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Oria

I sogni son desideri di normalità

I bambini della Comunità di Oria hanno partecipato ad un concorso organizzato dal DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÁ CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA PUGLIA E LA BASILICATA dal titolo: “Il Futuro visto dalla finestra”. Titolo del video della comunità minori “I SOGNI SON DESIDERI… DI NORMALITA’” DESCRIZIONE del video: In questo periodo di emergenza sanitaria, la quotidianità di tutti è cambiata e si è adattata alle nuove disposizioni. Se tale adattamento può risultare difficile per gli adulti, ancor più complicato è per i bambini abituati ad andare a scuola, a partecipare ad attività ludiche, sportive e a trascorrere momenti di svago con amici e coetanei. Abbiamo chiesto ai bambini della nostra comunità “qual è la cosa che ti manca di più?” e tutti hanno risposto “la scuola e gli amici”. Per questo, attraverso la realizzazione di un piccolo video, abbiamo deciso di rappresentare il sogno della maggior parte dei bambini di oggi e cioè ritornare tra i banchi con i loro compagni, con la speranza che il sorriso dei piccoli non sia più coperto dalla mascherina.

Semi di Parola

Pasqua di Risurrezione - Vide e credette (Gv 20,1-9).
Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti, non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. In questi due verbi, vide e credette, c’è tutto il significato della fede cristiana. Il discepolo amato vede un vuoto, una mancanza, dei teli che non avvolgono più il cadavere di Gesù; eppure, non interpreta quel vuoto come un’assenza ma come un modo nuovo di essere presente di Gesù: quello della risurrezione. In questa nuova condizione la presenza di Gesù si espande ovunque c’è un discepolo che crede in Lui e che in suo nome testimonia il vangelo del Regno di Dio che è un regno, come dice la liturgia, di giustizia, di amore e di pace. Gesù stesso ha detto: dove sono due o più riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro. Del sepolcro, invece, viene detto alle donne: non è più qui; dite ai discepoli che lo vedranno in Galilea, nelle periferie della terra santa dove si mescolano ebrei e pagani, simbolo, quindi, della chiesa nascente nella quale è stato abbattuto il muro di divisione e dei due è stato fatto un popolo solo. Ma c’è un altro luogo dove Gesù è presente realmente perché lo ha detto lui stesso: nei poveri, negli oppressi, nelle vittime di ingiustizia, perché “quando avrete dato da mangiare o bere, quando avrete visitato in carcere o nel letto della sofferenza, quando avrete accolto come straniero e profugo uno dei miei fratelli più piccoli, lo avrete fatto a me”. In questi giorni c’è stata una levata di proteste nei confronti del governo israeliano perché ha impedito la celebrazione nella basilica del santo sepolcro; una protesta fatta da governi che non hanno detto e non dicono nulla riguardo allo sterminio del popolo palestinese a Gaza e alle violenze commesse in Cisgiordania. Il vangelo ricorda a questi protestatori a fasi alterne che di quel luogo di pietre il vangelo dice che lì non c’è più Gesù perché è risorto ed è presente nei cuori di chi subisce la violenza e l’ingiustizia come anche nei cuori di chi lotta per la giustizia. Alzare la voce solo per difendere il luogo in cui Gesù è stato sepolto per meno di due giorni e non farlo per coloro in cui ha deciso di abitare da risorto, significa richiudere il sepolcro con la pietra tombale della propria ipocrisia e della propria ignavia. Ma grazie a Dio la vita trionfa sempre sulla morte e mentre lo zelo farisaico difende un sepolcro vuoto Gesù si fa incontrare ancora una volta in quelle periferie dove gli uomini si impegnano per abbattere i muri di ogni tipo di divisione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo