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1 Giugno - Oria

IL CENTRO SAN BENEDETTO DI ORIA FESTEGGIA PADRE ANNIBALE

Una grande festa Lunedì 1 Giugno al Centro San Benedetto di Oria dove le suore, i bambini e le ragazze ospiti delle Comunità e tutti gli operatori si sono riuniti per celebrare e rendere grazie al Padre Fondatore Sant’ Annibale Maria di Francia. Le ragazze della Comunità Alloggio Dopo di Noi hanno realizzato un bellissimo cartellone raffigurante Sant’Annibale che abbraccia e protegge tutti i nostri ragazzi di San Benedetto. Mentre i piccoli della Comunità Minori hanno regalato alle suore dei cartelli con le più significative e profonde frasi del Padre tra cui: “ La vita interiore, l’unione con Dio , lo Zelo, la Carità, la sete delle anime, offrono una grande arma all’uomo di Dio.” Alla Nostra Madre Superiora Arlene Cayao è stato rivolto un pensiero con le parole di Madre Maria Nazarena Majone : “ Con ardore filiale che tanto vi piace vi dico: Signore, da me sola non posso raggiungere quella Santità perfetta che da me volete; è affare vostro. Io mi rimetto nelle Vostre mani, pensate voi a santificarmi, Voi pensate a rendermi quale Voi volete degna dei Vostri occhi.” La serata si è conclusa con una grande cena, un momento di gioia e unione spirituale che ha coinvolto la nostra intera famiglia. La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo