDZ Sr. Perpetue, FDZ

Semi di Parola

XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Il regno dei cieli è simile a dieci vergini (Mt 25,1-13).
Questa parabola è rivolta particolarmente ai credenti, simboleggiati dalla verginità che rimanda al battesimo e all’adesione al vangelo. Le vergini, infatti, sono tutte in attesa dello sposo che, fuor di metafora, indica il ritorno del Signore Gesù, atteso con grande fervore dalle prime comunità (Paolo stesso ne era convinto) ma che, quando il vangelo di Matteo fu scritto, verso la fine del primo secolo, non era avvenuto, creando delusione e sconforto nelle comunità. Il sonno delle vergini che attendono è una metafora della morte: già ai tempi di Paolo, come leggiamo nella prima lettera ai Tessalonicesi, i cristiani si chiedevano che ne sarebbe stato di chi era morto da battezzato prima del ritorno di Gesù. Paolo risponde che non c’era nessuna differenza tra chi era già morto e coloro (tra i quali Paolo metteva sé stesso) che erano ancora in vita: tutti sarebbero stati “rapiti nell’aria” e sarebbero stati sempre con il Signore. Chi ha scritto il Vangelo sapeva che tanti erano ormai morti tra i credenti e il ritorno di Gesù era sempre più lontano nel tempo; la questione non è se lo Sposo torni (per la fede cristiana è una certezza che ogni domenica proclamiamo nel Credo), ma se siamo degni, come credenti, di accoglierlo ed essere accolti. Il criterio non sarà la fede nel Cristo e la lettura della Parola (simboleggiate dalle lampade) ma come questa fede avrà orientato le nostre scelte secondo il vangelo e l’etica del regno, cioè attraverso l’impegno per la giustizia e il metterci al servizio degli ultimi. L’olio, si diceva un tempo, simboleggia le buone opere; tuttavia, dobbiamo stare attenti a non confondere queste opere con i riti e le pratiche religiose, pensando che Dio stia a contare a quante messe abbiamo partecipato, quante volte ci siamo confessati e quante pratiche penitenziali abbiamo fatto. Le buone opere sono bene indicate nel vangelo, a partire dal discorso della montagna, quando Gesù dice che dobbiamo compiere delle opere buone/belle davanti agli uomini perché essi, affascinati dallo stile dei credenti, possano percepire chi è Dio; ma è necessario essere attenti: il compimento di queste opere non passa per le chiese o le sagrestie bensì per le strade calpestate dagli ultimi con i quali Gesù si è identificato e continua oggi ad abitare. Sbandierare la propria appartenenza identitaria al cristianesimo e allo stesso tempo disprezzare o violare i diritti e la dignità degli ultimi (i “venditori” di cui parla il vangelo) è proprio come avere delle lampade che non possono illuminare perché non contengono olio. E a chi pensa di vantarsi con delle lampade spente o di usare l’olio di altri, il vangelo dice in modo chiaro che lo Sposo non può essere ingannato.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo