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Oria

I sogni son desideri di normalità

I bambini della Comunità di Oria hanno partecipato ad un concorso organizzato dal DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÁ CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA PUGLIA E LA BASILICATA dal titolo: “Il Futuro visto dalla finestra”. Titolo del video della comunità minori “I SOGNI SON DESIDERI… DI NORMALITA’” DESCRIZIONE del video: In questo periodo di emergenza sanitaria, la quotidianità di tutti è cambiata e si è adattata alle nuove disposizioni. Se tale adattamento può risultare difficile per gli adulti, ancor più complicato è per i bambini abituati ad andare a scuola, a partecipare ad attività ludiche, sportive e a trascorrere momenti di svago con amici e coetanei. Abbiamo chiesto ai bambini della nostra comunità “qual è la cosa che ti manca di più?” e tutti hanno risposto “la scuola e gli amici”. Per questo, attraverso la realizzazione di un piccolo video, abbiamo deciso di rappresentare il sogno della maggior parte dei bambini di oggi e cioè ritornare tra i banchi con i loro compagni, con la speranza che il sorriso dei piccoli non sia più coperto dalla mascherina.

Semi di Parola

XI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Diede loro il potere sugli spiriti impuri e per guarire ogni infermità (Mt 9,36-10,8).
Nel costituire i Dodici, il primo seme della chiesa di tutti i tempi, ha dato sì, un potere, ma non di dominare sugli altri uomini, usando la retorica del servizio e gestendo in realtà la vita dei singoli e dei popoli, ma di eliminare tutti gli ostacoli per una vita migliore, impedita da traumi e violenze e da tante forme di debolezza sia fisica che economica. L’impegno dei discepoli di Gesù nell’annunciare il vangelo, certo con le parole, ma soprattutto con atti concreti, è in ogni tempo quello di contribuire a migliorare le condizioni di vita degli uomini. E’ in questo impegno che si avvera la presenza del regno di Dio; non perché siamo noi a costruirlo in modo illusorio (come è accaduto con le ideologie che promettevano la fine delle ingiustizie ma si sono rivelate un grande inganno) ma perché permettiamo, con il nostro aprirci al vangelo che Gesù e i profeti prima di lui hanno annunciato, di realizzare il progetto di Dio su un’umanità fatta di uomini e donne pari nella dignità, senza distinzione di lingue o colori della pelle o qualsiasi altra differenza che a noi uomini spesso piace sottolineare per affermare la propria superiorità su chiunque altro. Il fatto che Gesù raccomandi ai discepoli di rivolgersi prima agli appartenenti al popolo d’Israele può sembrare un’affermazione di superiorità di un popolo, ma in realtà indica che è necessario cominciare da chi ci è più vicino, non come vorrebbe qualche politico americano, ma nel senso che bisogna agire concretamente guardandoci intorno anziché sognare persone e popoli lontani dalla nostra sfera d’azione. Agendo così il bene diventa contagioso, come ha sottolineato Gesù: gratuitamente hai sperimentato il bene, gratuitamente lo offri a chi ne ha bisogno e incroci sulla tua strada e così come un passaparola, anzi, un “passa-azione” il bene potrà raggiungere anche i più lontani, come è accaduto ai primi cristiani che prima si sono rivolti agli ebrei e poi ai samaritani e pagani del loro tempo perché il bene, se autentico, non può essere esaurito in un singolo gesto ma si moltiplica e si diffonde.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo