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Campobasso 26 Settembre 2020

Prima comunione di Mirco

PRIMA COMUNIONE di MIRCO Z. Finalmente dopo la lunga attesa causata dalla pandemia, il 26 Settembre è arrivato il giorno atteso. Mirco uno dei nostri ragazzi, insieme ad altri 7, ha ricevuto Gesù Sacramentato per la prima volta, nella Chiesa di Santa Maria della Croce, nella città stessa di Campobasso. Mirco accompagnato dalla sua catechista e da noi suore della comunità, attraverso vari interventi, tramite incontro Meet e lavori su diversi moduli in casa, si è preparato con impegno, con amore e con gioia. In chiesa è stato accompagnato da me, da qualche educatrice e dai suoi, godendo e partecipando alla gioia ed emozione di Mirco. Gesù che già nel Battesimo lo ha incontrato, ora è venuto in una forma diversa, sotto le specie del Pane. Dopo la celebrazione, tornando a casa, i nostri ragazzi, le suore e alcune educatrici hanno condiviso con lui la cena con canti augurali nel clima di festa. Con Mirco vogliamo esprimere il nostro grazie al Signore per questo dono; l’incontro con Gesù nell’Eucaristia sostenga il suo cammino. Cosi sarà bella ogni Domenica ... sarà bella anche la vita di ogni giorno. "Grazie Gesù" è l’espressione del cuore di Mirco. Il giorno della Prima Comunione non si dimentica mai nella vita. Suor Judith Bido

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo