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1 Giugno - Oria

IL CENTRO SAN BENEDETTO DI ORIA FESTEGGIA PADRE ANNIBALE

Una grande festa Lunedì 1 Giugno al Centro San Benedetto di Oria dove le suore, i bambini e le ragazze ospiti delle Comunità e tutti gli operatori si sono riuniti per celebrare e rendere grazie al Padre Fondatore Sant’ Annibale Maria di Francia. Le ragazze della Comunità Alloggio Dopo di Noi hanno realizzato un bellissimo cartellone raffigurante Sant’Annibale che abbraccia e protegge tutti i nostri ragazzi di San Benedetto. Mentre i piccoli della Comunità Minori hanno regalato alle suore dei cartelli con le più significative e profonde frasi del Padre tra cui: “ La vita interiore, l’unione con Dio , lo Zelo, la Carità, la sete delle anime, offrono una grande arma all’uomo di Dio.” Alla Nostra Madre Superiora Arlene Cayao è stato rivolto un pensiero con le parole di Madre Maria Nazarena Majone : “ Con ardore filiale che tanto vi piace vi dico: Signore, da me sola non posso raggiungere quella Santità perfetta che da me volete; è affare vostro. Io mi rimetto nelle Vostre mani, pensate voi a santificarmi, Voi pensate a rendermi quale Voi volete degna dei Vostri occhi.” La serata si è conclusa con una grande cena, un momento di gioia e unione spirituale che ha coinvolto la nostra intera famiglia. La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

III Domenica di Quaresima – Anno A - Adoreranno il Padre in spirito e verità (Gv 4,5-15.19-26.39-42).
Tra i tanti messaggi del racconto dell’incontro tra Gesù e la Samaritana c’è anche quello che vede nella venuta di Gesù l’abolizione dei confini etnici, territoriali e religiosi all’interno dell’umanità. È Gesù stesso che prende l’iniziativa di parlare a quella donna che, di rimando, si meraviglia che un giudeo parli con una donna e per di più samaritana. Lei era abituata, probabilmente, a ricevere solo insulti ed offese dagli uomini in genere, a causa della sua situazione morale ma soprattutto dai pii ebrei che vedevano in lei la somma di tutti i motivi per cui si possa disprezzare un essere umano: è donna, è moralmente irregolare, è straniera ed è eretica. Che un uomo appartenente a quel popolo le rivolga non solo la parola ma le faccia una richiesta di aiuto è già un fatto rivoluzionario in sé. Durante quel dialogo inatteso la donna capisce che può avere da lui un chiarimento sul perché la fede nello stesso Dio anziché creare unione crea divisione e sospetto reciproco. Il punto più controverso, che ha dato origine alla divisione e all’odio, è il luogo diverso in cui giudei e samaritani si rivolgono a Dio: qual è quello giusto? Se Gesù si fosse comportato da bacchettone, la donna non avrebbe mai potuto fare quella domanda. Ma la risposta è coerente proprio con l’atteggiamento inatteso di Gesù: i luoghi di culto, le strutture religiose portano divisione, odio e morte. Per superare tute queste cose è necessario abolirli e smascherarne l’insidia. Dio, in realtà, non si identifica con un luogo e neppure con una istituzione ma, come già dicevano i profeti, tutta la terra è sua ed è un luogo dove poterlo incontrare. Ma non lo si incontra attraverso segni materiali, bensì accogliendo il suo modo di essere (lo Spirito) e di agire (la verità). Perché Dio, il Padre di Gesù, non sa che farsene di riti sterili e vuoti ma desidera che noi compiamo la sua volontà; che significa servirlo e onorarlo nella sua immagine vivente che è l’uomo, come ha fatto Gesù, che ha messo il suo corpo, la sua vita a disposizione degli altri, soprattutto dei più deboli, e come ha chiesto di fare a noi suoi discepoli ricordandoci che non chi dice “Signore, Signore” entrerà nel Regno dei cieli ma chi fa la sua volontà, impegnandosi per il bene di ogni uomo, anche quando non è del proprio gruppo, della propria nazione o della propria religione.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo