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8 Ottobre - Oria

Felice 60° anniversario sr Dolores e sr Geltrude!

Pochi giorni fa giovedì, 8 Ottobre abbiamo festeggiato il 60° anniversario di vita consacrata di Sr Dolores e sr Geltrude. La mattina dello stesso giorno il parroco Don Francesco ha celebrato nella cappella del centro sociale Annibale Maria di Francia la s. Messa in onore delle festeggiate insieme alle consorelle del centro San Benedetto e molti altri amici. Dopo poco nel salotto dello stesso centro è stato allestito un piccolo buffet con dolci e bevande calde. Sr Dolores e Sr Geltrude hanno manifestato la loro gioia e commozione ai presenti, ben felici di partecipare ad una tappa così importante. Anche il personale educativo del centro sociale e le mamme hanno voluto festeggiare l'anniversario di sr Dolores con cui condividono la vita di comunione. Grazie all'aiuto di sr Sherly che ci ha inviato del materiale fotografico relativo alla vita religiosa di sr Dolores è stato realizzato un cartellone con le immagini che la ritraggono nei momenti più rilevanti. Le educatrici e le mamme hanno preparato un buffet di dolci e tanti palloncini per la piccola festa e hanno regalato un' orchidea bianca simbolo di purezza. Chiaramente sr Dolores non si è presentata a mani vuote e ha preparato per noi dei panini e dei tramezzini, a dimostrazione della sua grande generosità. Auguriamo a Sr Dolores e a Sr Geltrude ancora una vita piena e illuminata sempre dal sostegno del Signore, perché le custodiscano e proteggano sempre. Rossana Martellotta La serata si è conclusa con una grande cena, un momento di gioia e unione spirituale che ha coinvolto la nostra intera famiglia. La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

XXIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Cesare e Dio (Mt 22,15-21).
Un episodio celebre diventato proverbiale: dare a Cesare quel che è di Cesare, nel senso di dare a ciascuno il suo, riconoscere i meriti di ciascuno. Lungo i secoli, tuttavia, è stato uno dei fondamenti biblici per definire la netta separazione tra Chiesa e Stato, trono e altare; ancora, negli ultimi decenni è stato considerato il manifesto della superiorità del cristianesimo su altre fedi come l’islam, che invece ancora sembrano confondere religione e politica a livello istituzionale. Poi ci siamo svegliati con l’America di Trump dove i pastori pregano sul comandante in capo seduto sul suo trono nello studio ovale e con la Russia di Putin dove il patriarca della chiesa russa benedice l’invasione di un altro Stato e consacra il presidente come difensore della fede ortodossa contro le devianze della società moderna. La particolarità di questi ultimi tempi, se escludiamo in ambito cristiano la “stravaganza” del monarca inglese capo (ma solo formalmente) della chiesa anglicana, è che i soggetti in questione sono ritenuti gli uomini che Dio stesso avrebbe scelto per realizzare i suoi disegni di governo del mondo, riportandoci al tempo di quegli stati assolutisti dove il re o l’imperatore erano tali per diritto divino, in stretto collegamento con il tempo dei Cesari (lo Zar e il Kaiser avevano, appunto, il nome di Cesare) quando ogni successore del Cesare originario era considerato emanazione della divinità. È contro questa pretesa diabolica che Gesù afferma un principio assoluto: dare a Cesare quel che è di Cesare significa riconoscere che l’istituzione di turno può esigere le tasse dagli altri esseri umani ma non può pretendere l’adorazione che spetta solo a Dio. Ancora di più: il denaro mostrato a Gesù che porta l’immagine di Cesare dice che chi vuole fare affari deve fare i conti con chi è più potente di lui, ma l’uomo porta in sé l’immagine di Dio, per cui non può essere oggetto di mercato, di compravendita, di sfruttamento e di riduzione in schiavitù ma deve essere sempre soggetto di diritti inalienabili che gli Stati, soprattutto quando affermano nelle loro Costituzioni l’uguaglianza di ogni essere umano, devono realizzare per onorare il giuramento che si fa su quelle Carte, nate spesso da lotte per la libertà e l’affrancamento dai tiranni; esse, tuttavia, sempre di più sono diventate carta straccia nelle mani di chi riconosce, di fatto, solo il valore del denaro e del potere con cui pretende di asservire tutti gli altri. Di fronte allo scempio a cui oggi assistiamo, compiuto anche in nome delle religioni ebraica e cristiana, la frase detta da Gesù duemila anni fa diventa ancora una volta atto di accusa contro chi, vantandosi della propria religione, calpesta l’uomo fatto a immagine di Dio.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo